A me è successo così

Con più cuore nelle mani

Ringrazio il Signore perché mi avvolge di bontà, misericordia e fedeltà. Il mio cuore è ricolmo di gioia e da lode e grazie a Lui per il Suo amore e per tutti i suoi benefici che accompagnano la mia vita consacrata in questi 28 anni come Figlia di San Camillo. Sono così felice di questo cammino che mi è stato donando in cui ho potuto servire i fratelli più fragili, deboli, i malati e gli anziani… Da essi ho imparato molto, oltre a capire le loro sofferenze, essi mi hanno insegnato la capacità di accettare la realtà della vita, di fidarsi di Dio e degli altri “come un bambino che comincia a camminare i suoi primi passi sotto lo sguardo dei suoi genitori”. Essi mi hanno insegnato anche ad avere più cuore in ogni gesto…

7Ringrazio di cuore la nostra Rev.ma Madre Zelia per tutte le sue delicatezze, premure e amore per ogni Figlia, che sta nel suo cuore… per il suo impegno per vederci a tutte come ci volevano i nostri cari Fondatori Beato P. Luigi Tezza e Beata M. Giuseppina Vannini e San Camillo, con più cuore nelle mani per servire tutti lgi infermi con quell’affetto che suol avere una Madre con il suo unico figliuolo infermo. Attingendo questo dono e questa grazia nella preghiera assidua e fidandoci nella intercessione della Vergine Maria, perché Dio benedica e muova il cuore di tante giovani ha seguire questo cammino di gioia e donazione a Dio. “Avvicinatevi a Dio e Lui si avvicinerà a voi (Giacomo 4,7)

Sr Alessandra Palacín

Pensavo di essere medico come mio padre

Da bambina accompagnavo la mia mamma in chiesa e un giorno, avrò avuto circa 7 anni, ho sentito una predica che parlava di come i sacerdoti e le suore sono persone che dedicano la loro vita agli altri… ed ho sentito dentro di me di fare parte di questo gruppo di persone. Quando siamo arrivate a casa ho raccontato il mio desiderio alla mia mamma ma essa mi ha preso in giro dicendomi che non potevo essere suora perché non ero una bambina obbediente. dsc_0101Queste parole mi hanno fatto convincere che non potevo essere suora. Ma a 17 anni è riapparso ancora in me questo desiderio forte di farmi suora …questa volta però sono andata dal mio parroco a confidare ciò che sentivo dentro di me. Lui mi ha dato retta e mi ha consigliato di cominciare a frequentare il gruppo degli aspiranti alla vita consacrata che c’era sulla parrocchia. Sono andata per due incontri ma non mi sentivo bene nel gruppo e allora l’ho abbandonato. Dopo la maturità, ho deciso di farmi medico come mio padre perché vedevo che lui si dedicava tanto alle persone ammalate, solo che lui non andava a Messa come mia mamma. Sentivo dentro di me il desiderio di fare del bene agli altri, e allo stesso tempo di essere tutta del Signore. Così sono andata di nuovo dal mio parroco per confidarle ciò che sentivo. Lui mi ha dato il depliant delle suore camilliane con il loro indirizzo. Appena ho cominciato a sfogliare il depliant ho sentito una grande gioia e una voce dentro di me mi diceva: “qui è il luogo dove si realizzeranno tutti i tuoi sogni, potrai servire gli ammalati e potrai essere tutta mia”. Ad Agosto ho fatto una settimana di esperienza con loro ed ottobre dello stesso anno sono entrata! Sono passati 13 anni da quel giorno incredibili in cui ho ricevuto il depliant e sento inalterata la gioia e l’entusiasmo di quel primo contatto con le suore , sento di stare realizzando il mio sogno di essere del Signore e anche di dedicarmi agli altri.

Sr Joselyne

Una gioia che non mi ha lasciato mai!

Rispondere alla chiamata del Signore è realizzare la propria storia della salvezza. Fin da bambina mi piaceva servire e aiutare gli altri. Dai miei genitori ho imparato ad unire la preghiera, che non è mai mancata, al servire. Quando ho terminato i miei studi ho incontrato le Figlie di San Camillo grazie ad una amica. Ho provato subito qualcosa di straordinario, una gioia e, è quasi difficile da esprimere, come un immenso desiderio di rimanere con il Signore. Questa felicità, questa gioia non mi hanno lasciato e sono quasi 30 anni che sono una consacrata! Il Signore mi ha donato, in quest’anno della misericordia, di sperimentare e toccare con mano la Sua bontà e il Suo amore per me e per ogni persona che si lascia al Suo amore…

Quest’anno poi la Madre mi ha concesso la grazia di tornare alla Casa generale, dopo 20 anni, per seguire un corso sulla vita consacrata. Una meravigliosa ed indimenticabile esperienza, soprattutto un risveglio, una più chiara comprensione di quanto siamo preziosi per Dio. Attraverso questo esperienza mi si è aperta la strada della preghiera profonda, un grande viaggio della mente al cuore, dal amare Lui solo, al essere amata ed a trasmettere questo grande amore agli altri, penso che sia una grande grazia, sento che il Signore è con me percome non lo avevo esperimentando mai, sento una grande gioia interiore, la gioia di essere abitata per l’eterno presente.img_20161229_094629

Una gioia che si esprime anche nella creatività. Nella figura dei delfini che abbiamo progettato per il piatto di frutta delle sorelle c’è un grande delfino che alimenta il suo figliolino, così è il nostro Dio verso di noi, aspetta solo che noi gli apriamoi nostri cuori per darci il suo spirito, il suo cuore, ma vuole che glielo chiediamo con insistenza.

Una alegria que no me ha dejado!

Con mucha alegría e agradecimiento acepto la invitación de escribir sobre mi experiencia vocacional y puedo decir sobre mi historia de salvación, porque es proprio así, responder alla llamada del Señor es hacer realidad la historia de salvación que el Señor nos regala.

Desde pequeña me ha gustado servir y ayudar a los demás. De mis padres he aprendido a unir la oración que nunca faltó y el servir. Quando terminé los estudios he conocido las Hijas de San Camilo atraves de una amiga. De inmediato sentí mucha alegría y algo extraordinario casi dificil de expresar, con inmensos deseos de permanecer con el Señor. Alegría y gozo que han perdurado por casi 30 años de vida religiosa y espero con la gracia del Señor para toda la vida. El Señor me ha concedido en este año della misericordia que acabamos de terminar de poder experimentar y tocar cuanto es bueno conmigo, se podría decir con quien se deja amar por Él.

En este año la Madre me concede la gracia de regresar a la Casa general después de 20 años para realizar un curso sobre la vida consagrada, un experiencia maravillosa e inolvidable sobre todo un despertar o mejor decir tomar más conciencia de lo valioso que somos para Dios; el unico camino que se me ha abierto más es el de la oración profunda, un gran paso de peregrinar de la mente al corazón, amar sólo a Él, dejarse amar y trasmitir ese grande amor a los demás, creo que es una gracia grande que el Señor me está concedendo porque nunca como ahora lo estoy esperimentando, se siente un gran gozo interior al tomar conciencia de estar habitadas per el eterno presente.

El proyecto

En la figura de los delfines que hemos diseñado en el plato de fruta para las hermanas se ve un delfin grande che da de comer a su hijo pequeño, asi es nuestro Dio para con nostro,img_20161229_0946291 solo espera que abramos nuestro corazón para darnos su espritu, su mismo corazón, pero quiere que se lo pidamos con insistencia, para nostros y para todos sus hijos, que tenemos hambre y sed de Él.

Padre, me pongo en tus manos, haz de mí lo que quieras, sea lo que sea, te doy las gracias. Estoy dispuesto a todo, lo acepto todo, con tal que tu voluntad se cumpla en mí, y en todas tus criaturas. No deseo nada más, Padre. Te confío mi alma, te la doy con todo el amor de que soy capaz, porque te amo. Y necesito darme, ponerme en tus manos sin medida, con una infinita confianza, porque Tú eres mi Padre.

Sr Rosa Maria

Quando credevo che era la fine…

8-2-3“Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia”.

Sal 130

Come un bimbo svezzata in braccio a sua madre Tu, mio Dio, mi hai salvato, protetto, al momento giusto mi hai condotto, quando stavo scoraggiandomi credendo che era la fine della mia vita. Tanti trovandosi nella mia stessa situazione sono già in cielo, ma Tu Signore mi hai custodito come un piccolo fra le Tue braccia. Grazie per il dono di essere consacrata a Te nella famiglia camilliana, e di avermi chiamata a dedicarmi ai fratelli infermi, assistendogli con ogni carità e delicatezza… Grazie perché Tu, Dio della misericordia, Ti sei servito della mia pochezza per fare grandi cose salvando tanti bambini della malnutrizione i quali hanno riacquistato la dignità umana. Grazie Signore perché mi hai donato la parte migliore!

Sr Brigitte

La realtà ha superato il sogno

Erano le prime ore del mattino. Bagagli, documenti, raccomandazioni, saluti, trepidazione …tanta trepidazione! e un po’ di stanchezza sulle spalle. Una delle compagne di qsenza-titolo-1uest’avventura me l’aveva detto che lì, in Benin, tra quei volti, tutte le emozioni sarebbero state più profonde. E ogni cosa, in effetti, mi ha scavato dentro. Ho conosciuto persone che scevre di falsi sentimenti, di vuota retorica, di alibi incatenanti si alzano al mattino col solo scopo di dare sé stesse nel tentativo di lenire la sofferenza altrui, là dove i mezzi sono scarsi e a tratti anche nulli. Ho conosciuto persone che nel segno di quella Croce Rossa camilliana, che ora sento anche un po’ mia, hanno seminato e continuano a seminare amore e speranza. Tra quelle mura de l’Hopital “La Croix” ho visto la sofferenza e il dolore più grandi. Là dentro gli sguardi si fanno penetranti, diventavano i più spietati investigatori della mia anima, mi spogliavano e talvolta percuotevano anche. senza-titolo-2L’Hopital “La Croix” e lo splendido centro di malnutrizione di Zinviè sono la prova che in questo mondo non è tutto fermo, luoghi che pullulano di forza, di tenacia, di dedizione che per me costituiscono un punto di partenza; con maggiore motivazione ed entusiasmo proseguirò nel mio percorso di studi in Medicina e Chirurgia. So che il Benin ora è nei miei progetti ed è anche lì che desidero portare conoscenze e competenze che nel tempo acquisirò.

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Ho imparato a capire la vera sofferenza, ma soprattutto la vera gioia, la felicità che è fatta di piccole cose o, meglio, di cose grandi ma che non si possono vedere, né misurare, né quantificare, che non pesano e non costano, ma che mi rendono una persona migliore. Ed è per questo che i bagagli al rientro erano più leggeri, ma molto più pieni.

di Teresa Florio

La gioia di essere Suadsc_0032

Mi chiamo Sr Terezinha, ho 58 anni e il prossimo 19 marzo saranno 37 anni che sono consacrata totalmente a Dio. Veramente posso dire che Dio ha fatto grandi cose nella mia vita!!! Ogni giorno ho la grande gioia di donarmi completamente a Lui allo stesso tempo faccio esperienza della mia debolezza e mi consegno fiduciosa a Lui chiedendo a Lui il dono di corrispondere senza riserve al suo grande amore per me. Grazie Gesù per amarmi così tanto!!!

Suor Terezinha

Un posto dentro di me

lastscanNon sto bene in nessun posto, non sto bene se non in un luogo che non posso spiegare perché troppo tortuoso è il sentiero per arrivarci. E io ci vado sempre da sola per non affaticare nessun altro.

Fondamentalmente credo di arrabbiarmi con me stessa quando non trovo il posto per qualcuno. Se quel qualcuno è malato, poi, e non gli trovo un posto dentro di me, sto peggio: non solo mi arrabbio, ma perdo l’entusiasmo verso me stessa. Anche il narcisismo ha un prezzo.

Mi hanno chiesto che lavoro faccio. Ho risposto che faccio sorridere le persone tristi. È in ogni modo, questa, una cosa che facevo anche da piccola. E non avevo una laurea!

Dott. Antonella Bertolotti

Tu sai tutto di me

Essere intimamente conosciuta da Gesù, nella mie fessure interiori, nella mia fragilità e debolezza e rispondere al Suo sguardo di amore, abbandonandomi follemente a Lui sam_5769nell’amore… come Pietro che anche se ha rinnegato Gesù 3 volte ha ricevuto da Gesù una fiducia senza riserve ed è per questo che riconoscendo la sua mancanza a sua volta si fida di Gesù e mette tutta la sua vita nelle Sue mani. “Signore Tu sai tutto, Tu sai che Ti amo…” questa risposta di Pietro è stata la scintilla che mi ha guidato nel mio essere continuamente protesa verso Gesù. Questa esperienza di Pietro è la mia compagna di viaggio nel mio essere sempre del Signore… Anche se cadiamo tante volte, Gesù si fida si noi e noi possiamo a nostra volta fidarci sempre di Lui, mettere tutto la nostra vita in Lui dicendo: “Tu mi conosci fino in fondo, e mi ami appassionatamente… ed io sono Tua, libera preda di questo Tuo Amore…”

Sr Claret

Cantate con letizia il vostro “soffrire” al Signore; domani sarà vostra la gioia e la pace

LastScanChi soffre bene (in una comunità) è il custode dei valori del proprio spirito e dell’ideale del proprio Istituto. E’ la notte del mio secondo compleanno. Sono le due e non riesco a conciliare il sonno. Non posso frenare il mio pensiero che fruga nel ricordo ancora recente dell’avventura più importante che ho vissuta. Rivivo i momenti di ansia, di dolore atroce. Rivivo l’angoscia di quei momenti, il dolore atroce di tutto il mio fisico, la sofferenza morale delle sorelle, ma soprattutto rivivo la meravigliosa sensazione di avvertire in me ed attorno a me Dio presente e la pace che, dopo lo smarrimento del primo momento di certezza della fine inevitabile e dell’addio a tutto mi prese il cuore immergendomi in alcuni istanti in una profonda adorante contemplazione di Dio e della sua volontà. Poi, per me, il buio, l’estrazione dai sensi e da ogni cosa e per voi il trambusto di una situazione pesante di responsabilità, di sofferenza, di incerto tentativo di fermare una vita che sembrava sfuggire. Quella notte ho incontrato Dio.

Suor Carla

Quando Dio bussa alla mia porta è perchè vuole dimostrarmi il suo immenso AMORE

Pensando alla mia vocazione – amore con cui Dio mi ha amato, mi sembra di sfogliare un libro. È il libro della mia vita. Questo libro è scritto a due mani. Dio e me! Quattro momenti fondamentali hanno segnato il passaggio di Dio nella mia vita fino ad ora. Per comprendergli, devo fare una piccola premessa. Sin da piccola cercavo e mi domandavo sul senso di tutto in particolare della sofferenza; questo era per me come un macigno. Questa mancanza di senso mi portava verso un rifiuto di Dio e di conseguenza ad ogni pratica religiosa. Non volevo sapere di essere religiosa e tutto ciò che di esso si trattava.

DSC_0253Chiamata 

Verso la fine dei 14 anni ho trovato 2 suore, li per li non abbiamo parlato, le ho soltanto guardate, poi mi sono rivota a mia mamma e le ho sussurrata all’orecchio “questa suora è buona” segnalandola quella di destra (stranamente l’altra sorella non c’è più) Dio mi raggiunse quel giorno attraverso quella suora semplice e di una bontà disarmante. Lessi nei sui occhi la felicità del essere dono di Dio e per Dio. Qui, cade la mia idea di suora. In convento. Tutto era oggetto di osservazione, subito mi sono ressa conto che le suore facevano tutto mosse da una motivazione e con uno scopo ben prescisso. Insomma a tutto davano un senso e questo chiodo intorno a cui tutto girava era Gesù

Rimanere

Mia sorella che in convento mi aveva preceduto, per motivi famigliari dovete lasciare questo ideale da lei tanto desiderato; questo, per me, fu un durissimo distacco. Mi sono trovata con le spalle al muro. Era come se il Signore mi domandasse “mi ami tu?” Ricordo ancora la frase che pronunciai dentro di me “io non sono qui per mia sorella ma per te, mio Dio”.

Perseverare

Inoltrata ormai nella formazione mi sopragiunse una grande crisi. Mi sembrava aver smarrito quel senso che tanto avevo cercato. E qui a prendere in mano la situazione è Gesù stesso nella sua parola. «siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime (1 Pt 1, 6-9).»  Ho ripetuto frase per frase queste parole «voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui» Gesù mi chiedeva di perseverare nella Fede!  nel suo amore che si rivela nelle più piccole cose e situazioni.

Affidamento

In ogni momento mi rivolgo al Signore con la fiducia certa che è vicino a me e nei momenti  difficile con le parole di Ester. E a me coraggio (Est 17r) perche sono tanti i “Re” di fronte ai quali abbiamo paura ma  come Ester è Lui nel quale ho posto la mia fiducia.

Sr Mirely

La mia gioia è essere di Gesù

DSC_0247Il Signore ha guardato la mia debolezza e le mie limitazioni e mi ha donato la forza e il coraggio di servirlo in coloro che soffrono. Il Signore è stato buone con me, mi ha fatto Sua sposa, mi ha guidato alla sua casa, mi sta sempre vicino, mi ha fatta Sua, e costantemente mi ama. Sono già alcuni anni che sono una consacrata e lungo le gioie e le fatiche della vita quotidiana sento sempre il Signore vicino a me, sento come la Sua misericordia e la Sua tenerezza si effonde suoi piccoli e suoi deboli. Il Signore mi dice: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni”. Sì, la vocazione è un grande dono, la vita consacrata è così bella…!!! sono felice nella casa del Signore. Il Signore rende tutto speciale nella preghiera e nell’intimità dell’amicizia con Lui… Mi ritrovo tutta in quelle parole del p. Tezza che dicono: “Riguardati sempre come un semplice strumento in mano al Signore, lasciati adoperare con santa indifferenza e con la massima docilità, persuasa che sei niente e che sei tutto in Lui e con Lui che ti adopera.” Sì, la mia gioia è essere un semplice strumento nelle mani del Signore!

Sr Jancy

Il mio unico desiderio era diventare una poliziottaDSC_0244

Quando avevo 7,8 anni mi piaceva molto diventare suora, ma col passare del tempo, verso i 12-13 anni, il mio unico desiderio era diventare una poliziotta. Quando raggiunsi tutti i requisiti per entrare alla scuola di polizia (esame d’ingresso, accertamenti fisici, psichici e attitudinali, ecc.) si svegliò dentro di me una irrefrenabile passione per conoscere la Parola di Dio. Leggevo la Bibbia ma non capivo, allora ascoltavo alla radio una predicazione di un Pastore protestante che mi piaceva molto. Nel frattempo ho incontrato mia cugina, che era postulante camilliana, e mi ha parlato delle vita religiosa camilliana. La sua storia mi ha colpito interiormente e ho seguito l’impulso di andare a fare anch’io una esperienza insieme alle sorelle… Mi sono ritrovata tutta insieme a loro! Così ho deciso di fare parte di questa famiglia, adesso sono già 9 anni che sono una consacrata  e prego il Signore di concedermi la grazia di essere Sua per sempre!!!

Sr Shiji

Ero riuscita a comprare una casa…

IMG_2688Quando il mio papà è morto io non volevo farmi suora perché volevo aiutare la mia famiglia, ma quando la mia mamma si è risposata, io mi sono separata dalla mia mamma e sono andata con una famiglia che mi ha aiutato a continuare lo studio ed ho trovato anche un lavoro.
Lì dove lavoravo c’era un gruppo di preghiera e loro mi hanno invitato a frequentare i loro incontri in chiesa così insieme a loro ho scoperto la mia vocazione. Mia mamma nel frattempo era venuta in città, perché io ero riuscita a comprare una casa nella quale vivevo con mia sorella. Ma nonostante le lacrime di mia mamma ho lasciato tutto, ho lasciato il lavoro, ho lasciato la casa e la mia famiglia confidando loro al Signore. Adesso loro sono contente ed io molto di più di essere tutta di Gesù.

Suor Jojeme


2 thoughts on “A me è successo così

  1. Molto bella questa pagina e comovente. Grazie per questo prezioso lavoro. Auguro che tanti giovani parvengono a leggere queste pagine e a scoprire di più chi è questo Gesù per cui tanti giovani si dedicano la vita.

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  2. le vie del Signore sono veramente insondabile e meravigliose, leggendo queste storie mi sono commossa e rendo grazie al Signore per tutti i suoi benefici. Complimenti a tutti quelli che lavorano o visitano questa pagine.

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