…ancora su Madre Giuseppina

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Madre Giuseppina Vannini nasce a Roma il 7 luglio del 1859. E’ battezzata col nome di Giuditta. Rimane orfana – in tenera età – di entrambi i genitori.

L’accoglie l’orfanotrofio romano “Torlonia”. Sono le Figlie della Carità di s. Vincenzo de Paoli che gestiscono l’istituzione e che l’accolgono amorevolmente. Lo stile di vita, l’ambiente del “Conservatorio” – come era chiamato – la spiritualità del grande Santo Vincenzo de Paoli, la fraternità e l’affetto, hanno certo contribuito a maturare in Lei il desiderio di entrare a far parte della comunità. Motivazioni di vario genere, ne hanno determinato l’uscita. La luce si accese nel momento da Dio scelto. Da tempo il Padre Tezza ha in animo di fondare una istituzione “camilliana” in campo femminile.

La proposta a Giuditta viene fatta in un corso di esercizi spirituali. Potrà essere questa la chiamata di Dio? La strada da seguire? Due giorni di tempo per riflettere, non di più. E’ nasce nel cuore di Giuditta la fiamma della sua “maternità”: è il carisma di un grande Santo, S. Camillo de Lellis, che il figlio fedele sa trasmetterLe, con vivo slancio ed amore. Due le caratteristiche fondamentali: l’arte di curare i malati rendendo piena testimonianza al comando divino “Andate, curate” e l’essere lei stessa maestra del soffrire.

Tutto il suo operato, l’esempio dato nella cura agli infermi, la fondazione stessa delle Figlie di San Camillo, insieme al padre Luigi Tezza è sanzionato dal crisma della prova e del dolore. Dolore fisico, la lunga cardiopatia, ma soprattutto dolori morali, accettati ed offerti con totale dedizione e generosità.

Nascono così, le Figlie di S. Camillo. Dal cuore della Madre Fondatrice, dalle sue sofferenze, dalla morte prematura avvenuta il 23 febbraio del 1911. Il seme scende nella terra, come evangelicamente previsto e germoglia una piccola pianticella che è ormai sparsa nei quattro continenti: ospedali, case di cura, centri di riabilitazione, missioni nei vari continenti, sono le loro palestre nell’esercizio della “carità”. Possiamo dire che si è nuovamente riacceso il carisma di S. Camillo realizzato al “femminile”.

Certamente, nel cuore della nostra nuova Beata il monito-programma di S. Camillo deve essere risuonato in tutta la sua forza e la sua bellezza, quando rivolto ai suoi figli, diceva: “Abbiate cura dei poveri infermi con lo stesso amore, come suole un amorevol madre curare il suo unico figlio infermo”. Una donna, una madre, un amore che divampa, una nuova Maestra di “Carità”.

Ecco la Madre Giuseppina Vannini. Beatificata il 16 ottobre 1994.

Approfondimenti

Una giovane che sa aprirsi alla chiamata

Silenziosamente in ascolto

Identità e appartenenza

Una fiamma che nasce nel centro dello spirito…

Nelle Sue mani

Un cuore solo ed un’anima sola

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