News

La casa madre del Burkina Faso

DSC_0091

Quando le prime quattro Figlie di San Camillo sono arrivate in Burkina Faso, 50 anni fa, sono state accolte dai padri camilliani che prepararono per loro una casa. Così le sorelle iniziarono a lavorare insieme ai padri in un centro medico che oggi è un rinomato ospedale ad alta specializzazione, con sale operatorie e tutti i servizi necessari, dal laboratorio a con ematologia e microbiologia frequentato da moltissimi specializzandi e stagisti alla radiologia dotata anche di Tomografia assiale computerizzata, dalla farmacia al blocco per i prematuri che dormono nelle incubatrici assistiti da personale qualificato che riesce a salvare la vita a queste creaturine innocenti con la delicatezza e la professionalità delle cure.

Sr Rosine segue le mamme in gravidanza, mentre Justine segue il parto e il post parto. Le ostetriche sono bravissime e tutti i bambini che nascono al San Camillo sono incantevoli… Nella neonatologia si fanno corsi di formazione per le mamme che accorrono numerosissime, ce poi l’equipe per le vacinazioni. Sr Marie Jean segue la pediatria che accogli i bambini malati fino a 14 anni. Sr Maddalena segue il nuovo reparto chirurgico e l’imminente apertura di 5 nuove sale operatorie una delle quale dedicata all’oculistica. Sr Clementina si occupa dei bambini denutriti,s’interessa di trovare il latte quando lo Stato lo dà e va anche al mercato. La sua equipe prende il peso e misura il bambino osservando le sue condizioni fisiche, se rileva che il bambino e sottopeso o denutrito la mamma e accompagnata da una dottoressa che con tutta delicatezza nell’intimità della privacy cerca di capire perché il bambino non mangia, se perché la mamma non conosce i prodotti da dare a un piccolo bebè, se non sa come fare, se non ha la possibilità di comprare il necessario per il suo bebè. Lì si ascolta, si comprende, si insegna, si consiglia… poi la mamma è invitata a preparare la papa per il piccolo con una farina preparata da un’altra equipe appositamente per i bambini denutriti. I chicchi di miglio vengono lavati e asciugati al sole, gli arachidi vengono tostati con cura e miscelati con il miglio (e il profumo e appetitoso…), si confezionano dei sacchetti che vengono date alle mamme che possono preparare la papa anche in una cucina apposita per loro.

Nell’ospedale c’è anche un ottimo servizio di oculistica dotato di laboratorio e un eccellente servizio odontoiatrico con proprio laboratorio per le protesi. Insieme alle sorelle e ai padri, opera una gran numero di personale qualificato: medici, radiologi, tecnici di laboratorio, ostetriche e infermiere, tutti ad alto livello di preparazione professionale ma soprattutto animati di quelle virtù umane e relazionali che rendono l’ospedale San Camillo un centro di eccellenza per la cura dei malati con un altissimo indice di gradimento da parte della popolazione che lo predilige fra altri centri della capitale.

Le sorelle vivono continuamente l’accoglienza e le sfumature della delicatezza verso l’altro, sono un continuo dono di sé con la gioia nel cuore e la profondità spirituale che emana dalla preghiera e spandono il profumo di San Camillo fra i malati servendo con cuore di mamma. La mia visita alla comunità che serve i fratelli all’ospedale San Camillo di Ouagadougou è stata un’immersione nel dono di sé senza soste, nella grazia e soavità di chi vive alla presenza di Dio ed è serena di donarsi continuamente a Lui nella persona dei fratelli…

Giubileo d’oro

I padri camilliani celebrano i 50 anni di presenza come cappellani all’ospedale universitario Yalagdo Ouedraogo. Quando i primi missionari camilliani: P. Lino del Zingaro, P. Gaetano De Santis e P. Fernando Urbano, sono arrivati a Ouagadougou, chiamati dal Cardinale Paul Zoungrana, dopo sei mesi di stage nella lingua locale, il moré, si sono presi cura della Paroisse Saint Camille e della Cappellania dell’Ospedale Yalagdo attraverso il servizio spirituale (celebrazione dei sacramenti, confessione, battesimi e unzione degli infermi) e attraverso il servizio sociale con la fondazione di un bollettino camilliano “Le dimanche” molto apprezzato dai malati e dal personale anche non cattolico dell’ospedale e di altri centri medici di Ouagadougou. La costruzione della cappella dell’ospedale benedetta dal Cardinale Paul Zoungrana che vi celebra la prima Messa. La fondazione della farmacia della fraternità che ritrova e prepara confezioni di farmaci a prezzi accessibili per i fratelli più bisognosi evitando il commerciale gonfiare dei prezzi delle farmacie del luogo. L’apertura del postulantato e dello studentato dei padri camilliani per unire alla formazione l’esercizio della carità misericordiosa verso i malati. Da questa realtà sono partiti poi le missioni camilliane “che il mio piede sia pronto a correre dove hanno bisogno di me e che il mio cuore sia aperto ai sofferenti”.

Ho visto gli angeli – Koupela

Ho visto gli angeli prendersi cura dei fratelli sofferenti. Ho visto il ministero angelico delle sorelle. Sì, il Signore è l’autore della bellezza e la bellezza è l’amore. Per questo il Signore è il più bello fra i figli dell’uomo offrendosi sulla croce per amore di noi peccatori. Per questo noi contempliamo Dio nei fratelli sofferenti e servendogli con cuore di mamma le sorelle servono Dio come gli angeli. Sono angeli di misericordia su questa terra.

Ho visto gli angeli tornare dal dispensario quando era già notte col passo cadenzato e le loro piccole lucette che facevano risplendere il loro candore sopranaturale in un buio senza sconti. Ho visto gli angeli sfiniti in un sussurro di preghiera dolcissima e si respirava Dio… Molto prima dell’alba aprono la cappella sotto un verde albero grande con l’altare immacolato fra tovaglie e stiratissime finemente ricamate e cantano insieme alle api la dolcezza di Dio. Sono entrata nella casa della preghiera, in Italia ci sono tante cose ma per incontrare Dio devi morire, ti devi lasciare spezzare, maltrattare e disprezzare allora nella preghiera personale incontri Dio, a Koupela le sorelle sono autentiche e genuine, non c’è niente che impedisce a Dio di regalarsi e Lui ha la gioia di darsi, di stare con il suo popolo che canta e danza il suo abbandono sereno in Lui con la confidenza dei piccoli. A Koupela, Dio si tocca con mano!

Barca a Wende – Kanougou

A15 Kilometri da Koupela su una strada alberata da manghi, eucalipti, e karité si arriva a Kanougou. Sr Bartolomea mi ha portato con la sua Jeep a trovare i suoi piccoli e grandi amici. Sulla strada tutti ci salutavano, i bambini correvano incontro a noi e al dispensario ci attendevano i malati. Mentre Sr Bartolomea si prendeva cura dei fratelli, Madame e il Signor Roger dava loro le medicine prescritte e spiegava con dolcezza e pazienza come dovevano prendere la terapia. Una signora è venuta a chiederci si potevamo andare da un’anziana che stava male, così siamo andate nella sua casa, poco distante. Dopo la visita Sr Bartolomea diede la terapia allora la signora alzando lo sguardo si accorse della mia presenza e nel suo volto ho visto il cielo che mi accoglieva, ciò che ho provato è indescrivibile, me la sarei portata con me, ho trovato un Tesoro in mezzo alla sabana…

Siamo andate a trovare anche un’altra signora anziana a cui Sr Bartolomea aveva salvato la vita. Riconoscente per la nostra visita disse anche a me: “Barca” ed io segnalando il cielo “Barca a Wende” allora anche lei piena di gioia segnalando il cielo “Barca a Wende”. Nella cappella del villaggio, tutta affrescata, c’è Gesù presente nell’Eucaristia, abbiamo salutato la catechista con la sua bellissima figliolina e passando per la scuola chiesi a Sr Bartolomea se potevo salutare i bambini, non avevo niente, neanche una caramella, ma ho cominciato a fare loro una carezza sul volto e tutti mi porgevano le loro testoline e quelli più lontani correvano per prendere una carezza… La natura è uno spettacolo mozzafiato e ciò che sperimenti ti riempie l’essere assetato di genuina nobiltà…

Je tressaille de joie dans le Seigneur – Koupela

Per ringraziare il Signore per i 25 anni di presenza delle Figlie di San Camillo a Koupela siamo andate a piedi al Santuario di Binna Tenga cantando e recitando il rosario… con le litanie cantate in morè (la lingua locale). Camminando le donne cantavano: “Maria preparaci un posto che stiamo arrivando, un posto di pace e di gioia, un posto bello”. E così è stato! Arrivando ci attendeva uno stuolo di bambini e tutto era gioia e pace, e tutto era bello. Nella cappellina della Madonna il silenzio e il raccoglimento, e la preghiera accorata di tante donne con i loro bambini, continuamente arrivano le donne a prostrarsi ai piedi di Maria e ad abbandonarsi alla preghiera, e tutto fuori della capellina le donne sostano in preghiera…

Alle ore 10 la conferenza sul tema: “Come annunciare il Vangelo attraverso il servizio agli ammalati”. “La sofferenza provoca l’uomo a interpellare Dio: Come può Dio infliggere la sofferenza alle creature che Lui ha creato? Se Dio ha vinto il male, perché la sofferenza? C’è una contradizione” ha esordito l’abbè Jean Battiste, responsabile della pastorale giovanile diocesana. “Ma anche Gesù è arrivato a dire: Mio Dio, mio Dio, perchè mi hai abbandonato”. “Dobbiamo accettare la croce – ci ha esortato il padre – perché il cuore della sofferenza è un passaggio alla vita, non un passaggio fisico, non un passaggio psicologico, ma un passaggio spirituale, allora la gioia dei malati rivela questo passaggio. E’ il mistero della sofferenza visto attraverso la luce della croce di Cristo, perché il Signore è risorto”. La sofferenza ci permette di scoprire il valore della vita – ha spiegato il Padre – e la sofferenza realizza il miracolo di trasformare l’uomo, aprendolo alla pienezza. Cristo non può venire se non c’è prima la sofferenza. E Cristo non è venuto per spiegare la sofferenza, non è venuto per sopprimere la sofferenza, è venuto per riempire la sofferenza della sua presenza. Come Cristo ha detto a Marta: se tu credi, vedrai la gloria di Dio. Si tratta di scoprire la presenza di Dio e in Lui la pienezza.”

“L’accompagnatore dei malati deve essere paziente e dolce, con comprensione e misericordia – ha concluso P. Jean Battiste – guidandogli a accostarsi ai sacramenti attraverso gesti semplici (aiutare i malati nella toilette, invitandogli a lavarsi le mani prima di mangiare, vegliandogli la notte), questi gesti arrivano profondamente e dobbiamo chiedere a Dio la grazia di saper accompagnare i malati e annunciare loro la gioia del Vangelo pregando per i malati, perché loro abbiano conforto e invitando loro a pregare con il rosario, con qualche immagine per sollevarle a Dio, perché loro possano trasformare la loro sofferenza in offerta e in preghiera per la consolazione e la gioia dei fratelli.”

Il piacere di offrire tutto per riuscire insieme

Il Centro di Formazione Professionale Figlie di San Camillo a Ouagadougou

Fin da subito le prime sorelle individuarono l’opportunità di promuovere la dignità della donna insegnando alle ragazze diversi lavori manuali e preparandole ad essere ottime signore della casa. Oltre al ricamo e al lavoro a maglia presto sono arrivati i telai e le macchine da cucire. Oggi il centro accoglie ragazze che vengono dai villaggi e che non hanno potuto frequentare la scuola e la capacita professionalmente per fare le sarte o le ricamatrici, per potersi stabilire in proprio o associandosi fra loro. Il precorso di apprendistato di taglio e cucito dura tre anni, con insegnamento teorico e lezioni pratiche, ugualmente l’apprendistato di tessitura e ricamo. Inoltre la scuola offre un corso di 2 anni di parrucchiere manicure che capacita professionalmente. Per questo il centro conta con un equipe di insegnanti che si dedicano con pazienza amore a queste ragazze.

Nella sala di esposizione si possono ammirare e acquistare le loro esclusive creazioni: camice e vestiti, completi per bambini, lavori a maglia, tovaglie ricamate e prodotti di bellezza confezionati dalle stesse studentesse come shampoo e saponette a base di miele, argilla e diverse erbe aromatiche e fiori profumati. Grazie all’eleganza e gentilezza di Madame Pascou la sala espositiva è un vero centro di attrazione.

Sr Cler segue con assidua dedizione queste giovani e offre loro incontri per la formazione umana e relazionale con approfondimenti sul rapporto di coppia, sui comportamenti seri di una donna saggia e matura, coinvolgendo le studentesse che l’ascoltano attente e interessate, ridono, capiscono, domandano. Sr Cler con la sua persona affettuosa, vera, comprensiva e saggia è un punto di riferimento e una giuda sicura per le giovani che imparano dal suo esempio le buone maniere e la disciplina necessaria per prendersi cura un giorno della propria famiglia.

Il centro di formazione professionale ha quasi 50 anni di esperienza nella formazione umana e professionale delle giovani in taglio e cucito, lavoro a maglia, tintura e tessitura, broderie, parrucchiere e manicure e arti culinarie. Inolte la formazione informatica con moduli per l’utilizzo di WORD, EXCEL, POWER POINT, PUBLISHER e internet.

Un vero centro di eccellenza per la formazione professionale della donna.

Puoi visitare anche il loro sito web http://www.cfpsc.org

La celebrazione

La cappella dello Juvenat a Ouagadougou è ottagonale come i battisteri bizantini, che sono segno dell’ottavo giorno, il giorno della Risurrezione! La accuratezza della preparazione nella cappella, dei fiori (che qui sono meravigliosi e rari, e sono segno di un squisito amore), dell’altare con il bordo ricamato a mano dalle novizie specialmente per questa occasione… la premurosa preparazione della liturgia, delle preghiere e dei canti… Tutto era pronto per giubilare!!! Ma ciò che ti eleva qui è il canto… entri nell’interiorità dell’anima attraverso i ritmi dei tamburi e delle calebasse che innescano questo elegante dondolare ritmico di tutta l’assemblea che canta battendo il tempo con le mani, e gusti la libertà e la consolazione di questa comunità che esterna così la gioia di essere di Dio… e non puoi non restare incantata…

“Rendiamo grazie a Dio per la testimonianza di fede e di carità delle prime quattro sorelle missionarie che sono venute 50 anni fa in Burkina Faso” ha esordito P. Benjamín Zoungrana M.I. che presiedeva la Solenne Celebrazione Eucaristica Giubilare. “La carità è gratuita, e Sr Camilla, Sr Carmelina, Sr Giovina e Sr Damiana hanno percorso la via nuova della carità. La carità è la più grande virtù e l’amore il più grande comandamento, l’amore di Dio e l’amore del prossimo”. Le omelie qui a Burkina sono molto incisive, e P. Benjamín ha puntualizzato “l’amore del mio cuore deve arrivare all’amore fraterno, all’amore che perdona, perché è l’amore di Dio nel mio cuore e l’amore di Dio è arrivato fino all’estremo, fino a morire d’amore per noi.”

Quando è stata letta la benedizione del Santo Padre, l’ovazione di esultanza è stata travolgente e la lode e le danze si sono protratte fino a che la superiora impose di andare a riposare, che avrebbero ballato tutta la notte saltando nel giubilo, talmente era incontenibile la gioia!

50 anni di presenza delle Figlie di San Camillo in Burkina Faso

Come è stato possibile essere presenti per 50 anni in Africa? Solo quattro sorelle, come hanno potuto fare tutto questo? Perché queste quattro prime sorelle, avevano fatto esperienza dell’amore di Dio e, forse a loro insaputa, così come opera lo Spirito, erano state trasformate in strumenti straordinari di misericordia. La loro gestualità piena di premurosità e solerti attenzioni verso i bambini malati, la loro dedizione alla prevenzione e alla cura delle mamme, la loro fede operosa e la loro carità senza riserve ha suscitato nel cuore di alcune giovani burkinabé, desiderose di essere tutte di Dio come le sorelle, quell’apertura del cuore necessaria per poter fare anche loro l’esperienza straordinaria dell’amore del Signore Gesù e per lasciarsi trasformare in altrettanti strumenti di misericordia. Giovani consacrate a Cristo misericordioso per essere una carezza del Suo Amore fra i fratelli del Burkina Faso con le sfumature che distinguono questa affascinante cultura che non finisce di lasciarmi incantata: l’intelligenza nell’ascolto rispettoso, la riverenza verso l’altro che si manifesta attraverso un approccio calmo, umile e delicato; la naturalità e squisita finezza nel servire l’altro.

Immagine2

Così il carisma della carità misericordiosa verso i più bisognosi si colora dei tratti burkinabè eccellendo in bellezza nuova e genuina. Da 50 anni questa fiamma si estende dove trova cuori aperti a lasciarsi amare e a diventare strumenti dell’amore del Signore Gesù… moltiplicando le iniziative e stendendo il campo della carità per servire i fratelli, per prendersi cura dei bambini e seguire le mamme con cuore di mamma!

Nelle nostre comunità in Burkina tutto prende avvio dalla preghiera, e che preghiera!!! Che interiorità nel canto!!! Che genuinità nella lode!!! Che profondità nel silenzio!!! Che riverenza nell’adorazione!!! Che mistica nel dono di sé!!!

Oui, ses volontés sont accomplies quand tout devient Eucharistie!

Cento braccia e molte di più! Il pellegrinaggio dei giovani a Bucchianico

Bucchianico (Ch), città natale di San Camillo de Lellis (1550-1614), è stata scelta come meta dell’annuale pellegrinaggio organizzato dalla Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Circa 600 giovani, accompagnati dai loro parroci e catechisti, si sono così ritrovati domenica 29 ottobre ’17, nella cittadina abruzzese che ha dato i natali al santo Fondatore dei Ministri degli Infermi (Camilliani) e riformatore della servizio infermieristico ai malati, vivendo una giornata di incontro fraterno, gioia grande e toccante spiritualità. San Camillo, come è stato ricordato, è legato profondamente al Gargano: qui, tra Manfredonia e San Giovanni Rotondo, nel lontano 1575 quando aveva appena 25 anni d’età, avvenne la sua straordinaria conversione che lo condusse ad abbandonare la vita dissoluta del soldato di ventura e del giocatore d’azzardo, per abbracciare Cristo presente anzitutto nelle sue personali “ piaghe”, e quindi nelle infermità dei malati che da lì a poco ebbe modo di incontrare negli ospedali romani. Un messaggio, quello di Camillo, eloquente e forte anche per i giovani: l’amore si vive “quando si esce da sé”, dalla commiserazione delle proprie miserie ed insuccessi, verso le altrui necessità e bisogni. E così la concreta constatazione che più si dà, più sorprendentemente si riceve, secondo il messaggio che ci viene dal Vangelo.
La Santa Messa presieduta da don Stefano Mazzone – vicario generale- che a nome dell’Arcivescovo mons. Michele Castoro, ha incoraggiato i giovani a continuare il cammino ecclesiale con forza e convinzione; il momento di fraternità del pranzo a sacco e della visita ai luoghi di san Camillo; e infine, la gioiosa testimonianza dei giovani di Roma impegnati nel “servizio ai malati a domicilio” insieme alle Suore Figlie di San Camillo, hanno reso la giornata un vero evento da ricordare.
San Camillo era solito dire: “Vorrei avere cento braccia per servire tutti i poveri e i malati del mondo”:  un’espressione, questa,  che rivela il desiderio di poter fare molto di più! Da questa frase è stato ricavato un canto dal titolo Cento braccia, le cui note – in un vero momento di festa – hanno accompagnato la fine della Giornata dei Giovani a Bucchianico, con il rientro serale nei vari comuni dell’Arcidiocesi.
La speranza è che le “cento braccia” d’amore desiderate da San Camillo – e molte altre ancora! –  siano quelle dei nostri giovani che scoprendo in sé la capacità grande d’amare, si diano con generosità al servizio e alla cura delle nostre comunità cittadine ed ecclesiali!
di p. Alfredo M. Tortorella

J’éclate de joie

I cuori cantano al Signore e coinvolgono in una trascendenza tangibile, l’interiorità si scatena nella verità della gioia e l’emozione erompe nelle lacrime.

Oui, servez le Seigneur dans l’allégresse…

Le sorelle burkinabè, sono qui il canto della misericordia, nella tenerezza verso i fratelli e nella gioia! E sono, ciascuna di loro, le cento braccia di S. Camillo che si moltiplicano per servire nella calma del silenzio, senza appariscenza… La carissima Madre mi ha concesso un dono indescrivibile e la mia gratitudine è immensa come la mia piccolezza. Sì, sto imparando l’amore come il Signore mi aveva promesso…

Oui, le Seigneur est bon, eternel est son amour…

Un convegno di eccellenza a Koupela

Si è tenuto al Poliambulatorio San Camillo di Koupela un convegno di eccellenza su “L’importanza della diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero” che è stato onorato dalla presenza della Prèmiere Dame, Madame  Sika Kaboré, del Rappresentante del Ministro della Sanità e del presidente dell’Associazione “Jhpiego” in Burkina Faso, Dott. Nebie Paul Stanislas, che ha promosso l’evento su richiesta di Sr Monique, presidente del comitato di organizzazione del convegno. Sono accorse per partecipare all’evento la Delegata per il Burkina Faso Sr Marguerite Ouedraogo, le sorelle della comunità dello Juvenat, le sorelle della comunità di Nanorò, la Superiora Sr Justine e le sorelle della comunità della Paroisse di Ouagadougou, nonché le novizie accompagnate dalla loro maestra Sr Sabine. Questo Convegno si viene a trovare nella cornice degli eventi celebrativi dei 25 anni di presenza delle Figlie di San Camillo a Koupela!

La riunione preliminare

In prima serata, la riunione con i responsabili dell’organizzazione per mettere a puntino gli ultimi dettagli… nell’attento e rispettoso ascolto e nella seria condivisione delle diverse iniziative per raggiungere un ottimo risultato avec la finezza in tutto! Al contempo le donne preparavano i box per le presentazioni pratiche sul tema e su altri temi affini d’interesse per i congressisti con creatività espositiva, professionalità e squisitezza.

L’apertura del Convegno

Nella mattina, l’arrivo della Prèmiere Dame con il suo seguito accolta dalla Delegata per il Burkina Faso Sr Margherite Ouedraogo, dalla Superiora della comunità di Koupela Sr Edwige, dalle sorelle presenti, del personale abbigliato con la veste tradizionale schierato ai due lati e delle numerosissime persone convenute per il singolare evento fra il linguaggio dei tamburi e l’esultanza.

In seguito all’omaggio floreale di due candidi bambini, i saluti e i discordi di ouverture intervallati dalle esecuzioni canore eseguite dal coro delle novizie, dall’animazione di P. George M.I. e dall’orchestra tradizionale di tamburi.

Dopo la premiazione del presidente dell’Associazione “Jhpiego” in Burkina Faso, Dott. Nebie Paul Stanislas, abbiamo avuto la gioia di poter fare una foto di gruppo insieme alla Prèmiere Dame Madame Sika Kaborè, la quale ha successivamente visitato insieme a Sr Monique l’esposizione e ha gradito moltissimo la presentazione di ogni tematica espositiva. La Premier Dame ci ha onorato della sua presenza anche durante l’agape fraterno che si è svolto nella maison per tutti i partecipanti al Convegno.

Le conferenze

Ha aperto il ciclo di conferenze il Dott. Henry Tiemtoré, che ha partecipato a moltissime campagne di sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero, che è attualmente la prima causa di mortalità femminile nel Burkina Faso. Il Dott. Tiemtoré ha presentato fotografie del cancro, estimazione dell’incidenza e della mortalità per zone geografiche, epidemiologia, analisi prospettica nel tempo (evidenziando che mentre diminuisce la mortalità per maternità sta aumentando la mortalità per tumore del collo dell’utero). Presentando i fattori di rischio ha portato gli uditori a comprendere l’importanza della prevenzione!  La prevenzione e la diagnosi precoce si realizza attraverso la sensibilizzazione della popolazione femminile, la formazione e la partecipazione ai test diagnostici. Tutto questo, con l’obiettivo di raggiungere una migliore speranza di vita, un miglioramento della salute sociale e non ultimo una convenienza economica per la società. Senza la prevenzione ci sarebbero 560 nuovi casi di morte per tumore del collo dell’utero ogni anno. Finendo la sua prolusione, il Dott. Tiemtoré ha illustrato le problematiche della prevenzione e diagnosi precoce non omettendo gli obiettivi ancora da raggiungere come quello di un migliore controllo di qualità nella diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero.

A continuazione il Presidente dell’Associazione “Stop al Tumore del collo dell’Utero” ha illustrato, attraverso filmati e power point, le strategie di mobilizzazione per attuare una diagnosi precoce fra le donne che non possono accedere ai centri diagnostici. Per arrivare alle donne che si trovano nei villaggi lontani, la diagnosi precoce si mobilita con un apposito bus climatizzato all’interno del quale c’è la zona per effettuare il test diagnostico ed eventualmente la crioterapia che distrugge le cellule cancerogene nel suo primo apparire, evitando la formazione del tumore e salvando di conseguenza la vita di queste Signore.

Tutto questo richiede la ricerca di sussidi per la formazione dell’equipe che si mobilita per i villaggi lontani, la sensibilizzazione della popolazione privilegiando le zone rurali, il coinvolgimento dei canali di comunicazione sociale e la partecipazione di associazioni e organi amministrativi.

A Koupela, grazie alle suore, c’è una forte sensibilizzazione sulla diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero. Le sorelle si sono recate anche in altre zone per portare questa sensibilizzazione. La popolazione aderisce. La strategia di mobilizzazione permette a molte donne di accedere e i risultati ottenuti sono soddisfacenti. La contribuzione della sensibilizzazione è inestimabile: essa porta a modificare i comportamenti e a capire che le donne non sono vittime di questo morbo ma esiste una cura, e dunque si cerca di ottenere la simpatia della popolazione femminile attraverso il coinvolgimento delle associazioni femminili, della pianificazione di sanità delle organizzazioni sanitarie, e dell’opinione dei leader, per poter aver disponibilità di strumentale e presidi per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero.

L’intervento di Sr Monique

Sr Monique ha parlato su “La mobilitazione e sensibilizzazione sulla diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero” presentando i risultati di ricerca della campagna di sensibilizzazione. Sr Monique ha seguito in questi due anni più di 2000 donne. Tutte vogliono fare la diagnosi precoce con Sr Monique, Lei le manda all’ospedale, ma loro dicono che preferiscono aspettare ma fare l’indagine diagnostica con la suora, perché si fidano di Lei. Ed è vero! Le Signore vengono da Lei e in quell’ambiente di serenità e di delicatezza confidano tutto… Fra queste 2000 Signore, in un centinaio sono state trovate cellule cancerogene attraverso la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero, e così si è potuto applicare la crioterapia riuscendo ad evitare la formazione del tumore e salvando queste Signore dalla morte.

Sr Monique ha frequentato il Corso di Specializzazione in Diagnosi precoce del Tumore del collo dell’Utero a Côte d’Ivoire e svolge questo prezioso servizio al Poliambulatorio San Camillo di Koupela, dove ha ricevuto il riconoscimento della presidente del Jhpiego internazionale per l’eccellente lavoro svolto. Sono 5 i centri che a Burkina Faso sono all’altezza di offrire questo servizio e Sr Monique, in occasione di questo Convegno all’avanguardia su “L’importanza della Diagnosi precoce del Tumore del collo dell’Utero” è stata la prima a ricevere  un cistoscopio in miniatura per favorir la compliance e migliorare la qualità delle prestazione di questo prestigioso servizio per il quale Sr Monique è riconosciuta fin negli ospitali della Capitale.

Apertura verso il futuro

Ulteriori obiettivi da raggiungere sono: la formazione di un maggior numero di professionsti specializati in quest’ambito; migliorare le apparechiature nei presidi esistenti e stendere la diagnosi precoce a tutte le regioni; introdurre un sistema di raccolta di fondi attraverso donazioni.

I congresisti hanno reagito positivamente attraverso un ascolto attento e si sono comlimentate con il comité d’organizzazione per l’eccellenza dell’evento. Il Presidente dell’Associazione Jhpiego, Dott. Nebie Paul Stanislas, ha ringraziato tutte le Figlie di San Camillo per questo impegno e per l’ottima riuscita del Convegno. “Oggi è un gran successo, coraggio per la continuazione!

DSC_0320
Il Convegno su “L’importanza della diagnosi precoce del Tumore del collo dell’utero”

Chantez au Seigneur un chant nouveau

Quando il sole volgeva al tramonto, abbiamo lasciat,ola costa della Spagna e in men che non si dica, con mia stupita gioia, la costa dell’Africa ci accoglieva vestita di luci fra le nuvole e gli ultimi colori di un tramonto spettacolare!!! Nel aereo si respirava un charme di gentile calma, eravamo già in Africa, tutto era andato bene!

Allora la terra si è vestita di stelle, sì! Era Ouagadougou! Siamo arrivate!E la luna festosa splendeva piena, così vicina, nel cielo…

La première impression: un militare ci apre una porta laterale e ci evita la fila, come un angelo di delicatezza, e l’accoglienza del popolo burkinabé diventa gradita concretezza. A casa ci attendevano le giovani insieme alle suore e fu un grande abbraccio! Emozionata di tante delicatezze, premure e attenzioni ho dormito serenamente…

DSC_0071

Il silenzio dell’alba echeggia di l’intensità spirituale e della voce della preghiera dei nostri fratelli musulmani e subito ti senti avvolta della profondità di questo popolo nobile… L’incontro col Signore, nella cappella si immerge nella densità interiore delle giovani, nella preghiera canora che incanta e nella pace… Sì, “Venez, montons à la montagne du Seigneur à la maison du Dieu” canta oggi il Salmo, e la casa di Dio è la carità!

DSC_0028

Les mamans

Subito l’incontro con la maternità. Con la bellezza della donna africana intorno al suo figlio, con la fierezza e la riservata gioia che si tradisce quando Ti avvicini al suo bambino, in miracolo di perfezione…, ed ella sorride e incontri somiglianze ed è gioia! …e cogli la dignità della donna africana, la sua compostezza nella naturalità, il suo valore nel dare la vita.

Sono rimasta incantata dalla eleganza delle donne burkinabè sul motorino, della bellezza essenziale dei loro profili al volante, e della trasparenza dei loro sorrisi che disarma… e tutto mi parla di genuinità e valore… Ho bisogno di tempo interiore per poter esternare le sensazioni che sto provando dentro per tutte le meraviglie che mi vengono donate in ogni istante da questa nuova realtà che sto vivendo… e penso che tutto il mondo mi invidia per questo dono che mi è stato concesso…

Oui, chantez au Seigneur un chant nouveau!!!

I colori della misericordia

IMG-20171026-WA0016

La Superiora Provinciale Sr Anila Komputhukil è andata a trovare la sorelle della comunità di Orissa, e le ragazze sono esplose con i loro gesti di gratitudine colmi di danze, colori e sorrisi.

Trasmettere la fiamma della vocazione

Il 28 e il 29 ottobre le Figlie di San Camilo hanno partecipato insieme ai Padri Camilliani nella ExpoVoc – Esposizione Vocazionale, tenutasi nella città di Aparecida do Norte – SP.
Quest’anno l’avvenimento è avvenuto nel piano interrato del Santuario Nazionale di Aparecida, luogo di grande flusso di devoti. Oltre 40 congregazioni hanno partecipato all’evento. Oltre al contatto diretto di uomini e donne consacrati con i pellegrini, specialmente quelli più giovani, la mostra vocazionale aveva anche lo scopo di motivare i momenti della preghiera, attraverso la celebrazione eucaristica e la preghiera del rosario. L’obiettivo principale dell’iniziativa era promuovere la vita religiosa nei vari volti e anche incoraggiare la preghiera per le varie vocazioni della Chiesa.

4653e069ed7369840191e8bf38ab8dc9_XL

Nos dias 28 e 29 de outubro as Irmãs Filhas de São Camilo participaram juntamente com os Padres Camilianos, da Ordem dos Ministros dos Enfermos da ExpoVoc – Exposição Vocacional, realizada na cidade de Aparecida do Norte – SP. Neste ano o evento aconteceu no subsolo do Santuário Nacional de Aparecida , lugar de grande fluxo de devotos . Mais de 40 congregações participaram do evento. Mais de 40 famílias religiosas já estão confirmadas para a II Exposição Vocacional. Além do contato direto de religiosos e religiosas com os romeiros, principalmente os mais jovens, a Exposição Vocacional também teve como finalidade motivar os momentos oracionais, como celebração eucarística e reza do terço. O objetivo principal da organização foi de promover a vida religiosa em suas diversas faces e também estimular a oração pelas diversas vocações da Igreja.

Festa al Collegio Padre Luigi Tezza di São Paulo

Una bellissima mattina di festa al Collegio Padre Luigi Tezza di São Paulo. Gli studenti e i maestri gioiscono per la visita della nostra carissima Madre!!! E manifestano il loro affetto come solo i piccoli sanno fare… i loro gesti di tenerezza avvolgono la nostra Madre della loro riconoscenza e gioia piena di colori!!!

This slideshow requires JavaScript.

Il benvenuto alla nuova Superiora della Casa di Riposo San Giuseppe

La comunità della casa di riposo San Giuseppe, in occasione della festività dei Beati Fondatori ha dato il benvenuto alla nuova Superiora nella persona di Suor Alfreda nell’inizio della sua missione.

Santa Messa celebrata il 22 ottobre scorso presieduta dal Rev. Don Osvaldo.

I canti sono state eseguiti dal coro “Su Ali d’Aquila” di Prevalle.
Dopo di che hanno condiviso un rinfresco tra gli ospiti, personale, parenti e amici tutti.

 

“Gestione del Malato Reumatico e MMG” – Treviso

Due giorni di approfondimento terapeutico nella Sala Convegni di Ospedale San Camillo Treviso, un importante convegno sugli aspetti diagnostici e terapeutici della gestione del malato reumatico e MMG, valido per la formazione ECM. Un gruppo ad alto livello di convegnisti, catturati e coinvolti per l’interessante presentazione dei criteri di avanguardia nella diagnosi e terapia del malato reumatico.

Incontrarsi nella gioia – São Paulo (Brasile)

Le sorelle che svolgono il servizio di guida delle comunità si sono incontrate nella Casa Provinciale di São Paulo con la nostra carissima Madre che le aveva convocato per un momento di condivisione e di approfondimento.

Na última quarta-feira, 25 de outubro aconteceu na Casa Provincial em São Paulo o encontro de todas as superioras com a Madre Zélia.

22780153_707594756111474_3282785566605333028_n

Piccole goccie di misericordia possono cambiare il mondo – Georgia

Sono Suor Corina camilliana e al termine di questo mese missionario vorrei raccontare la mia esperienza di missionaria insieme alla mia comunità, con sorelle di differenti nazioni; India (Sr. Ancy), Burkina Faso (Sr. Noelie) e Polonia (Sr.Beata). Ho lasciato la Georgia  quattro anni fa e sono tornata da quattro mesi insieme a loro. Attualmente stiamo a Gori in attesa di aprire una casa per anziani ancora in costruzione. Ma prima ho vissuto quattordici anni a Tbilisi dove ho svolto la mia missione: lavorando nel policlinico dei Padri camiliani, facendo visita a domicilio agli anziani, aiutando famiglie bisognose con l’adozione a distanza. La Georgia in tante cose è cambiata: le strade che prima erano pieni di buchi ora sono belle, ci sono tanti negozi, ma la realtà di questa gente povera non è cambiata ed  è molto dura. Ci sono tanti anziani che a mala pena riescono a vivere con la loro pensione, bambini che non vengono riconosciuti dal padre, padri di famiglia che non hanno lavoro e vivono con un piccolo aiuto dello Stato. Se ci si  ammala la situazione peggiora un anziano. Con la sua povera pensione come fa a pagare medicine, acqua, luce, gas ecc?

This slideshow requires JavaScript.

Sono felice d’essere ritornata in Georgia e di continuare il mio lavoro come missionaria a Gori, insieme alle mie consorelle; trovo tanti casi disperati di anziane con piaghe da decubito, considerate inguaribili. Invece c’è qualcosa da fare per loro e sono felice di poterle aiutare. Hanno bisogno del materiale per le medicazione. Al primo momento quando entro in una casa e vedo una anziana con certe piaghe, il mio cuore piange ma dopo qualche giorno gioisce: entro nella stanza e la saluto, lei mi guarda con un sorriso, perché ha avuto meno dolore ed è riuscita a dormire, sta migliorando. Portiamo anche l’Eucaristia ai nostri parrocchiani che sono malati e non possono arrivare in chiesa. Grazie Signore di questo grande regalo: di avermi fatto ritornare in Georgia e di poterti servire tra i poveri, di poter continuare ad aiutare le famiglie povere con le adozioni a distanza e dare così a loro un po’ di sollievo. Vogliamo ringraziare i nostri benefattori: Dio vi benedica e ricordiamo a voi le parole che lo stesso Gesù ha detto: “Quello che avete fatto ai miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me”. Vi assicuriamo le nostre preghiere. Grazie dal più profondo del cuore.

Sr. Corina

Riabilitazione Funzionale nel Giardino Terapeutico Treviso

Alcune immagini della terapia funzionale che si svolge presso il nostro Orto/Giardino Terapeutico nell’Ospedale San Camillo di Treviso. La riabilitazione del paziente in questo modo, oltre ad essere uno svago, è anche incentrata alla ripresa di tutte le funzionalità in senso pratico e di vita ordinaria.

Una comunità in festa!!!

Oggi, è un giorno speciale per la comunità di Cruzília, perchè celebra il compleanno di Suor Elma Loewenstein, Superiora della Casa di Cruzília, MG e Direttore Amministrativo del Dr. Cândido Junqueira Hospital.
Per festeggiare questa data è stata celebrata una Santa Messa alle 9 del mattino nella cappella dell’ospedale, presieduta dal padre Jaon Vicente Ferreira, parroco di Cruzília. Le sorelle della comunità e i collaboratori dell’ospedale hanno partecipato alla celebrazione.
Complimenti a Sr Elma. Che Dio e la Vergine Maria le concedano salute e saggezza per continuare la sua missione.

Hoje, 18 de outubro é um dia especial para a comunidade de Cruzília, pois nessa é comemorado o aniversário natalício da Irmã Elma Loewenstein, superiora da Casa de Cruzília, MG e Diretora Administrativa do Hospital Dr. Cândido Junqueira.
Para festejar essa data foi celebrada às 9h na capela do hospital, pelo Padre Dheon Vicente Ferreira, pároco de Cruzília a santa missa. Participaram da cerimônia eucarística, as Irmãs Filhas de São Camilo e colaboradores do hospital.
Parabéns Ir. Elma que Deus e a Virgem Maria te de muita saúde e sabedoria para realizar sua missão.

Nuovo ambulatorio Isteroscopie e nuovo medico Ginecologo – Treviso

L’Ospedale San Camillo di Treviso è lieto di informare che dal giorno 18 Ottobre 2017, è attivo un nuovo ambulatorio Isteroscopico, operato dal nuovo medico del reparto di Ginecologia, il Dr. Gian Piero Fantin.

Madre Giuseppina in India

La comunità della Casa Provinciale di Bangalore ha celebrato la Beata Giuseppina Vannini con una Solenne Celebrazione Eucarista durante la quale tre sorelle hanno rinnovato la loro Consacrazione a Dio!!! Fra i canti e le preghiere le sorelle hanno chiesto al Signore la pronta canonizzazione della nostra amata Madre Fondatrice!!!

Jeevadaan è una comunità molto orginale che si trova a Mangalore, formata dalle care ospite, dalle loro bambine e dalle sorelle che si prendono cura di loro con tenerezza e premurose attenzioni! In questa dolce famiglia non poteva mancare Madre Giuseppina e l’amore si fa festa fra sorrisi e mille colori!!!

La Madre Giuseppina di nuovo in Georgia

Le nostre sorelle della comunità di Gori* con grande gioia ci hanno inviato le foto della celebrazione Messa GeorgiaEucaristica della Beata Fondatrice, dove hanno partecipato 9 sacerdoti e 4 diaconi, amici e volontari che aiutano le nostre sorelle missionarie che stanno dando i primi passi nella costruzione di una casa per anziani.

Prossimamente racconteremmo la loro bellissima missione in terra georgiana!

Celebrare l’amore

Giubilare per questi 25 anni di Amore di Misericordia. Il Signore Gesù ha accolto la nostra pochezza e ha gradito il nostro non appoggiarci minimamente a ciò che noi potevamo fare aprendoci senza riserve sulle vie della confidenza totale  e della semplicità. Colui che è l’Amore ci ha accolto fra le sue braccia e ci siamo abbandonate totalmente a Lui che ci ha introdotto nella sua intimità. Essere di Gesù non è una montagna da scalare, ma un oceano di amore in cui immergersi e naufragare. E dopo di 25 anni di vivere immersa in questo Amore Suor Rosangela de Souza libera nella lode il canto della gratitudine e della gioia, insieme alle sorelle della sua cara comunità del Messico e alle care ospite della casa per le persone della terza età!

page 5
25 anni di Vita Consacrata di Suor Rosangela de Souza
page 6
25 anni di Vita Consacrata di Suor Rosangela de Souza
WhatsApp Image 2017-09-30 at 18.00.55 (2)
25 anni di Vita Consacrata di Suor Rosangela de Souza
page 7
25 anni di Vita Consacrata di Suor Rosangela de Souza

Essere una carezza di misericordia

Celebriamo la gioia di essere di Gesù per 25 anni, conquistate dall’amore e trasformate dalla sua misericordia in strumenti del Suo amore sempre presente per i fratelli infermi. Essere trasparenti perchè tutti possano vedere dentro come è buono il Signore, creare  scuole di comunione ed essere esegesi viventi del Vangelo della misericordia.

Il Signore è un Tesoro di Sposo e un Amico stupendo e Sr Maria do Carmo Machado lo testimonia con la sua generosità e con il suo spirito di servizio, ed oggi lo celebra insieme alla sua cara comunità di Fatima e alle sorelle della comunità di Lamego! Tutte le Figlie di San Camillo del Portogallo esultano nella gioia!!!

page 1
25 anni di Vita Consacrata di Suor Maria do Carmo Machado
page
25 anni di Vita Consacrata di Suor Maria do Carmo Machado
reqgtaq3
25 anni di Vita Consacrata di Suor Maria do Carmo Machado

Missionarie della Misericordia!

La Giornata Missionaria Mondiale è una occasione per ravvivare la passione per Gesù e per il Vangelo. Le comunità sono appassionate al Vangelo quando lo offrono con la testimonianza della vita, con la premura di far conoscere Gesù! Ciascuno è chiamato ad offrire la Buona Notizia! Una comunità più generosa e leggere per donare a mani aperte il vangelo, con il più bell’annuncio della nostra esistenza: Dio ama  e salva con Misericordia!!!

La gioia di lavorare insieme da vere sorelle e la gratitudine al Signore per l’ottimo raccolto

20171021_101800

DSC_0095

Una esperienza indimenticabile

Abbiamo avuto la grande gioia di celebrare la Beata Giuseppina Vannini insieme a tutta la comunità Ospedaliera con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.Em.za Rev.ma Card. JOÃO BRAZ DE AVIZ. Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

La festa della Beata Madre Giuseppina Vannini è stata  preceduta da una novena di preghiere insieme con il nostro personale. Ogni giorno era affidato a uno o più reparti dell’Ospedale. Abbiamo avuto modo di vivere un clima di fraternità e amicizia con una numerosa e attiva partecipazione.

San Camillo e la Madre Giuseppina

Invitando i suoi religiosi a servire i malati con cuore di madre, San Camillo intuiva che la cura degli infermi deve fare appello a quelle qualità e atteggiamenti che sono tipici del genio femminile. Significativa resta una regola da lui redatta: “Prima ognuno domandi al Signore che gli dia un affetto materno verso il suo prossimo, acciò possiamo servirlo con ogni carità così dell’anima come del corpo, perché desideriamo con la grazia di Dio servire a tutti gli infermi con quell’affetto che suole un’amorevole madre al suo unico figlio infermo. La relazione con il Tezza, gli avvenimenti e le esperienze della vita e del ministero, portarono la Vannini a percepire che il carisma camilliano della carità misericordiosa verso i malati, di cui la sua guida spirituale l’aveva contagiata, trovava in lei una risonanza particolare. Era anche il suo carisma.

Proprio nella terra natale di San Camillo, Bucchianico, si è festeggiata il 16 ottobre la beata Madre Fondatrice delle Figlie di San Camillo con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Vincenzo, camilliano.

Accogliere e amare

Le care sorelle della Provincia brasiliana accolgono con gioia la nostra carissima Madre e l’emozione e l’allegria trapelano dai loro sorrisi. Incontri, celebrazioni, momenti significativi si susseguono rendendo questa visita pastorale una vera festa!!!

Oggi, 16 ottobre, la Chiesa festeggia il giorno di Madre Giuseppina Vannini, fondatrice della Congregazione delle Figlie di San Camilo insieme con il beato Padre Luigi Tezza. Per celebrare questa speciale data, è stata celebrata una Solenne Celebrazione Eucaristica nella cappella della comunità di Cruzília MG, presieduta da padre Luiz Paulino. Hanno partecipato alla celebrazione la nostra carissima Madre che sta visitando il Brasile insieme a Suor Rossana Priore, Vicaria generale, la Superiora provinciale Sr Odila Susin, le suore della comunità e i collaboratori dell’ospedale Dott. Cândido Junqueira.

Hoje, 16 de outubro, a igreja festeja o dia da Madre Vannini, fundadora da Congregação das Filhas de São Camilo juntamente com o Beato Padre Luiz Tezza. Para celebrar essa data especial, foi celebrada hoje na capela da comunidade de Cruzília MG a santa missa, que foi presidida pelo Padre Luiz Paulino. A cerimônia eucarística contou com a presença dos colaboradores do Hospital Dr. Cândido Junqueira, das irmãs da comunidade, da Provincial ir. Odila Susin, da ir. Rossana Priore, Vigária Geral e da Madre Geral, Ir. Zélia Andriguethi, que está em visita ao Brasil.

Erval Velho

22195258_700508940153389_2773141815359459820_n

Sinop – Mato Grosso do Sul

La festa della carissima Madre in Brasile!!!

21766822_697428253794791_7990560054403018387_n
Sacro Cuore di Gesù, Eucaristia, amore e Madre Zelia!

Venite alla festa!!!Senza titolo-1

Madre Giuseppina Vannini, piccola orfana, di gracile costituzione fisica, timida, piuttosto silenziosa e allo stesso tempo riflessiva, attraente, gioviale, attiva e raccolta. Una giovane su cui c’è un disegno del Signore, una giovane che si lascia condurre docilmente, abbandonandosi con fiducia. «Il Signore esalta l’umile e sempre si serve del poco per operare cose grandi» – dirà. Se ciò è vero dobbiamo concludere che tutta la vita della Madre Giuseppina non è stata altro che la trasparente manifestazione di questa predilezione di Dio per i semplici, per gli umili di cuore.Essa diceva che «la fondazione è una pianticella che apparteneva completamente al Signore».Lei aveva trovato il senso della sua identità nell’incontro con l’Amore incondizionato di Gesù che l’aveva fatto sua e l’aveva abilitata a donare tutta se stessa ad una comunità di giovani suore con le quali servire insieme i malati con quello stesso amore con il quale sono state amate dal Signore e si amano fra di loro.

“Vorrei avere cento braccia!” – Scuola Padre Luis Tezza – Buenos Aires (Argentina)

San Camillo ricevete una chiara chiamata ad insegnare ad altri la complessa saggezza della pressa in carico della persona con problemi di salute. In cinquant’anni di insegnamento l’Istituto di Professorato in Infermieristica Padre Luis Tezza è stato un punto di riferimento in Argentina nel campo della formazione di professionisti della salute.

invitacion_tezza_grande_final_1-01
50 anni della Scuola per Infermieri “Padre Luis Tezza”

Una missione che si è arricchita lungo questi anni di esperienza, di nuove specializzazioni e percorsi formativi, di educazione continua on-line, di corsi di post-grado, rispondendo continuamente agli standard emergenti con la qualità di sempre.

Una Istituzione in grado di formare professionisti altamente qualificati e competenti nell’area della salute in una comunità educativa con valori etici e morali, orientati dal carisma di San Camillo di Lellis. Professionisti che si distinguano, che lavorino per la vita, promuovendo la tutela dell’equilibrio bio-psico-spirituale della persona umana.

Considerando l’educazione come un processo di formazione permanente, l’Istituto pretende di dare risposte alle necessità socio-sanitarie attraverso l’educazione iniziale e continua dei suoi studenti nel rispetto per la dignità umana, la ricerca della verità, l’apertura al dialogo, la solidarietà e il senso del trascendente.

Tutti gli indirizzi pedagogici contano con una qualificata equipe di docenti delle diverse discipline che segue gli studenti in sede e sul campo favorendo lo sviluppo dell’osservazione, riflessione, investigazione e giudizio critico come strategie per il perfezionamento e attualizzazione professionale permanente.

Leggere la propria storia

Fin da giovane la Vannini aveva imparato a leggere la propria storia scoprendovi dentro il farsi d’un progetto, il compiersi d’un mistero d’amore. Un progetto inedito, imprevisto, oltre quel che credeva e pensava, che andava al di là dei suoi desideri.

Costatando che Dio era sempre all’opera, si è lasciata serenamente guidare da Lui, si è fatta piccola perché potessero emergere i lineamenti singolari del volto di Dio dentro la sua storia. Rinunciando alla pretesa d’essere padrona della propria storia, la sua esistenza era sorretta dalla viva coscienza che Egli guidava la sua vita. E allora si abbandonava fiduciosa a Colui che l’amava così piccola e fragile come lei si sentiva. “Povera opera mia, se fosse solo mia o se dovesse posare sulle mie braccia! Fortuna che posa sopra le braccia di Dio e cresce all’ombra del manto del suo divino Amore. Volendo far veder che era Lui a operare nella fondazione delle Figlie di S. Camillo, Dio chiamò me a cooperare, sicuro che non Gli avrei rubato la gloria di questa impresa.”[1]

DSC_0fgghstbr918

Insieme per celebrare nella Casa del Padre

Si è scelto di organizzare a Lima una Solenne Celebrazione Eucaristica di ringraziamento nella Cappella della Casa del nostro amato Padre Fondatore Luis Tezza, insieme con la Comunità dei Padri e dei Fratelli Camilliani. Un incontro denso di spiritualità, di fraternità e di gioia!

Misa de Acción de Gracias por nuestro Encuentro en la Capilla de la Casa de nuestro querido Padre Fundador Luis Tezza, la Comunidad del Padre y nuestros hermanos Camilos.

 

Plasmata dalla misericordia

Nella misericordia Giuseppina trova la ragione, il senso e il contenuto della sua vita; nel raccontarcela ella non fa altro che rivelarci come questo amore diventi storia, la sua storia, come la modelli e la costruisca, le dia contenuto e la conduca a pienezza. Un amore che cresce sempre più, fino ad aprirsi e come a confondersi con gli orizzonti dell’oceano della misericordia. madre1Così la misericordia diventa la chiave di interpretazione della sua vita, il suo inizio, il suo contenuto e la sua sintesi conclusiva. Fatta per essere amata, ripiena di amore, essa è ugualmente fatta per amare , e in un modo così totale ed assoluto da trasformarsi.

Questa fiducia, questo abbandono nell’infinita misericordia di Dio, necessita soltanto della consapevolezza chiara e serena della propria inadeguatezza e povertà. Ciò che le è impossibile se dovesse fare leva, anche solo in parte, su di sé, diventa invece possibile se lo si affida esclusivamente a Dio. La sua verità interiore il suo essere così fragile non è un impedimento, ma un vantaggio.

Parlava ed operava ricordando sempre di essere alla presenza di Dio, aveva un pensiero interiore che costituiva il suo respiro, il suo essere continuamente in preghiera: «Confido in voi, sono nelle vostre mani». Lo suggeriva anche alle sue figlie di sussurrare interiormente: «Cuor di Gesù, ho confidenza in voi».

125 anni di amore – Cremona

Una Solenne Celebrazione Eucaristica di apertura di un anno giubilare in occasione dei 125 anni di presenza delle Figlie di San Camillo a Cremona.

Omelia di Don Carlo Rodolfi (Parroco della Parrocchia di Sant’Ambrogio- Cremona) in occasione della Santa Messa presso la cappella della Casa di Cura Figlie di San Camillo.

Noi, popolo di Dio, siamo la vigna del Signore. In questa vigna il Signore è sempre all’opera. Di questo noi siamo grati al Signore e se la gratitudine è “la memoria del cuore” noi facciamo memoria di questa Casa di Cura, che compie, nel 2018, i suoi 125 anni dalla fondazione. In questo giorno c’è un particolare clima di festa: le nostre Suore ci vogliono comunicare la gioia di appartenere alla Congregazione Figlie di San Camillo. Noi condividiamo questa letizia, siamo riconoscenti per il loro lavoro, la loro professionalità, la loro disponibilità a piegarsi (come fa Gesù) sulle persone ammalate, per aprire il cuore alla guarigione ed alla speranza.  Nella Cremona del 900 c’erano tante intuizioni di carità; è l’epoca nella quale sono nate parecchie case di riposo (in città e fuori città). Il giornale “La Provincia”, nel 1901, scrive parlando della nostra Casa di Cura e delle Suore e recita: “ la nostra città ha avuto la fortuna di ospitare questi angeli di carità e di abnegazione, che sono le Figlie di San Camillo, dedicate totalmente al santo scopo dell’assistenza degli infermi, sia negli ospedali che a domicilio”.  La nostra comunità di Sant’Ambrogio è lieta di poter ospitare questa Casa di Cura, è lieta di constatare che questa Casa è cresciuta nel tempo, ha sviluppato e ingrandito corsie ed uffici, ha perfezionato una notevole capacità diagnostica e di intervento, offrendo quindi una cura di qualità: è una casa di eccellenza.Tante sono le persone che vi accedono e tanti sono i ricoverati: spesso i parcheggi attorno alla Casa di Cura sono totalmente occupati  per le numerose persone che usufruiscono della struttura.

In questo anno, avremo modo di fare festa, di esprimere la nostra riconoscenza alle Suore ed a tutto il personale della Casa di Cura.  In particolare pregheremo il Signore perché le nostre Suore, guardando ai fondatori Padre Luigi Tezza ed alla Beata Giuseppina Vannini, vivano (cito dal giornale “La Provincia”) un’assistenza intelligente, attiva e amorosa, diano il conforto di una compagnia serena, piacevole e calma. Diceva Padre Tezza “quanto è bello, davanti al Signore la carità che soffre e si immola”. E Madre Vannini, rivolgendosi alla Suore, diceva: “ il vostro solo nome racchiude ciò che dovete essere davanti a Dio e agli uomini”. Questa Casa che ha 125 anni, non è invecchiata, anzi ha tutte le carte in regola per durare nel tempo. E l’augurio che ci fa il Signore, è l’augurio che facciamo tutti noi: questa Casa sia sempre nel tempo un’oasi di speranza.

Amare la verità

Donna disponibile a tutti, dimentica di sé, umile e silenziosa, che migliorava in profondità di giorno in giorno. Una assenza traboccante della sua tenerezza.prova4Avendo perso il padre a 3 anni e subito dopo la mamma, a sette anni si sgretola il suo nido e viene separata dai suoi fratellini e portata ad un orfanotrofio insieme ad altre bambine che provate da diverse tragedie non le risparmiavano beffe ed amarezze… Tutto questo logorò in profondità la sua salute, sulla quale non poté mai più fare affidamento…  era come una navicella alla deriva e Lei stessa scriverà di getto con immagini così intense e dense di significati esperienziali: «Parecchie volte il cuore dell’uomo è come un mare in tempesta, urtato da tutti i lati; ma ciò non deve spaventarci e farci indietreggiare, che chi alla più fiera tempesta del mare in un baleno fa succedere la calma e la serenità, può certamente ridonare fiducia ad un cuore che non si lascia sgomentare da veruna difficoltà»[iii].

La vita le scava dentro una voragine e la sua semplicità interiore la rende spazio di accoglienza …e Dio, nel momento da Lui desiderato e da Lei serenamente atteso, la riempie teneramente rendendola madre che accoglie con delicate premure e gesti di amore i feriti della vita.

DSC_0050

Quando l’amore è festa!!! – Brescia

La Casa di Riposo San Giuseppe festeggia le sue nonne!!!

Senza titolo-1

Le sorelle ci hanno detto che: “La festa è concepita proprio come momento di incontro e riconoscenza nei confronti dei nonni – angeli custodi dell’infanzia. E’ stato con grande gioia che abbiamo condiviso questo giorno con le nostre ospite della nostra casa. Grazie care nonne per tutta la vostra vita offerta con amore.”