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Il concorso dei presepi

Tutta la comunità ospedaliera del Beata Giuseppina Vannini di Roma partecipa con entusiasmo alla premiazioni dei presepi. Un momento di spiritualità natalizia all’insegna della condivision. Tante le aspettative, raggianti i vincitori!!! Bellissimi tutti i presepi!!!! Complimenti a tutti!!!

L’incontro con Maria

O Madre della Chiesa che con la Tua intercessione sostieni la nostra preghiera, ottienici il dono dello Spirito Santo per essere strumenti di riconciliazione e d’amore. Insegnaci a vivere secondo i desideri del Tuo Cuore materno, mettendo Dio al primo posto nella nostra vita, saremo le Tue “mani tese” verso il mondo perché  si apra al dono della fede e dell’amore.

Come non esserTi riconoscenti, Maria, per tutte le grazie di vita nuova con Dio e di Pace che il Signore fa passare a noi attraverso di Te. Grazie, Madre e Regina della Pace! La Tua benedizione materna, Maria, scenda su ciascuna di noi, sulle nostre famiglie, sul nostro Istituto, sulla Madre e ogni sorella, sul Papa e la Chiesa e sull’umanità intera.

tumblr_o6vj2gbl8y1thp0zuo1_1280Le Figlie di San Camillo augurano un 2017 colmo della pace del Signore, di amore vero e di serena letizia nel dono di sé. Con semplicità e piccolezza interiore raccogliamoci oggi ai piedi di Maria, nostra Madre, la Mamma di Gesù!!!

Buon Anno a tutti e pace, pace a tutti dal di dentro del cuore…

I momenti di gioia del 2016

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Il 2016 con il Papa

Alcuni dei momenti forti del 2016 di Papa Francesco che ritroviamo in un video realizzato dalla Segreteria per la Comunicazione per i social media. Un video che, attraverso le immagini, racconta l’intenso anno di Francesco contraddistinto dal Giubileo della Misericordia.

Il Natale dell’ospedale

Nell’ospedale Madre Giuseppina Vannini di Roma il personale medico, infermieristico e ausiliario hanno realizzato straordinari presepi densi di significatività e passione! Un Natale veramente molto sentito e toccante, il Natale di quelle persone speciali che prendendosi cura dell’altro giorno dopo giorno acquistano una profondità e uno spesore che traspare verità e pace…

Il presepio nella cartella clinica

La cartella clinica di ogni paziente rivela l’identità della persona e la sua storia personale. La dignità del paziente è un valore fondamentale non solo nell’assistenza infermieristica, ma anche nella cura della cartella clinica. Infatti, l’espressione “dignità umana” è un termine che si trova non solo nei grandi documenti politici e religiosi ma anche nel parlar comune.

Ogni giorno tocchiamo e controlliamo le cartelle cliniche nelle quali sono inseriti le diagnosi, gli interventi  ecc… ma che importanza diamo alla persona che sta dentro la cartella clinica?? Anche se è uno sconosciuto???

Per noi cristiani quello sconosciuto è Gesù. Ogni persona che accede in Ospedale è Gesù stesso poiché dice il Signore “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Ecco perché abbiamo pensato di realizzare il presepe di quest’anno dentro una cartella clinica per indicare il rispetto alla privacy e la tutela di ogni paziente che si reca in questo ospedale.

Buon Natale a tutti!

Il personale della Direzione Amministrativa

Il presepio delle periferie

Duemila anni fa nacque Gesù in un poverissimo villaggio vicino ad una grande città, Gerusalemme.

Oggi, dopo venti secoli lo stesso Gesù continua a nascere in un’altra grande città, Roma, in un luogo caratterizzato da miseria e povertà, tra i poveri dei poveri, la STAZIONE TERMINI. Sfortunatamente, per Maria e Giuseppe gli alberghi erano tutti occupati, quindi gli sposi dovettero trovare una sistemazione in una stalla, insieme a dei pastori e ai loro animali. Anche oggi la famiglia di Gesù cerca un alloggio ma è tutto prenotato, neanche la Caritas riesce a soddisfare le necessità delle persone più bisognose, per questo devono trovare un posticino in un vagone abbandonato all’estrema periferia della stazione in compagnia di donne, uomini, bambini ed anziani senza risposte né certezze, volti che hanno fame, sete, volti nudi, malati e soprattutto così detti schiavi della società moderna. Si, sono delle persone umane, provate all’estremo, ma vive, che non possono fare altro che abbandonarsi al mistero, alla provvidenza.

Il presepe da noi ideato è ispirato ad una realtà attuale che vediamo, viviamo e tocchiamo ogni giorno nella nostra vita e nel nostro reparto. Le risorse umane e la fantasia di tutto lo staff hanno permesso la creazione di questo lavoro. I presidi e tutti i materiali sono di uso quotidiano.

Da tutto il personale della “Medicina d’urgenza”

Riflessione sul Santo Natale

A Natale Dio ci dona tutto Sé stesso donando il suo Figlio, l’Unico che è tutta la sua gioia. A questo ci chiama il Natale: a dare gloria a Dio, perché è buono, fedele e misericordioso. In questo giorno auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù. Auguro a tutti di sentire che Dio è vicino, di stare alla sua presenza, di amarlo, di adorarlo. Ci affidiamo all’intercessione della nostra Madre e di San Giuseppe, per vivere un Natale veramente cristiano, liberi da ogni mondanità, pronti ad accogliere il Salvatore, il Dio-con-noi.

Dove nasce Dio, nasce la speranza: Lui porta la speranza. Dove nasce Dio, nasce la pace. E dove nasce la pace, non c’è più posto per l’odio e per la guerra.

Guardando il Bambino nel presepe, Bambino di pace, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malati… le guerre spezzano e feriscono tante vite!

In una società spesso ebbra di consumo e di piacere, di abbondanza e lusso, di apparenza e narcisismo, Lui ci chiama ad un comportamento sobrio, cioè semplice, equilibrato, lineare, capace di cogliere e vivere l’essenziale. In un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e molle con il peccato, c’è bisogno di coltivare un forte senso della giustizia, nel ricercare la volontà di Dio. La gioia del Natale è una gioia speciale; ma è una gioia che non è solo per il giorno di Natale, è per tutta la vita del cristiano.

La grazia che è apparsa nel mondo è Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio. Egli è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino. E’ ventuo per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: è l’Amore fattosi carne.

Questo Bambino ci insegna che cosa è veramente essenziale nella nostra vita. Trova riparo e sostegno in una stalla ed è deposto in una mangiatoia. A patire da qui, per gli uomini dal cuore semplice inizia la via della vera liberazione e del riscatto perenne. In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che perviene dall’umile grotta di questo semplice presepe, tutto il personale Medico, Infermieristico e Ausiliario del reparto di Chirurgia generale e Urologia augurano gioia e pace per tutti: ai bambini, agli anziani, alle famiglie e alle persone provate dalla malattia e dalla sofferenza.

Buon Natale a tutti!

Il materiale utilizzato

Grazie al riciclo creativo è possibile recuperare qualunque cosa, dai vecchi rotoli di cartone agli scatoloni delle flebo e delle cistoclisi. Dagli scampoli di stoffa alle cose trovate nei giardini. Sta poi alla creatività di ciascuno ridare loro nuova vita trasformando questi materiali ed oggetti apparentemente banali in lavoretti unici e originali. Come nella tradizione più classica, con l’aggiunta di gesso bianco, una base di muschio e un po’ di colore si arriva alla creazione di questo tipico presepe italiano, pieno di semplicità, e simboleggiare candore e umiltà.

Infermiere Massimo Vinci

Il presepio dell’accoglienza

Le migrazioni sono sempre state un fenomeno planetario, per cui abbiamo deciso di sensibilizzare questa problematica, mettendo dentro del nostro presepio la barca come segno simbolico che ci invita ad accogliere quegli che ci si trovano nella sofferenza, dolore, malattia e povertà. Milioni di esseri umani sono in movimento a causa di povertà, fame, guerre, violenze, con scarse possibilità di una vita dignitosa. Si parte con una speranza, come è avvenuto per decenni dalle nostre terre. Riflettiamo in silenzio e accogliamo nel nostro cuore le parole di Gesù: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siemo venuti a visitarti? Rispondendo, Gesù dice a “ciascuno di noi: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.  Non c’è bisogno di andare lontano o in terra straniera, ma c’è bisogno di accogliere nel proprio cuore quegli che ci sono più prossime e più vicini a noi.

Dio si fa presente nell’umanità di un piccolo bambino, si incarna nella storia, la rende umana; Lui stesso diventa così umano, “totalmente umano da non poter non essere Dio. Seguire questo Gesù di Nazareth significa investire le migliori energie per cercare di essere ogni giorno più umani e di ritrovare il volto umano anche di nostra Madre terra.

Personale della dipartimento di Medicina

Un presepio per il nostro mondo, un mondo speciale,                                                                                           quello delle nascite di tante bambini

Due mondi uniti per la nascita del Bambino Gesù, segno di pace, amore ed unione tra i popoli.

E’ Natale

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano…

E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza…

E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri!

Il personale del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia

Presepe della scuola Padre Luigi Tezza

Il nostro Presepe di quest’anno è tradizionale ma con alcune piccole particolarità che sono: Le stelle con i nomi degli studenti; Gesù Bambino che sta su una sedia da cattedra come su un trono regale, davanti a Lui una cattedra perché Lui è il vero Maestro; davanti alla cattedra è allestita un’aula con sedie e studenti, uno dei quali sta discutendo la tesi di laurea…

Il Presepe della Scuola è la vita della scuola, Gesù viene a nascere nel nostro cuore come nei nostri ambienti di vita e di lavoro. Lui è per noi il Maestro, il vero Maestro da cui apprendiamo la scienza dell’Amore e l’arte del Servire.

Noi studenti di questa scuola, vogliamo stare alla sua scuola e metterci in ascolto di quello che Lui vorrà insegnarci. Il Cielo del nostro Presepe è illuminato dalle stelle che portano i nostri nomi e rendono più luminosa la notte della sofferenza dei nostri malati con la gioia dei nostri giovani anni, ricchi di speranze e di entusiasmo…!

La base del Presepe è illuminata dalle stelle di tanti colleghi/studenti che sono passati prima di noi, che hanno imparato l’arte del servizio e con la loro vivacità e creatività hanno illuminato gli anni passati e sulle cui basi e tradizioni ora la vita universitaria continua sempre più viva e creativa.

Ora che sono sparsi nel mondo, realizzano la Parola di Gesù: “Voi siete la luce del mondo”! Luce del mondo perché ogni loro gesto d’amore e di tenerezza appreso in questa scuola alla Scuola del Divino Maestro che oggi è nato, illumina di luce sempre nuova e splendente le tenebre dell’egoismo, dell’individualismo, della freddezza verso chi soffre, illumina e scalda il cuore… E’ quello che anche noi desideriamo fare al termine del nostro percorso universitario!

Auguri a tutti noi: che Gesù Maestro con il Suo Amore e la sua tenerezza scaldi i nostri cuori affinché noi possiamo scaldare quelli dei fratelli!

Presepe sull’ambulanza

Su questa barella quanti Gesù passano… e di adagiano!!! Ti chiediamo Signore di aiutarci a non fargli mancare l’ossigeno della vita, che è l’amore. A non fargli sentire freddo riscaldandoli con il nostro amore. Ad intervenire urgentemente con il defibrillatore e/o solo con le due mani sul petto, per ridarle vita con amore. Aiutaci a saperli accompagnare ad incontrarti con amore. Vieni Gesù a nascere ogni giorno nella nostra Betlemme caotica, perché diventi luogo di incontro e di amore per tutti. Amen

Veramente egli si è caricato delle nostre sofferenza, si è addossato dei nostri dolori (Is 53,4).

Siamo partiti da questa frase, citata nel vecchio Testamento, mettendo Gesù disteso sulla lettiga di un’autoambulanza, invece che nella classica mangiatoia posta all’interno di una grotta, visualizzando così con un linguaggio “Universale” qual è l’allegoria, il messaggio per eccellenza di Dio, la “CARITÁ”. Questa “COLONNA”, presente nel suo interno atta a sostenre la copertura… che sovrasta dall’Alto, simboleggia anche l’umanità. Infatti: “Il vincitore lo porrò come COLONNA nel tempio del mio Dio e non ne uscirà più” (Ap 3,12).

La visione è stata possibile dalla “Misericordia” che ne ha tolto il “Velo” …davanti ai nostri occhi (2Cor 3,16).

Il personale del Pronto Soccorso

Un mosaico di infiniti atti d’amore

Servendo coloro che soffrono con la tenerezza di una madre, come Maria nel presepio… grazie a tutto il personale del nostro ospedale di Roma con l’augurio di un Sereno e prospero Anno Nuovo!!!

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Il Natale della misericordia

«Come un vento impetuoso e salutare, la bontà e la misericordia del Signore si sono riversate sul mondo intero», dice Francesco nella lettera apostolica Misericordia et misera, per cui adesso è: «tempo di guardare avanti» di incarnare, di metabolizzare un dono così grande. È l’ora, insomma, che la Chiesa si faccia strada di cielo, per coloro che soffrono. Nella fantasia della misericordia siamo chiamate  a inventare sempre nuove risposte a chi ha fame, a chi è malato, a chi è nel bisogno… il Giubileo della Misericordia, ha riversato su ogni cristiano «lo sguardo amoroso di Dio in maniera così prolungata che non si può rimanere indifferenti».

lastscanLa nuova evangelizzazione a cui ci invia Francesco parte dalla gioia. La gioia figlia del perdono. Lo splendore che apre il sorriso di chi sa di essere (stato) amato. Senza questa gioia non c’è Vangelo, non c’è modo, cioè, di «celebrare la misericordia». Colma di speranza, di passione e convinzione dev’essere la fede e la fantasia della Chiesa in quello che Francesco chiama « il tempo della misericordia ». Il tempo, cioè, di poter essere «liberi e felici» come le due donne incontrate da Gesù, con cui si apre la Misericordia et misera (cf n.3). Un monito davvero deciso e che non permette più dilazioni.

L’Infinito ci ama

Questa è la grande notizia del Natale. Ci ama al punto tale che ha mandato il suo Figlio in questa nostra storia. Dio non ha avuto paura perchè ci ama, perchè vuole ridarci il cuore dei figli.

Facciamoci piccoli e umili: andiamo a Betlemme, apriamo il cuore ai fratelli, tendiamo la mano a chi ci sta accanto, rendiamo ospitale la nostra casa. E’ soltanto nella via dell’amore che potremo fare l’esperienza di Dio. E in Dio troveremo la pace e la vera gioia.

Il Natale del amore nel Messico

Tu Gesù Ti fai piccolo, Ti metti all’ultimo posto, cerchi i piedi degli ultimi e li lavi e li baci amorevolmente. Mossi da Te, che vieni a nascere dentro di noi, vogliamo essere carezza di misericordia e gesto di amore in mezzo ai fratelli… Grazie Gesù per questo Natale così bello!!!

Il Natale dei bambini nel Perù

Portare la gioia del Natale fra i più piccoli con pagliacci, giochi e regali, perché attraverso il divertimento e la condivisione impariamo ad accettarci  e a donarci agli altri senza timore! Così incominciamo a comprendere uno dei più belli messaggi del Natale: “Siamo così preziosi per il nostro Dio che è venuto a regalarsi a noi come un piccolo bambino!” Buon Natale a tutti dal Perù!!!

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L’India sul palco con tutta la luce del Natale

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Le bambine del centro “Father Louis Tezza” di Manantavady celebrano il Natale con danze e significative rappresentazioni che commuovono gli ospiti portando un messaggio di pace e di semplicità.

Calcano il palco con la spontaneità nel cuore e ci insegnano ad amare anche in mezzo a tante difficoltà… il plauso va anche a le sorelle che con instancabile pazienza si prendono cura di loro e tirano fuori da questi tesori, meraviglie di bellezza e di grazia…

Divertirse con Madre Giuseppina!

Giornata di festa al “Hogar Madre Josefina Vannini” di Lima. Una iniziativa per rallegrasi insieme ai cari ospiti della nostra casa dove al centro c’è il cuore, l’emozione e la gioia dell’incontro con l’altro e sopratutto c’è il ridere, la simpatia, l’empatia, la condivisione.

Signore, voglio avvicinarmi a Te…

Gesù è il vero roveto ardente che brucia davanti ai nostri occhi. Facciamoci, allora, pellegrini dentro Gesù per scoprire lo stupore della fede davanti al volto dell’Amore…

Smile. It’s Christmas Day

Palle di Natale (Smile. It’s Christmas Day) è la canzone di Natale realizzata dagli adolescenti de “Il Progetto Giovani” (sito: http://www.ilprogettogiovani.it, pagina facebook: https://www.facebook.com/ilprogettogi…) della Pediatria Oncologica della FONDAZIONE IRCCS – ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI di Milano (http://www.istitutotumori.mi.it), con la collaborazione di Stefano Signoroni, Giacomo Ruggeri, Tommaso Ruggeri, Jacopo Sarno, Andrea Vigentini, Marco Scipione e Massimiliano Paganin
Coordinamento artistico/musicale di Stefano Signoroni (sito: http://www.stefanosignoroni.com, pagina facebook: https://www.facebook.com/stefanosigno…)

Wesołych Świąt

Celebrare il Natale, scoprirsi come un dono che Dio vuol fare e regalarsi senza timore nelle Sua mani…

Le sorelle della Polonia

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Natale del Signore nel 125° anno di Fondazione del nostro Istituto!

“Il Vebo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi!” E’ l’inconcepibile anuncio del Natale. “Dio ha parlato a noi!” E noi dobbiamo diventare parola di Dio, ci ha esortato P. Francisco in una toccante omelia natalizia! Là dove siamo, essere parola di Dio. E in questo speciale Natale del Giubileo del nostro amato Istituto, vogliamo lasciarci trasformare dallo Spirito in parola di misericordia, in racconto di un Amore che non potevamo credere che esistesse e che si è regalato a noi con una tale compassione e prodigalità che ci ha fatto Sue! Non apparteniamo più a noi stesse, siamo semplicemente trasformate in strumenti del Suo amore misericordioso verso gli ultimi, gli infermi, i bisognosi…

Proprio come oggi, 125 anni fa, il padre Tezza e la Madre Giuseppina si preparavano in questo clima di piccolezza e semplicità ad iniziare un opera che fosse tutta amore e delicatezza per i più poveri… immergiamoci nel loro sentire, in come loro hanno celebrato quel primo Santo Natale del Signore…

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Dio sceglie la via della piccolezza…

…per darci il potere di amare, di guarire… di perdonare…

Un Sereno e Santo Natale nella gioia che solo Dio può donare

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E’ Natale

La Chiesa canta, in questo giorno santo, la nascita del Figlio di Dio che è la nostra vita, che cambia la nostra vita, i singoli momenti della nostra esistenza, perchè assume la nostra povertà, la nostra piccolezza, i nostri desideri, le nostre speranze.

Buon Natale a tutti!!!

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Buon Natale!

La nascita di Gesù ricolmi di pace e di serena letizia i vostri cuori e vi renda discepoli ardenti di questo Maestro…

E’ l’augurio di tutte le Figlie di San Camillo

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Prepararsi al Natale

Sulle ferite della sofferenza la sorpresa del Natale! Non è un sogno, non è un “placebo” per ingenui, è un’esperienza! Lasciarci raggiungere da questa esperienza per sorridere ai bambini, per rispettare gli anziani, per perdonare le offese e prenderci cura dei più deboli, per versare l’acqua dell’amore su tutte le piaghe e guarirle…

Primo concerto di Natale

Per chi ama rigodere il fascino dei motivi musicali tradizionali insieme agli evergreen più amati del repertorio internazionale. E’ stato molto gradito comprovare la grande partecipazione che l’iniziativa ha promosso e la collaborazione dei volontari nell’allestimento del mercatino natalizio preso d’assalto da amici e famigliari.

Tutt’un evento già natalizio per preparare gli animi alla venuta di quel Bambino che è il nostro Salvatore…

Giovani consacrate

Celebrare con il dono totale di sé,l’amore che ci fa sue.Non solo nel profondo vero di noi,ma offrendoci sull’altare in mezzo alla comunità di coloro che ci amano. Dio accoglie la nostra vita,e ce la ridona toccata da Lui, piena, rigenerata.

Consacrate a Dio per sempre a Bangalore in India

Egli prende tutto, nel senso più bello dell’espressione e trasforma la nostra esistenzain un riflesso della Sua luce.Essere Sue è un dono, una chiamata sorprendente che richiede la semplicità di un sìche mai smette di amare… Un sì appoggiato sulle mani immensedell’amore sconfinato e follecol quale Gesù ci prende con sé…un canto di misericordiacon il cuore ricolmo di emozione e di gratitudine.

Con Maria Immacolata nel carcere di Rebibbia

E’ il giorno di Maria e abbiamo scelto di andar  a portare la gioia dell’amore di Dio nel carcere di Rebibbia, si respira aria di festa. Siamo arrivati in anticipo per provare i canti in Chiesa, ed ecco arrivare i primi detenuti, sono felici di vederci e con tanta gioia ci vengono a salutare con una calorosa stretta di mano. Con tanta attenzione ascoltiamo le letture della liturgia e al Vangelo risuona il saluto dell’Angelo a Maria: “Ave piena di grazia il Signore è con te…”, toccante è stata l’omelia del Cappellano Don Roberto, che con profonda delicatezza ha saputo attualizzare il messaggio dell’Angelo a Maria, nella vita dei carceratiphoto-di-rebibbia

Ecco alcuni passaggi: “ Lasciamoci guidare dalla gioia di Maria, la gioia della sorpresa di Dio, Dio chiama le persone che non contano niente e le prepara a compiere qualcosa di speciale. Pensiamo alla nostra vita, ci sono tanti ambiti in cui sbagliamo, nei rapporti con noi stessi, nella relazione con Dio, con la nostra famiglia, con i nostri compagni di carcere, ma Gesù ti dice di non fermarti all’errore. Sicuro hai sbagliato, sei caduto e non hai una grande stima di te stesso, ma questa è l’occasione per prendere la strada dell’umiltà, Dio farà grandi cose con te! Se sei superbo e disprezzi l’aiuto di Dio, Egli si ferma dinanzi al tuo rifiuto. Mettiamoci alla scuola di Maria, la superbia del peccato allontana da Dio, ma l’umiltà e la piccolezza di Maria Le permettono di diventare la Madre dell’Altissimo. In questi giorni di ospedale, nel reparto di chemioterapia, ho incontrato una ragazza di 16 anni, che stava più male di me, ma aveva un sorriso stupendo, mi ha detto: «Caro Padre, non abbiamo nulla da temere, ricordiamoci che il Signore è con noi!». Non disperate mai, abbiate la gioia di Maria, perché le parole dell’Angelo sono vere: “Nulla è impossibile a Dio”.

Durante la preghiera dei fedeli, tanti detenuti hanno pregato spontaneamente e ricordato le proprie madri, i figli, e le famiglie che hanno fatto soffrire; in Maria si riconoscono accolti da una Madre, che proprio perché è tutta Immacolata, dona speranza e riscatto dal male. “L’Immacolata ha la capacità di riaccende nel cuore di ognuno di noi, quella luce che è presente fin dall’eternità, accesa da Dio fin dal nostro concepimento, è questa luce che rischiara la tenebra più oscura, il peccato. L’Immacolata oggi affida un compito importante a ciascuno di questi detenuti, Ella chiede l’offerta nella preghiera della loro sofferenza, possa essere questa una riparazione per chi spreca la propria vita, perché è nella disperazione”. Con queste parole, Madre Rebecca ha esortato i detenuti a farsi portatori di luce e speranza per i propri compagni rimasti in cella.

Finita la Santa Messa, tutti insieme, noi e loro, abbiamo cantato ad una sola voce “Ave Maria, Ave Maria…”, un grido, una preghiera che ha penetrato il cielo e che ha lasciato in tutti la gioia della fraternità. Con i fratelli detenuti, abbiamo fatto colazione all’aperto sul sagrato della Chiesa: ciambelloni, cornetti e un caldo cioccolato.  Tutto questo ha fatto dimenticare loro per un breve momento, il dolore del carcere. Tutto era controllato a vista ma l’atmosfera era quella di casa, dove la Mamma aveva preparato la colazione per tutti i suoi figli. Questi detenuti “speciali” perchè premiati per la loro buona condotta, ci hanno lasciato l’impegno di pregare per loro e per le loro famiglie.

Dinanzi all’ingresso del Carcere di Rebibbia, non poteva mancare la foto ricordo di una mattinata veramente “speciale”.  Alle nostre spalle vi è il monumento “La catena spezzata” dello scultore pugliese Aldo Calò. Si tratta di due anelli di una catena, entrambi semiaperti. Il fatto che i due anelli non siano chiusi rappresenta la speranza che ogni detenuto porta nel cuore, la possibilità di un riscatto, di una vita nuova che spezzi la catena dell’errore e ci sia la possibilità di rialzarsi, dopo la caduta. Si. Maria Immacolata è la luce di ogni speranza! Dio ci benedica e la Vergine ci protegga

Le Missionarie della Divina Rivelazione

 Alla fine nessuno dei ragazzi voleva a tornare a casa

Nella Scuola Infermieristica statale di Nyíregyháza per la prima volta abbiamo organizzato una Santa Messa per l’apertura dell’anno scolastico (“Veni Sancte”).
1-8Il Celebrante è stato il nuovo Cappellano della Chiesa Grande (M. Rev. P. Zsolt Nagy) ed hanno concelebrato i Padri Camilliani (M.Rev. P. Levente Kovács & P. Béla Maczák). Hanno partecipato i Fratelli Vianney, religiosi e sono convenuti fedeli delle nostre parrocchie e ciò che è importante: i professori ed alunni di altre religioni e coloro che non hanno nessuna religione e mai sono entrati ancora in una delle chiese.
Alla fine della celebrazione abbiamo fatto un FLASHMOB e diverse danze allegre coinvolgendo tutta l’assemblea dai più grandi ai più piccoli (sì, anche bambini c’erano che l’hanno goduto tanto! 🙂 L’atmosfera della serata è stata talmente familiare e gioiosa che diversi professori ed alunni hanno chiesto di continuare e di formare un gruppo giovanile. Ed ecco: il 26 Ottobre insieme ci siamo radunati di nuovo per una condivisione, per una conversazione interattiva. È nato il gruppo i cui membri sono i professori e gli alunni delle diverse religioni: assai ecumenico. Alla fine nessuno dei ragazzi voleva a tornare a casa …. 🙂 🙂

 Alla fine della celebrazione abbiamo fatto un FLASHMOB e diverse danze allegre coinvolgendo tutta l’assemblea dai più grandi ai più piccoli (sì, anche bambini c’erano che l’hanno goduto tanto! 🙂 L’atmosfera della serata è stata talmente familiare e gioiosa che diversi professori ed alunni hanno chiesto di continuare e di formare un gruppo giovanile. Ed ecco: il 26 Ottobre insieme ci siamo radunati di nuovo per una condivisione, per una conversazione interattiva. È nato il gruppo i cui membri sono i professori e gli alunni delle diverse religioni: assai ecumenico. Alla fine nessuno dei ragazzi voleva a tornare a casa …. 🙂 🙂

Sr Laura e Sr Marifé

Giovani che lasciano tutto per conoscere Gesù…

Davvero bello!!! indescrivibile!!! Abbiamo vissuto intensamente questi giorni che il Signore ci ha donato lì in mezzo ai giovani!!! Ci avevano chiamato per testimoniare con la nostra presenza la bellezza di essere cristiane e consacrate a Dio, siamo state travolte, scosse nel vedere questi giovani che pur immersi nella liquidità di una mondo futile e inconsistente si sono “scollegati” da tutto per entrare nel ascolto e chiedersi: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”

Ci ha stupito in questi giovani l’inarrestabile esigenza di un incontro vivo con il Signore Gesù, pur non sapendo come, si sono lasciati condurre lungo un arduo impegno per conoscerlo sempre più intimamente… sono stati davvero incredibili!!! e tutto questo ci ha invaso con una luminosa pace e una gioia contagiosa.

img002Questi giovani sono esplosi nei momenti di festa e condivisione e hanno saputo anche sprofondare nei momenti di silenzio e preghiera… si sono lasciati incontrare dalla misericordia nel Sacramento della Riconciliazione e hanno incominciato a gustare il sacro nella Celebrazione Eucaristica.

Una esperienza che ci ha cambiato dentro, siamo veramente tanto riconoscenti a tutta l’equipe del C.V.C (Corso di Vita Cristiana) per averci dato questa opportunità. Desideriamo che tutti i giovani del mondo possano ricevere ciò che noi abbiamo vissuto qui. Sono stati lanciati i semi. Lasciamo che il Signore faccia fiorire le esperienze che Lui stesso ha seminato mettendo nei cuori di questi giovani un ardente desiderio di seguirlo più da vicino perché abbiamo bisogno della loro forza e del loro coraggio per testimoniare con la loro vita la bella esperienza che hanno fatto.

E questo è solo l’inizio!!! Sì! Con Cristo sempre più in alto!

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Perché nel sentirci amati e nello scoprirci in grado di effondere l’amore ricevuto… l’essere si perde nella libertà e dimora nella pace.

dsc_0008Gli studenti della Scuola per infermieri  Padre Luigi Tezza sono venuti al Santuario dei Beati Padre Luigi Tezza e Madre Giuseppina Vannini …è stato tutto colpa di Sr Filomena… perché quando a quella gli si mette… uno studente nel cuore non trascura un minimo particolare per darle il massimo!!! per portarlo a ritrovarsi immerso in una spiritualità che risana dentro, che è la sua, ma che non vuole che se la perdano i Suoi studenti…

dsc_0012E allora gli ha portato qui a trovare queste persone stupende. Pasciutella lei, piccolina e tutta amore e dono. Elegantissimo lui, angelico, e tutta semplicità nel darsi senza riserve…

Perché essere di Dio è amare, un amore che nasce dalla preghiera; una preghiera che è un dsc_0019lasciare che la mia nudità si infiammi come una canto di lode, di ringraziamento, un leggere dentro e lasciarmi trasformare da Gesù Eucaristia dandomi a lui.

E allora ci siamo incontrati in questo luogo così speciale per pregare dal profondo delle fessure del nostro essere per essere toccati nel fondo del cuore ed essere trasformati in carezze di misericordia che guariscano le ferite dei cuori…

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Un numero speciale con una Timeline spiegabile

senza-titolo-1Una linea invisibile fatta di passi a piedi nudi, che concatenano fragili ponti fra l’interiorità e il dono nella vulnerabilità dell’amore, e giorno dopo giorno il germoglio del nostro Istituto irrobustisce nella comunione e stende i rami…

Vai alla Timeline

L’ultimo numero della rivista

25E’ già on-line l’ultimo numero della rivista, per cogliere dai racconti delle nostre sorelle quei tratti che distinguono il modo di essere delle Figlie di San Camillo. Solo una fessura per sfiorare con la punta delle dita  l’essenza di questi 125 anni in cui giovane donne si sono consacrate al Signore Gesù per essere un balsamo di tenerezza. Una storia mai raccontata a parole, ma sol col concatenarsi di mani che curano con delicatezza, che medicano le piaghe, che lavano senza turbare, che tendono bene lenzuola pulitissime e accompagnano chi vacilla, come quelle di Camillo che è passato fra i malati con una tenerezza che faceva pensare a una madre. Gesù vivo che ama dentro di noi…

               Guarda l’ultimo numero della rivista on-line

Laurearsi in Medicina a Burkina Faso!

Sviluppare professionalità nel proprio paese per migliorare i gesti evangelici del servizio. Offrire alle giovani africane la possibilità di studiare medicina negli atenei locali per motivare progetti di salute sul territorio, per essere una presenza che risana plasmata sui bisogni di salute delle persone concrete nella realtà del posto.

Un variegato percorso di formazione, irto di difficoltà, che ha maturato una dottoressa chiamata ad accogliere il dolore dei fratelli. Perché formazione, ricerca e professionalità sono al servizio nella carità. E tutto questo in Burkina Faso, oggi si può fare!!! Non è solo la presentazione di una Tesi di Laurea, è la possibilità di prendersi cura dei fratelli ai più altri livelli a 360°, lì dove loro hanno bisogno di noi!!! Un sogno, oggi realizzato fra le mani di Suor Onorine che non si è arresa mai, perché desiderava ardentemente donarsi…

Sulla soglia del Giubileo

Sulla soglia di questo meraviglioso Giubileo della Misericordia, ringraziamo Colei che ci ha accompagnato insegnandoci ad essere carezze di tenerezza, canto di lode perchè Dio è misericordioso con il piccolo e con il povero…

Una inedita versione dell’Ave Maria, composta da Romano Musmarra, con le parole di Grant Black e interpretata dalla mezzosoprano inglese Carly Paoli. Un brano suggestivo che è diventato anche il video ufficiale dei Cammini Giubilari, filmato da una troupe di dodici videomaker per la regia di Alberto Molinari. Le riprese hanno seguito il cammino di oltre cento giovani che all’alba del primo maggio hanno percorso il Cammino Mariano attraversando Roma fino ad arrivare alla Porta Santa di San Pietro. Il Percorso Mariano prende il via dalla Basilica di Santa Maria Maggiore per raggiungere San Pietro. Il percorso si snoda attraverso l’antico quartiere dei “Monti”, caratteristico per il suo dedalo di stradine, per  arrivare ai Fori Imperiali e poi al Carcere Mamertino. Il Cammino continua verso la chiesa di Santa Maria della Minerva e il Pantheon, per sfociare poi nella magnifica Piazza Navona, celebre per la fontana dei Fiumi del Bernini. Proseguendo verso la Chiesa giubilare di San Salvatore in Lauro si avrà occasione di ammirare la chiesetta rinascimentale di Santa Maria della Pace, progettata dall’architetto Bramante, ed infine poi arrivare al Ponte di Sant’Angelo e al Castel Sant’Angelo dal quale parte Via della Conciliazione in direzione della Basilica di San Pietro.

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