La preghiera dell’abbandono alla volontà di Dio

“L’abbandono in Dio genera una pace che si può chiamare un gusto anticipato del cielo.”

Il desiderio di Dio è inscritto, in qualche modo, nel cuore di ogni persona. Ciascun uomo è un mendicante di Dio e, ancor prima, un interlocutore da Lui cercato e amato. Dio è in ogni persona, in ogni cosa, in ogni evento lieto o triste, ordinario o straordinario. Tutto viene offerto a noi come un dono e una possibilità di bene. Se, come Padre Tezza, sappiamo riconoscere la sua presenza e accogliere la sua volontà, se facciamo ogni cosa con pace interiore, la nostra vita diventa un dialogo permanente, una preghiera continua.

Accettate dalla sua mano tutto con amore, servite il Signore in santa letizia. Amate il Signore e siate di cuore tutte, tutte sue.

Abbandonatevi amorosamente alla volontà del Signore e siate sempre allegri nel suo servizio: Servite Domino in laetitia, che è questo che costituisce il paradiso in terra.

Il Tezza insegna una preghiera che non è solo un insieme di cerimonie esteriori, ma conversione del cuore e docilità alle ispirazione dello Spirito Santo.

Non dubitare di te: finché ti tieni abbandonata al Signore puoi e devi contare sempre sul suo appoggio e confidare tanto più quanto più ti senti debole e inetta a ciò che ti domanda il Signore.

Sta tranquilla nella santa volontà del Signore che fa tutto e sempre bene. Aiutami colle tue orazioni perché sempre e in ogni cosa viva unicamente nella volontà amabilissima di colui che tanto ci ama. Teniamoci strettamente uniti nel Signore sia colla preghiera, sia col servirlo con generosa e filiale accettazione della sua volontà in ogni cosa.

Padre Tezza vive l’intimità con Dio come ascolto attento, abbandono fiducioso nelle prove e intercessione audace per le sue figlie.

…non penso mai una volta al Signore (e cerco di farlo spesso) senza chiederle di custodirvi come la pupilla degli occhi sui e di coprirvi sempre e tenervi protette all’ombra delle sue ali. Sapete che non vi voglio bene per me, ma per voi altre e per il Signore. Siate sempre e tutte nel suo amore. In questa nostra separazione sensibile trova il mio cuore nuovo alimento alla santa dilezione con cui vi ama e sempre nuovi vincoli di più intima unione con le tanto care anime vostre.

…siate tutte, ora e sempre, felici e contente nella vostra vocazione come è grande nel mio cuore la paterna dilezione con cui nel Signore vi amo.

Il Signore sa ciò che fa e fa tutto per il bene, lasciamoci condurre dalla sua sempre amabilissima volontà.

Emerso ancora dai primi anni di seminario, l’atteggiamento di abbandono, di assoluta fiducia nel Signore lo accompagnerà durante tutta la vita, sorreggendolo e infondedogli serenità anche nei momenti più bui.

Navigo tranquillamente nella barchetta della volontà del Signore.

Che pace e tranquillità per noi lasciandoci sempre e in tutto guidare dai suoi sapientissimi disegni.

Sì, unico suo desiderio per noi, sue figlie spirituali, era quello di invitarci a navigare nel mare aperto del Amore sulla barchetta della volontà del Signore.

Statemi di buon animo e piene di confidenza, io parto tranquillo e interamente abbandonato nel Signore.

Il mio pensiero e il mio affetto non vi lasciano mai e ad ogni respiro vi affido e vi raccomando al Signore, si sta meglio ad occhi chiusi abbandonati alla barca della sua volontà.

Sullo sfondo costituito dell’abbandono al Signore e alla sua volontà emerge tutta la sua spiritualità.

Non siamo noi, forse, voi e me, un sol cuore, un solo spirito, un’anima sola, un solo e medesimo volere nella volontà adorabile e infinitamente amabile di Nostro Signore?

Mi basta di essere nella sua amabilissima volontà.

La preghiera che nasce dalla fiducia, dischiude dentro questo colloquio, questa relazione vitale di comunione, questa continua adorazione che significa  piccolezza interiore, silenzio pieno di stupore, ascolto profondo.

Metti tutta la tua confidenza del Signore, ricordati, figlia mia, che più sarai nulla agli occhi tuoi, e più diventerai atta a compiere le meraviglie del Signore.

Questa preghiera continua si traduce in un vivere il presente cercando di piacere al Signore in ogni cosa, soprattutto nell’amore fra sorelle.

Operate in ogni cosa con una grande confidenza nel Signore, attendete alle piccole cose, statemi allegre, amatevi tra di voi altre come io vi amo teneramente e da vere sorelle.

Per Padre Tezza l’unico necessario era mettersi nelle mani di Dio e lasciarsi guidare, nella fiducia folle che Gesù ci ama di un amore gratuito pieno di misericordia e di tenerezza.

Non ti turbare, cara figlia mia, sta in tutto e per tutto abbandonata alla volontà del Signore, Egli sa meglio di te, di che hai bisogno e saprà procurartelo, non dubitare. Coraggio dunque figlia mia, non ti attristare. Prendi tutto per amore del Signore, riguardati sempre come un semplice strumento in mano del Signore; lasciati adoperare con la massima docilità persuasa che sei niente e che sei tutto in lui e con lui che ti adopera.

Conoscere il Tezza è conoscere un Padre affettuoso, un uomo di silenzio, dell’animo gioviale perché fiduciosamente abbandonato al volere di Colui di cui aveva fatto l’esperienza dell’amore più grande, un amico cordiale, un maestro e una guida sicura nel cammino della preghiera.