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Maria incontra i malati

È a partire dal brano evangelico della guarigione del lebbroso che il vescovo Domenico si è rivolto ai malati, agli operatori sanitari, alle suore camilliane, ai volontari delle associazioni che operano in ospedale, riuniti nella cappella del nosocomio reatino. La Giornata del malato è il momento centrale dell’azione dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, che vede il complesso delle attività coordinate dal diacono Nazzareno Iacopini e rivolte ai sofferenti e a quanti si dedicano a loro, idealmente affidate alla protezione della Madonna di Lourdes. La celebrazione lourdiana del pomeriggio nella chiesa di Regina Pacis, dell’ospedale San Camillo de Lellis il vescovo ha spiegato che “al tempo di Gesù, la società intendeva difendersi da tutto ciò che era ignoto, minaccioso, impuro». E tra «i nuovi appestati» ci sono proprio i malati, «che spesso non rientrano nella valutazione più importante dell’opinione pubblica e nelle scelte di chi governa». Ma ci sono anche i disabili, «che non riescono a vivere come gli altri», o «gli stranieri». Dal vescovo è giunto allora l’invito a «guardarci dalla superficialità che ci evita di inquietarci» di fronte alla discriminazione e all’ingiustizia. Va superata questa «società sempre più divisa», nella quale siamo presi da «tante forme di separazione», e il modello da seguire è quello suggerito dal maestro, che allungando la mano e toccando il lebbroso – rischiando il contagio – dice che l’altro gli sta a cuore. È questo gesto, che supera la distanza e la separazione, il distacco e l’apatia, ciò di cui abbiamo bisogno oggi.

Gratitudine, rinnovamento e testimonianza – Colombia

Quest’anno la nostra amata delegazione celebra i 50 anni di presenza del Carisma della Misericordia qui in Colombia. È motivo di immensa gioia, perché noi oggi siamo protagoniste di questa storia che ha lasciato tracce d’amore per i più semplici, i più poveri e i più umili di questa terra colombiana.

Infatti, il 24 ottobre 1968, festa di Cristo Re, Suor Querubina Rafaelli e Suor Lidia Dos Santos, animate dallo spirito di servizio e dall’amore per i nostri fratelli ammalati, lasciarono generosamente tutto: i propri cari, l’apostolato, la comunità e la nazione, per andare verso l’incertezza, verso l’ignoto, lo fecero con una profonda pace interiore; è così che le suore arrivano dall’Argentina per la prima volta nella nostra terra colombiana. Raggiungere questo anniversario significativo è una grazia che Dio concede alla nostra delegazione, e in particolare a ciascuno di noi, per cui vogliamo aprirci a un nuovo apprezzamento della nostra storia e una fruttuosa celebrazione di questo evento che rinnova la nostra vita spirituale.

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Questo anniversario diventi per la nostra amata delegazione un momento forte di conversione, di ringraziamento e di proiezione verso il futuro, per continuare ad essere quei profeti di misericordia nel mondo della sofferenza dei fratelli che incontriamo ogni giorno nelle nostre realtà apostoliche.

50 AÑOS DE LA DELEGACIÓN COLOMBIANA

Este año nuestra querida delegación está cumpliendo 50 años de presencia del carisma de la Misericordia aquí en Colombia.  Es motivo de inmensa alegría, para nosotras hoy ser protagonistas de esta historia que ha dejado huellas del amor que se dona a los más sencillos, a los más pobres y humildes en esta tierra colombiana.

En efecto el día 24 de octubre 1968 fiesta de Cristo Rey las hermanas Sor Querubina Rafaelli y Sor Lidia Dos Santos, animadas por el espíritu de servicio y de amor a nuestros hermanos enfermos, generosamente dejaban todo: los seres queridos, el apostolado, la comunidad y la nación, para dirigirse hacia lo incierto, hacia lo desconocido lo hacían con una profunda paz interior; así es como llegan desde Argentina por primera vez las hermanas a nuestra tierra colombiana. Llegar a este significativo aniversario es una gracia que Dios concede a nuestra delegación, y en particular a cada una de nosotras y debemos saber aprovechar este regalo.

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Queremos abrirnos a una nueva valoración de nuestra historia y en una fructuosa celebración de este acontecimiento que renueva nuestra vida espiritual.

Espero que este aniversario se convierta para nuestra amada delegación en un tiempo fuerte de conversión, de acción de gracias y de proyección a futuro, para seguir siendo esos profetas de la misericordia en el mundo del sufrimiento que cada día encontramos en nuestras realidades apostólicas.

Obiettivi

  1. Ringraziare Dio, con cuore aperto e pieno di gratitudine, per il Suo disegno salvifico nella nostra amata delegazione e per discernere la Sua volontà su di noi nel presente e nel futuro.
  2. Aumentare la comunione tra noi, il senso di appartenenza alle case e alla nostra delegazione e l’impegno per il carisma nella nostra delegazione.
  3. Ritornare alle fonti della nostra spiritualità, agli insegnamenti dei nostri amati fondatori, alle usanze e alle tradizioni del nostro amato istituto, così che ogni giorno possiamo essere autentiche e vere Figlie di San Camillo, come volevano i nostri amati fondatori.
  4. Affinché il carisma che lo Spirito Santo ha affidato al nostro Istituto possa durare e diffondersi in tutta la nostra delegazione per il bene degli ammalati, ci impegniamo in una nuova testimonianza vocazionale (Cost 103), attraverso una vita autentica e rinnovata e una sincera fraternità tra di noi.

Objetivos

Dar gracias a Dios, con un corazón abierto y lleno de gratitud, por el designio salvífico en nuestra querida delegación y discernir su voluntad sobre nosotras en el presente y en el futuro.

Acrecentar la comunión entre nosotras, el sentido de pertenencia hacia las casas y hacia nuestra delegación y el compromiso con el carisma en nuestra delegación.

Regresar a las fuentes de nuestra espiritualidad, a las enseñanzas de nuestros amados fundadores, a los usos y tradiciones de nuestro querido instituto, para que cada día podamos ser, auténticas y verdaderas Hijas de San Camilo cómo lo deseaban nuestros amados fundadores.

A fin de que el carisma que el Espíritu Santo ha confiado a nuestro Instituto perdure y se difunda en nuestra delegación para el bien de los enfermos, nos comprometemos en una nueva testimoninaza vocacional (Cost. 103), atravez de una vida auténtica y renovada y de una sincera fraternidad entre nosotras.

Visita il Sito della Colombia

Programma

  • Il 2 febbraio, appuntamento importante per il nostro amato Istituto, inizierà l’anno giubilare nella nostra delegazione con una solenne Eucaristia, nella parrocchia santo Tommaso d’Aquino. Lo stesso sarà fatto in tutte le case della nostra delegazione, secondo la disposizione di ogni comunità. L’anno giubilare si concluderà nel mese di ottobre, data in cui ricordiamo i 50 anni dell’arrivo delle nostre sorelle nella nostra terra colombiana, con una solenne Eucaristia nella casa di San Camilo, Medellín Antioquia.
  • Riscattare e valorizzare la storia e le virtù delle sorelle che hanno trascorso in Colombia, per metterle in pratica.
  • Realizzare un incontro formativo a Medellin, a cui tutte parteciperanno, per rafforzare la crescita personale e comunitaria, una decisa conversione pastorale ed un profondo senso di appartenenza al nostro Istituto e delegazione, caratterizzato della fraternità e dalla gioia della condivisione dello stesso carisma.
  • Realizzare una giornata di riflessione e preghiera in preparazione di questa grande festa, organizzata dalle sorelle secondo le disposizioni di ogni comunità.
  • Andare nelle parrocchie, partecipando alle messe domenicali, per presentarci e diffondere informazioni sulla nostra presenza in Colombia.
  • Nel corso di questo anno di grazia organizzare diverse celebrazioni eucaristiche in alcune importanti chiese per la nostra delegazione, ad esempio: nelle parrocchie dove le prime sorelle hanno lavorando a Bello, nella parrocchia dove le suore arrivarono.
  • Per crescere in fraternità, come una delegazione, favorire la presenza di alcune suore, nelle celebrazioni di ringraziamento di ogni comunità.
  • Aggiornare il sito web e diffonderlo di più, allo stesso modo, utilizzare altri mezzi di comunicazione per promuovere la conoscenza dei nostri fondatori, del nostro Istituto, della storia della nostra delegazione.

Programa

El día 2 de febrero fecha importante para nuestro querido instituto, se dará inicio al año jubilar en nuestra delegación con una solemne Eucaristía, en la parroquia Santo Tomas de Aquino lo mismo se hará en todas las casas de nuestra delegación, según disposición de cada comunidad y se concluirá en el mes de octubre, fecha en que recordamos los 50 años de ingreso de nuestras hermanas a nuestra tierra Colombiana, con una solemne Eucaristía en el Hogar de San Camilo, Medellín Antioquia.

Rescatar y valorar la historia y las virtudes de las hermanas que han pasado en Colombia, para ponerlas en práctica.

Realizar un encuentro formativo en Medellín, donde todas participen, para fortalecer el crecimiento personal y comunitario, una decidida conversión pastoral y un profundo sentido de pertenencia a nuestro instituto y delegación, esto nos llevará a un crecimiento en la fraternidad y en la alegría de compartir el mismo carisma.

Realizar una jornada de reflexión y oración en preparación para esta gran celebración. Organizado por las hermanas y según las disposiciones de cada comunidad.

Desplazarnos a las parroquias y en las misas dominicales, presentarnos, difundir información sobre nuestra presencia en Colombia.

Durante este año de gracia tener varias celebraciones eucarísticas en algunas Iglesias importantes para nuestra delegación esto es: en las parroquias donde las hermanas se encuentran trabajando, en Bello en la parroquia donde las hermanas llegaron por primera vez.

Para crecer más en la fraternidad, como delegación apoyar con la presencia de algunas hermanas, cuando cada comunidad celebre la Eucaristía de acción de gracias.

Actualizar la página web y difundirla más, así mismo, utilizar otros medios de comunicación para promover información sobre nuestros fundadores, nuestro instituto, la historia de nuestra delegación.

La vita è dono, danzate la gioia!

“Cristo è l’espressione della compassione di Dio per l’umanità – ha esordito Mons. Nicodeme Barrigah Benissah, Vescovo di Atakpamé (Togo) – Gesù viene verso ciascuno di noi per guarisci dalle varie forme di malattia che abbiamo. Gesù è il volto misericordioso del Padre, è la Sua compassione che si manifesta a chi è nella sofferenza.”

Queste parole ci arrivavano al cuore con una unzione e una dolcezza speciale in questo gioiosa celebrazione dei 25 anni di vita consacrata delle nostre care sorelle Suor Victoire Barrigah Sr Delphine Ramde e Sr Sabine Zigani. Per loro Sua Eccellenza ha avuto una attenzione piena di fraternità e di affetto. “Questa celebrazione è caratterizzata soprattutto da questo: gratitudine, servizio e amore – ha evidenziato – gratitudine al Signore, che ci ha dato la forza di camminare con Lui, perché siamo felici della nostra vocazione, di vivere avvolte dal suo amore. Servire come Maria, ogni giorno con molto umiltà. Avere un cuore di serve, essere le serve del Signore. Chi serve è sempre felice, dietro i passi del Signore, dietro i di Maria.” E infine, amore: “amare il Signore che ci ha scelto. Chi segue il Signore ha trovato la sua vita e ama lì dove si trova, vivere in maniera eccezionale perché viviamo donandoci con amore l’ì dove ci troviamo.” Concludendo la sua sentita omelia, Mons. Nicodeme, che è il cugino di Suor Victoire, ha sintetizzato: “un cammino di 25 anni con una profonda gratitudine per il Signore, umiltà nel servizio quotidiano e amore per le sorelle.”

Amore e cuore per le sorelle hanno dato i primi passi nell’espressione dello spirito che si è liberata durante la processione offertoriale con gesti e ritmi Bissa coinvolgendo l’assemblea nell’ammirazione e nell’esultanza. Si congratulavano i numerosi sacerdoti concelebranti di questa nuova apertura. Grottaferrata in festa! Veramente una bella celebrazione!!! Ringraziamo la nostra carissima Madre per questo amore e per questo cuore per le sorelle e giubiliamo nella pace insieme…

La vita è dono, ha detto Sua Eccelenza, e donandoci viviamo nella gioia e nell’amore!!!

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L’esultanza giubilare ha continuato nel pomeriggio con un momento di preghiera mariana, preparato con cura anche nei simboli che erano la sintesi di tutta questa giornata di lode!

Annunciatelo sui tetti (Lc 12, 3)

Col fiatone sulle scale ed il cuore pieno di doni, i giovani spendono il loro tempo (in tempo di esami!) mettendo da parte i desideri dei sensi, per effondere un sorriso mentre si prendono cura dei fratelli più emarginati fra le soffitte di Roma, per portare il dono della loro amicizia gratuita e della loro compagnia piena di valori.

I giovani sono quella terrazza dove si sta benissimo al sole anche nel cuore dell’inverno, i colori della festa sul grigiore dei tetti, la libertà del cielo aperto per vivere gesti di misericordia senza pari…Ognuno ha una singolarità da dare, e tutti sono splendidi!!!

Il senso di libertà della misericordia – Salta (Argentina)

Essere misericordiosi non è un insieme di parole ineffabili, ma è dolcezza concentrata sul dolore dell’altro e precisa nel donarsi. Attenta, come i preparativi per la prossima missioni in Villa Santa Victoria Este in Argentina. E’ semplicità del cuore che si apre e si lascia invadere dallo sguardo dei poveri per accarezzargli con concretezza squisita. Posizioni coerenti abbracciate dalle Figlie di San Camillo e dai giovani infiammati dal loro spirito che raccontano la misericordia con le mani, con la tenerezza, con la responsabilità…

Vivere dentro un dono stupendo da offrire!!!

Prendersi cura delle persone anziane è il cuore della missione in Colombia delle Figlie di San Camillo fin dagli albori! Perché l’amore si fa dedizione nel conoscere e considerare i loro bisogni emozionali, nel custodire la loro intimità, la loro identità personale, nel impegnarsi perché conservino le loro competenze e abilità, nel mantenerli psicologicamente vivaci attraverso un rapporto quotidiano fresco e stimolante. Con-vivere con le loro aspettative e riuscite esprimendo dentro questo stare con loro il massimo dell’amore!!! Offrendo loro una qualità di vita che corrisponda al più alto grado di benessere possibile, che è quello del sentirsi accolti, protetti, considerati, desiderati; è quello di liberare la gioia di sentirsi amati e custoditi con cura… Questo è il miracolo che tutti giorni compiono le nostre stupende sorelle colombiane, con infinite sfumature di servizio e di delicatezza… Per questo questi 50 anni di misericordia possono essere portati all’altare con tutto l’amore del cuore, perché la vita di tutti i giorni è un dono splendido da offrire!!!

Clicca qui per vedere una storia commovente

Consacrati che si prendono cura degli altri a piedi nudi…

“L’alba perenne della Chiesa”: così Papa Francesco ha definito i consacrati e le consacrate celebrando la festa della presentazione al Tempio. Centinaia di lumini accesi hanno rischiarato la penombra della basilica vaticana, simboleggiando proprio quell’ “alba” di una nuova vita inaugurata da Cristo con la sua risurrezione. Prima dei riti introduttivi, il Pontefice ha benedetto le candele nell’atrio della basilica e, dopo aver ricevuto dal diacono un lumino acceso, ha dato inizio alla processione verso l’altare della Confessione, insieme con i rappresentanti di tutte le forme di vita consacrata che hanno espresso la molteplicità e l’universalità della chiamata. Hanno animato la liturgia i canti della cappella Sistina e del coro guida Mater Ecclesiae. Insieme con il Papa hanno concelebrato undici cardinali e ventidue presuli, tra i quali l’arcivescovo José Rodríguez Carballo, segretario del dicastero per i consacrati, con alcuni officiali e membri. Al termine della messe, il cardinale prefetto João Braz de Aviz, nel salutare il Pontefice a nome di tutti i presenti, gli ha detto di essere particolarmente grato perché “con decisione lei ci incoraggia a lasciare gli otri invecchiati della vita consacrata per assumere quelli nuovi più adatti al cambiamento di epoca che viviamo ora”. Per questo, ha aggiunto, “bisogna che tutti imparino sempre a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro” (EG 169).

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Il porporato ha poi annunciato che sta per essere pubblicato un volume che raccoglie tutte le parole di Papa Francesco riferite alla vita consacrata pronunciate in questi anni fino alla fine del 2017. “Così – ha detto – potremo averle sotto mano e più facilmente farle scendere nel nostro cuore”.

Dalla testa ai piedi tutta di Dio – Brasile

Entrare nel mistero della misericordia e diventarne strumenti verso i fratelli infermi con cuore di madre. Sr Adriana pronuncia il suo sì a questa sfida dell’amore e si consacra a Dio nella famiglia delle Figlie di San Camillo proprio il giorno in cui festeggiamo la nascita del nostro amato Istituto. Suor Anna Paula rinnova il suo sì perché essere possedute dall’amore misericordioso di Gesù è vivere una pienezza che riempie l’essere di serenità, di gioia e di dolcezza interiore!

Tutte le sorelle accogliamo nella gioia questa scelta coraggiosa, folle e intelligente dell’amore…

Nuovo ortopantomografo PLANMECA 3D all’Ospedale San Camillo di Treviso

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La rivoluzione digitale.

In un’epoca storica in cui tutto viene ri-letto e ri-disegnato in chiave digitale, in cui tutta la comunicazione avviene in tempo reale on line , del tutto positiva è la valenza “digitale” nel campo medico e della ricerca diagnostica.

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Radiologia Odontoiatrica Digitale.

A questo proposito entriamo subito a piè pari nel campo odontoiatrico e nello specifico nello scenario della radiologia odontoiatrica, per annunciare un nuovo strumento di diagnosi, il “Cone Beam”. Per comprendere meglio il quadro clinico di un paziente, il medico dentista effettua delle radiografie che gli saranno utili nella formulazione di una diagnosi e di un piano terapeutico adeguato.
Il Cone Beam è una nuova apparecchiatura in campo odontoiatrico per scansioni in 3D ad alta risoluzione con bassa esposizione alle radiazioni. Le immagini permettono a medici e a dentisti di visualizzare rapidamente denti ed ossa facciali facilitando la diagnosi e migliorando così anche i risultati del trattamento.

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25 anni servendo i fratelli infermi con il cuore nelle mani

Un giubileo pieno di spessore e di contenuti non scritti ma vissuti nella quotidianità di un amore che si fa accoglienza, professionalità, dedizione e premure con squisite sfumature di delicatezza nella presa in carico di chi si trova in una fase di debolezza e di bisogno. Un anniversario, quello del Mother Vannini Hospital, che ci proietta nel futuro per essere all’avanguardia nel servizio e nella carità fra i fratelli di Tadepalligudem (India).

L’amore alla piccolezza – Cebù (Filippine)

Quella del Santo Niño” è una delle tradizioni più importanti e sentite dai fedeli filippini, “i filippini hanno un profondo affetto per il Bambin Gesù” che associano ai propri bambini. “Molti nostri  bambini – ha detto nell’omelia l’arcivescovo Jose Palma – forse non ricevono da noi l’amore e la compassione a cui hanno diritto. Amiamoli, prendiamoci cura di loro e portiamoli così come amiamo, adoriamo, portiamo e veneriamo il Santo  Niño”.

Le sorelle della comunità di Cebù da sempre si inseriscono in questa tradizione locale e ci partecipano queste foto dentro le quali ognuna di noi entra nel mistero della piccolezza di Gesù e si lascia trasformare in strumenti pieni di semplicità, dolcezza e amore per servire i malati con la soavità del Cuore misericordioso di Gesù.

Il giubilo e la festa

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Siamo (sr Victoire Barrigah, sr Sabine Zigani, sr Delfine Ramdé) liete di invitarvi alla solenne celebrazione eucaristica del nostro 25° anniversario di vita religiosa camilliana presso la casa generalizia delle Figlie di San Camillo a Grottaferratta. La celebrazione sarà presieduta da suo Eccellenza Mons. Nicodème Barrigah-Bénissan, vescovo di Atakpame (Togo), il 11 febbraio 2018 alle ore 10. Il dono della vostra presenza e della vostra fraterna preghiera renderà piena la nostra gioia.

Tutti siete aspettati!!!

Impressioni, sensibilità, risonanze – San Paolo (Brasile)

Decisione e messa a fuoco della propria scelta fondamentale sono portate a maturazione progressiva attraverso una vita interiore, che rende concreta la coerenza tra la vita e le scelte unificanti della propria esistenza. Per questo, l’interiorità esige occhi profondi e capacità d’ascolto e di meditazione, per scorgere il significato della realtà oltre le apparenze e capacità di silenzio per penetrare in noi stessi, attraversare impressioni, sensibilità, risonanze e giungere al mistero di Dio e di noi stessi. In questi giorni un gruppo di giovani  si sono radunate a San Paolo per mettersi in ascolto delle testimonianze e delle parole di giovani camilliane che parlavano loro sulla vocazione e sulla gioia e la passione con la quale vivono la loro vita consacrata.

Durante os dias 20, e 21 de janeiro aconteceu na Casa Provincial em São Paulo um encontro com jovens vocacionadas. Durante o encontro as participantes participaram de várias palestras ministradas pelas Irmãs Filhas de São Camilo sobre vocação e vida religiosa.

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Piccolezza è misericordia

Avvicinarsi a Gesù appassionato con una confidenza che si abbandona senza riserve pur nella consapevolezza della propria miseria, lasciando al Suo amore le nostre piaghe… E questo entrare nel suo mistero di misericordia ci trasforma in strumenti del Suo amore misericordioso… in carezze di misericordia che baciano il Suo volto sofferente in ogni fratello bisognoso…

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Questo non è un concetto da capire,  è una esperienza da fare… Se ogni giorno ci è chiesta la capacità di leggere il vangelo con la vita e la vita con il vangelo, è necessario entrare in questo abisso di misericordia, che risana, che trasforma, che libera il nostro cuore… e ci rende strumenti del Suo amore… Perché la piccolezza evangelica è passione per la vita, libertà e inquietudine interiore che si fa continua ricerca e itineranza. Ecco chi è il piccolo secondo il vangelo, chi si è svuotato di sé stesso. È la follia del vangelo!

 

Un faro luminoso

Essere tutta di Gesù da 50 anni , un giubileo d’oro e di servizio ai malati con la tenerezza di una madre. Ringraziamo di cuore e preghiamo, Gesù che la confermi fino alla fine nella gioia di appartenergli. Nella cappella della Casa di Cura San Camillo di Cremona, ha celebrato la Santa Messa il Parroco della Parrocchia S. Ambrogio, Don Carlo. Concelebrati Don Anthon, il cappellano della Casa e Padre Marco dei Francescani. Il pensiero dominante dell’omelia di Don Carlo, oltre a mettere in risalto la festa del giorno, è questo: “una caratteristica di questa sorella è l’umiltà, lavora molto e parla poco”. La cappella era gremita di personale sanitario col quale Suor Ruth, ha lavorato, malati e conoscenti. La Superiora Sr Anna e le sorelle della sua cara comunità ringraziano Suor Ruth per questa limpida testimonianza che trasmette entusiasmo ed estende il Regno di Dio ovunque.

Fratelli nel servire – I pompieri dalle Figlie di San Camillo – Lima (Perù)

Dare la vita per prendersi cura dei fratelli è normale fra le Figlie di San Camillo. Questa volta i pompieri sono venuti ad aiutarci ed è stata gioia e incontro, condivisione e fraternità. Sì, servire è trama della nostra vita e dare la vita la nostra gioia.

Un anno di lode per 125 anni di misericordia – India

Tante persone che sono diventate strumenti nelle mani di Dio per la crescita della nostra Congregazione. Il Signore ha usato molte mani e cuori per nutrire la piccola pianta di Madre Giuseppina Vannini e Padre Luigi Tezza e ha sparso le sue figlie suoi  4 continenti. Essere per il Signore come una lode di misericordia e ringraziamento per tutto ciò che ha operato nel nostro amato istituto in questi 125 anni passati. Guardiamo al passato con gratitudine, al presente con gioia e al futuro con speranza.

Ospedale San Camillo Treviso aiuta il Ghana

Pubblichiamo l’articolo relativo alle donazioni per la missione in Ghana, a cui l’Ospedale San Camillo di Treviso ha partecipato.C_Users_Iacopo_Desktop_CORVEN_TREVISO(2018_01_03)_Page8
Siamo onorati di aver partecipato, e ringraziamo il Dr. Enrico Biasutti per averci coinvolto in questa splendida iniziativa.
Cogliamo ulteriormente l’occasione per ricordare a tutta l’utenza e al personale dipendente che è ancora possibile contribuire.

 

Laureate per servire

Le Neolaureate in Scienze Infermieristiche: Sr Marilù, Sr Liette, Sr Marifé e Sr Sonia; ricevono la lampada della carità. Sono preparate professionalmente per donare la loro vita prendendosi cura dei fratelli con amore di madre.

Un anno pieno di gioia

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Natale a Bangalore – India
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Gli auguri della comunità di Cebù

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Natale a Guadalajara – Messico
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Il concerto di Natale

Un anno colmo di grazie

Essere un canto di ringraziamento per tutte le meraviglie che il Signore Gesù ha compiuto nel nostro amato Istituto durante questo straordinario 2017.

Neolaureati che hanno affondato le radici nella realtà della sofferenza dell’altro incontrato personalmente

Cerimonia di Laurea ad altissimo livello all’Auditorium Madre Giuseppina Vannini della Scuola per Infermieri Padre Luigi Tezza di Roma, preceduta dalla discussione delle Tesi di Laurea che hanno rivelato la dedizione quotidiana indispensabile fra i laureandi all’evolvere di attitudini che le rendono oggi infermieri! Tematiche che affondano nella realtà della sofferenza incontrata di cui si sono personalmente preso cura. Dalle “medicazioni avanzate e attive” ai “disturbi di personalità borderline” e “l’emergenza intraospedaliera”, dalla “gestione infermieristica del dolore procedurale” alla “cartella clinica integrata informatizzata, dal “vacuum assisted closure therapy” al “counselling infermieristico ed ipertensione nella realtà del Burkina”.

Passando attraverso le “high quality care” e le “patient centered care”, considerando le “sensitive out come” e  “le multiculturalità delle cure al nursing”. E in tutto la capacità di trasmettere sicurezza e l’accettazione incondizionata dell’altro come persona. Di grande impatto la tesi su “l’infermieristica dei disastri” con una ricerca qualitativa fra i terremotati di Amatrice.

Studi di eccellenza con revisione della letteratura con metodo PICO, teoriche di riferimento, studi di ricerca che si sono serviti di questionari e interviste, studi osservazionali prospettici di casi clinici seguiti personalmente, scale di valutazione e caring infermieristico. Abbiamo ammirato la capacità di trasmettere la passione attiva per l’altro, anche attraverso squisite slide preparate con cura e chiarezza espositiva.

Neolaureati che puntano a rendere il malato parte attiva del percorso assistenziale attraverso un rapporto di presa in carico e di relazione terapeutica. Che svelano l’alta qualità didattica della Scuola Padre Luigi Tezza e dei professori che in essa insegnano con serietà e impegno e che accompagnano gli studenti nella condivisione di una sistema valoriale che si propone in maniera concreta e fattiva.

A tutti i Neolaureati l’augurio di non smettere di concepire nuovi sogni e nuove prospettive.

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Sempre accanto ai più deboli – Tadepalligudem

La Giornata mondiale contro l’AIDS è stata celebrata nell’ASHA NAGAR (Centro per la riabilitazione dell’HIV-AIDS) a Tadepalligudem, animata dagli studenti GNM del 3 ° anno della scuola per infermieri Madre Vannini. Circa 20 studenti, 5 suore e insegnanti hanno partecipato a questo programma. Hanno reso la giornata colorata con i loro passi di danza, canzoni e scenette.

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World AIDS day celebrated in ASHA NAGAR  (HIV-AIDS Rehabilitation center)  in Tadepalligudem, animated by 3rd year GNM students from Mother Vannini school of nursing. Around  20 students 5 sisters and teachers participated in this program. They made the day colorful with their rhythmic steps,songs and skit.

Natale e vocazione camilliana – Arequipa (Perù)

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Natale è comunione

Come le famiglie si riuniscono per Natale, anche a Grotta si riuniscono le sorelle di varie comunità, per vivere la gioia dell’incontro e della comunione, dello stare insieme fra gesti di affetto e delicate attenzioni… fra canti tradizionali e dolci… nella gioia e nella serenità del volerci così bene!

Il messaggio profondo del Natale  dentro la tenerezza della narrazione dei particolari della Notte Santa si rivela nella Liturgia del giorno– ha detto P. Modesto, nella sua omelia durante la Messa di Natale con le sorelle della comunità di Grottaferrata – la pienezza del tempo in cui Dio opera in noi e opera così: il Figlio diletto di Dio nasce per noi, si fa uomo, e resta dolcissimamente umile, povero, tutto del Padre , tutto amore che si dona… Natale è conoscere questo mistero e rinascere… Allora gustiamo il dono di entrare ogni volta sempre di più nella grazia di conoscere… conoscere Gesù per diventare testimoni di questa Luce!

Oggi è nato per noi Colui che è l’Amore…

Lasciamoci trasformare dalla Sua umiltà e piccolezza in strumenti del Suo amore appassionato e compassionevole… Buon Natale a tutte le sorelle!!!

La Comunità di Grottaferrata

Natale con coloro che servono i malati insieme a noi – Cremona

“La vita nuova che è germogliata in Maria, la mette in moto, la rende missionaria, la rende generosa e servizievole. Il Natale del Signore che ormai è vicino ci renda tutti missionari, generosi e servizievoli!” ha detto Don Anton Jicmon durante la sua omelia nella Celebrazione Eucaristica in occasione dell’avvicinarsi delle feste natalizie. “Alla fine di questa celebrazione, prima della benedizione desidero farvi gli auguri.
A tutti voi, dunque, che lavorate in questa clinica, ognuno
secondo la propria preparazione e specializzazione
alla Superiora di questa casa, suor Anna, e alle nostre suore,
ai malati e al personale che trascorrerà queste feste qui, in
clinica, grato per il servizio che svolgete in questa casa,
accudendo malati e anziani, di cuore Vi auguro un
Santo Natale e un Felice Anno Nuovo!
Buone feste a tutti!

Natale portando la gioia ai bambini poveri – Arequipa (Perù) 

Perchè la misericordia è anche uscire dalle nostre case e dalle nostre cose e andare incontro ai bambini più poveri per portare l’allegria del Natale attraverso giochi e animazioni. Suor Beatriz y Suor Nelly se le sono inventate di tutti i colori, coinvolgendo i laici in questa missione di misericordia e gioia in occasione delle feste natalizie… Come è andata? Guardate!

Agradecemos a la Sra. Silvana y todos sus colaboradores por hacernos presentes en Comas, llevando a todos los niños la alegria de la Nvidad. Dios recompense cada uno de sus sacrificios y les conceda muchas gracias y bendiciones. Gracias de todo corazón.

La festa più bella insieme con coloro che servono i malati insieme a noi – Lamego (Portogallo)

Coloro che si prendono cura insieme con noi delle care ospiti della nostra casa a Lamego fanno parte della nostra famiglia, la famiglia della carità misericordiosa verso i fratelli infermi. Ed è naturale che in occasione delle feste natalizie celebriamo insieme nella comunione, fra delicatezze e attenzioni, pensieri e condivisione…

Incontrare le sorelle – Kottayam (India)

La Superiora Sr. Anila Komputhukil , Provinciale dell’India, è andata a trovare le sorelle della comunità di Kottayam and Pampady, per custodire e tessere sempre più profondamente i legami di fraternità. Momenti di incontro, di preghiera e di approfondimento, colloqui e condivisione. Formare comunità unite che collaborano con le altre comunità e crescono insieme nella scuola della carità di San Camillo.

Portare il Natale ai bambini più poveri – Lima (Perù)

Una casa meravigliosa! La casa del Padre, a Lima, dove ha vissuto e dove è morto il nostro amato Padre Fondatore, è la casa della gioia dei poveri!!! sopratutto dei bambini e anche delle persone maggiori che vivono per strada, o in poveri tuguri. Le sorelle si adoperano senza tregua per trovare per loro benefattori che diano qualcosa per mangiare e peparono ogni giorni più di 700 pasti… In preparazione al Natale oltre al pasto offrono una divertita festa con pagliacci, sorprese, canti e giochi di prestigio …e sopratutto, tanta gioia!!!!

Agradecemos a todos nuestros bienhechores por su gran generosidad y colaboración que nos brindan, para llegar a los niños por estas fiestas navideñas, El Señor recompense cada uno de sus sacrificios y les recolme de muchas Bendiciones. Gracias Gabriela Ortiz y Familia, Frida y Esposo, Asociación Niño Jesús de Praga, Elia Mayta y Angelina Cueva

Amare Maria insieme ai Suoi Tesori: i cari malati – Chungakunnu (India)

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Consacrarsi a Dio – Lima (Perù)

Sor Anaiz Flores ha donato tutta la sua vita a Dio per amarlo e servirlo nei fratelli che soffrono con cuore di madre nella gioia della misericordia. Le sorelle della comunità di Lima (Perù) l’accolgono con tutto il cuore durante una Solenne Celebrazione Eucaristica nella casa Provinciale del Sol della molina.

Jubilé d’or – Paroisse Saint Camille

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Il Centro di Formazione Professionale Figlie di San Camillo a Ouagadougou

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Il centro di formazione professionale ha quasi 50 anni di esperienza nella formazione umana e professionale delle giovani in taglio e cucito, lavoro a maglia, tintura e tessitura, broderie, parrucchiere e manicure e arti culinarie. Inolte la formazione informatica con moduli per l’utilizzo di WORD, EXCEL, POWER POINT, PUBLISHER e internet.

Un vero centro di eccellenza per la formazione professionale della donna.

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Natale, affetti e misericordia a Salta (Argentina)

Le nostre sorelle, che da recente sono in Salta, si sono subito messe al lavoro insieme alle “cento braccia” di S. Camillo per preparare i malati sul sentiero dell’Avvento. All’Ospedale San Bernardo, la “Settimana di Natale” è un evento che si svolge ogni anno con diverse attività, per rafforzare i legami di solidarietà tra la comunità ospedaliera. Le attività organizzate costituiscono il Programma comunitario della pastorale della salute e saranno svolte dal 15 al 24 dicembre nelle strutture ospedaliere. Il programma, iniziato il 15 dicembre, si concluderà il 24 con la consegna di 500 borse natalizie agli accompagnatori dei pazienti e dipendenti presenti. Insieme stanno facendo la Novena di Natale e l’accompagnamento alla comunità ospedaliera in preghiera, contemplazione e valorizzazione dei legami affettivi.

Tra le proposte c’era un’attività chiamata “The Art of Painting”, durante la quale i pazienti ei loro famigliari venivano invitati a partecipare a uno spazio artistico per esprimere le proprie emozioni attraverso il disegno e la pittura; inoltre veniva offerto la possibilità di accedere al servizio di taglio dei capelli e sono stati molti i degenti che lo hanno richiesto.

Il 18 e 19 dicembre, i volontari hanno proposto “L’arte della pittura a Natale”. Accompagnati dai cadetti del penitenziario di Salta hanno distribuito il materiale e i disegni da colorare per i pazienti interni, inoltre è stato organizzato il taglio di capelli, aiutato dai parrucchieri dell’amata comunità. Alle diverse iniziative hanno aderito membri del ministero della salute e anche del penitenziario.

Pastoral de la Salud en Salta: preparación al Adviento                                                         y Navidad en el Hospital San Bernardo

Nuestras hermanas que desde hace poco estan en Salta, rapidamente pusieron manos a la obra y junto a los 100 brazos “voluntarios” de Camilo se pusieron a preparar y visitar a los enfermos en el camino del Adviento.

La “Semana de la Navidad” en el Hospital San Bernardo, es un evento que se lleva a cabo todos los años con distintas actividades; se propone fortalecer los vínculos y los lazos de solidaridad entre la comunidad hospitalaria. Las actividades son organizadas por el Programa Comunitario a través de la Pastoral de la Salud y se llevarán a cabo desde el 15 al 24 de diciembre en las instalaciones del Hospital.

El programa inició el 15 de diciembre y finaliza el 24 con la entrega de 500 bolsones navideños a los acompañantes de pacientes y empleados presentes. En este periodo se realizan una serie de actividades entre las que se destacan el rezo de la novena y acompañamiento a la comunidad hospitalaria en la oración, contemplación y re-valorización de los vínculos afectivos.

Entre las propuestas se realizó actividad denominada “El Arte de Pintar”, en la que se invitó a familiares y pacientes a participar de un espacio artístico para expresar sus emociones a través del dibujo y la pintura; y se realizaron cortes de cabello a los pacientes internados que lo requirieron.

18 y 19 de diciembre junto a los voluntarios llevaron “El arte de pintar en Navidad”.
Fueron acompañados por los cadetes de la penitenciaría de Salta para distribuir los materiales y las láminas necesarias para colorear a los pacientes internados, también se organizó el corte de cabello, ayudados por los peluqueros de la querida comunidad; se sumaron integrantes de la Pastoral de la Salud y también de la penitenciaría.

La gioia di testimoniare la misericordia – Philippine

Siamo state riempite dalla gioia delle misericordia, conoscere Gesù misericordioso è stata per noi una chiamata irresistibile a seguirlo, ad essere tutte sue!!! Questa gioia trabocca!!! Per questo le sorelle amano incontrare altre giovani e parlare loro di Gesù e della gioia del Suo Amore!!! La misericordia è una missione e un dono prezioso!!!

Sr Dina e Sr Gelanie sono andate in giro anche per le scuole per parlare a tutte le ragazze che incontravano del dono della misericordia che loro avevano ricevuto e che aveva trasformato la loro vita in un canto di ringraziamento nella carità verso i fratelli più poveri e bisognosi…

La nostra missione è la misericordia

Ieri i missionari sono andati a trovare Savino un ragazzo malato di SLA, con una fede da “Paura” sia lui che tutta la sua bellissima famiglia.
Hanno celebrato la Messa … l’altare era una continuazione del suo letto!
I cento braccia di Camillo portando misericordia ovunque!!!

Altri momenti della missione a Manfredonia

Un profondo legame d’amore che niente ha potuto schiacciare

Inebriate di Maria, della semplicità del Suo essere TuttadiDio, le sorelle si sono radunate nel Santuario dei Beati Fondatori a Grottaferrata per giubilare insieme e celebrare nella gioia la consacrazione a Dio per sempre di Sr Karolina Goryl! Il Signore brama e si delizia in chi confida in Lui senza tentennare quando tutto si oscura… e Sr Karolina come

Maria si è abbandonata nelle mani di Dio e ha atteso nella pace, sempre fedele a Lui. Quando la voce di Dio chiama, quando si svela nel fondo dell’anima, è impossibile non fidarsi di Lui “…e in questa fiducia profonda in Lui sta la nostra consacrazione – ha confidato P. Massimo Angelelli – il nostro consacrarci a Lui che sprigiona una gioia genuina e ci trasforma. Come i giovani quando sono innamorati sono trasformati e si vede dal loro volto che sono totalmente persi, così i consacrati siamo totalmente persi in Gesù e naturalmente testimoni del Suo amore.”

Accompagnando l’assemblea al profondo della gioia, P. Massimo ha detto: “Vivo di Lui di questo amore profondo con Lui, e non ci sono più problemi, la mia vita diventa semplice… per questo oggi diciamo a Gesù il nostro grazie per questo profondo legame d’amore!!!”

Amare servendo come Maria

Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi libera dal peccato, Tu ci ricordi che prima di tutto c’è l’amore… per questo ci siamo riuniti con i fratelli camilliani e con le sorelle Ministre degli Infermi per rinnovare insieme i nostri voti religiosi nella Chiesa delle Maddalena a Roma. Era la sera del 7 dicembre del 1591 quando, in questo stesso luogo, Camillo de Lellis e i suoi primi discepoli decisero di donare tutta la loro vita a Dio nel servizio ai fratelli infermi, gesto sublime del più alto amore. Da quel giorno, i Camilliani non hanno smesso di percorrere le vie del mondo ovunque testimoniando l’amore di Dio verso i sofferenti.

Noi, figli e figlie, provenienti da ogni parte del mondo, intendiamo fare memoria di quel giorno e riaffermare il nostro desiderio di imitare Camillo e i suoi primi compagni rinnovando insieme la gioia di servire, sì, questo è il nostro desiderio di spendere tutta la nostra vita come ha fatto lui prendendoci a cuore e fratelli ammalati come suol una amorevole madre assistere il suo unico figlio gravemente infermo perché in ognuno di questi “più piccoli” è presente Cristo stesso.

50 anni di amore fra i poveri del Perù

Gracias Padre por estos 50 años de fidelidad de nuestra Hna. Sor Gabriella por su entrega generosa en nuestra tierra Peruana. Maria Inmaculada la custodie bajo su manto y conceda a su querida familia y amigos abundantes gracias y bendiciones.

Sr Lucila Pando Taipe, siempre donandosi ai più poveriDirTi sì, sempre…

Quando una scintilla di misericordia brilla nel silenzio essa risplende ed illumina tutta la casa. Le sorelle parlano di questa Luce di servizio ai più poveri con gesti concreti e premure di madre, con umiltà e sorriso, con serenità interiore e donazione senza riserve. Uno strumento di amore fra i fratelli, una carezza che genera comunione fra le sorelle. Gioia, semplicità, pace, generosità …vivere d’amore e dirTi sì, sempre!

Grazie Sr Lucila per essere stata per tutte noi un dono segreto d’amore. Il Tuo essere una scintilla di misericordia può infiammare tutto l’Istituto.

Prepararsi sempre meglio per servire – Treviso

Presso l’Ospedale San Camillo Treviso la formazione è un valore aggiunto. In questi giorni, due caposala assieme al nostro Direttore Amministrativo Suor Lancy, hanno conseguito un Master in “Gestione del Coordinamento delle Professioni Sanitarie”, con il massimo dei voti.

Incontrando le sorelle – India

La Superiora Provinciale Sr. Anila Komputhukil in visita Canonica alle comunità dell’Andhra Pradesh.

Rev. Sr. Anila Komputhukil, the Provincial Superior on her Canonical Visit to Andhra Pradesh.

Premiazione dei Tesori – Orissa

Sabithri Singh è una giovanissima ospite della nostra casa ed ha anche doti di pittrice, infatti ha ottenuto il secondo premio nel concorso di pittura condotto a livello nazionale a Bhuvaneswar. Ecco le foto del giorno della premiazione…

Sabithri Singh got the second price in Painting competition conducted in national level at Bhuvaneswar.

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Una gioia che ancora riecheggia nei cuori delle Figlie di San Camillo 

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La gioia della misericordia in Burkina Faso

Grazie Signore per amarci fra i poveri

Approfittando del ponte le sorelle sono partite a missionare nel paesino di “Santa Victoria Este”. Dal loro cuore si sprigiona la preghiera di rendimento di grazie: “Ti ringraziamo Signore perché ci hai permesso di toccarti presente fra i fratelli di questa cara comunità. Benedicili e non lasciare di prenderTi cura di loro con la Tua Provvidenza…”

Te damos gracias Señor por permitirnos tocarte en nuestros hermanos de esta comunidad, bendícelos y no dejes de asistirlos con Tu Providencia.

Dentro l’esperienza

Dio è misericordia e nella trasparenza dell’essere i burkinabè ne fanno l’esperienza viva ed essa è sorgente di quiete interiore, di abbandono calmo che si lascia e di gioia irrefrenabile che si esprime nell’esultanza di lode, nel ritmo che palesa il cuore e nella danza che viene da dentro… DSC_0119Noi dobbiamo sganciarci dal fatuo che ci incanta e soggioga e scavare in profondità per ritrovare l’essenziale e in esso dissetare la nostra vera sete. In Burkina, l’acqua freschissima dell’essenziale scorre limpida fra i cuori. Se tu sei preda dell’inganno in Burkina resti smarrito, ma se tu hai messo follemente la tua dimora nella profondità, lì, ti ritrovi in comunione e ti rendi conto che le tue giunture si rinsaldano e si risana il midollo delle tue ossa… …e i tuoi passi puntati sugli spilli, lì, diventano danza di unità, assemblea di lode! DSC_0116

Questo è il Tesoro prezioso della Chiesa che è viva dentro il popolo burkinabè… e in questa straordinaria realtà il carisma camilliano trova linfa feconda e regala frutti di sapori nuovi fra giovani in cui la gioia di appartenere a Dio Misericordioso diventa dono di sé e curvatura della misericordia… quando a darsi al misero è un cuore burkinabè la misericordia si veste di squisita delicatezza, di gentilezza e di premure materne singolari. Se al Padre Tezza fosse stato permesso di andare in Africa, noi saremmo nate in questi cuori giovani e saremmo state ugualmente le vere Figlie di San Camillo come lo sono oggi le care sorelle burkinabè, testimoni della misericordia nella trasparenza della gioia, nella dimenticanza senza riserve di sé per chinarsi soavemente sull’altro con una grazia che estasia, con una dedizione squisita e incessante, come una mamma suol assistere il suo unico figlio gravemente infermo… Questa è la luce delle Figlie di San Camillo che brilla con splendida bellezza nella Chiesa viva del Burkina Faso e in essa è misericordia con cuore di mamma…

Quando l’amore si fa festa!

Le sorelle della Delegazione del Burkina Faso sono molto unite nella carità e amano di vero cuore la loro Superiora Delegata Sr Margherite Ouedraogo… e per ringraziarla di tutte le attenzione e delicatezze che la loro Superiora ha per loro si sono incontrate a Ouagadougou, nella Sede della Delegazione, per una ardente e gioiosa Celebrazione Eucaristica animata dalle giovani dello Juvenat, per un cordiale pranzo fraterno tutte insieme e un caloroso evento festivo con canti e commedie, lettere di ringraziamento e scenette formative. E in tutto la gratitudine e la gioia diventava ritmo e danza e rendeva la festa una esultanza nella carità. Le sorelle burkinabé, che numerosissime sono sparse nel mondo, si uniscono a questa celebrazione per ringraziare la loro Superiora Delegata, che con generosità, altruismo e senso di appartenenza all’Istituto invia le sorelle in missione in altri paesi dell’Africa e dell’Europa.

Con viva ammirazione tutte le sorelle dell’Istituto esprimiamo il nostro GRAZIE!!! alla Superiora Sr Margherite per la sua squisita carità, per la sua maturità spirituale e umana, per la sua ponderatezza alla guida della Delegazione Burkinabé, per la sua disponibilità, comprensione e pazienza, che creano comunione e lanciano nella progettualità di nuove campi di servizio e di evangelizzazione nella carità e per essere un vincolo di unione con i Superiori maggiori e con tutte noi. E’ per tutto l’Istituto vanto e gioia averla come sorella… Auguri di cuore cara Sr Margherite!!!

I nuovi orizzonti della misericordia

Doulougou è un villaggio accogliente e cordiale, che ha bisogno urgente di una maternità e una pediatria, gli anziani desiderano da tempo la nostra presenza, e ci hanno concesso un terreno di otto-nove ettari!!! Le sorelle hanno visto la necessità e, desiderando prendersi cura di queste mamme e di questi piccoli, si adoperano con ogni energia per rispondere alla chiamata… hanno scavato il pozzo che già funziona e garantisce la disponibilità dell’acqua, la corrente elletrica sta arrivando e si può sempre usufruire dell’energia solare, la terra è buona  e fertile, i pilastri per la recensione già attorniano tutto il terreno ed è iniziata una piccola costruzione!!! Tutto grazie all’intelligente intervento di monsieur Nöel che ha favorito il rapporto con le autorità civili del luogo per ottenere permessi e autorizzazioni. Una sfida, una spinta interiore che muove le sorelle ad andare oltre i confini per servire senza misura con amore di madre!!!

Ora ci abbandoniamo fiduciose al Signore nella fervente preghiera per ottenere la grazia della provvidenza e poter costruire un centro medico che si prenda cura di queste fratelli nel cuore dell’Africa.

Sguardi che scrutavano dentro il vero di me…

Gli incontri con le giovanissime juveniste (liceali), con le giovani che si preparano all’esame di maturità, con le sorelle che fanno l’anno di spiritualità e con le novizie mi ha regalato la gioia di parlare dei nostri amati fondatori e vedere lo stupore riflesso nei loro sguardi, a volte bagnati di lacrime di emozione e poi danzare insieme a loro nella libertà della gioia e della lode cercando di imitare i loro passi e lasciandomi portare dalla loro naturalità e grazia… e che gioia!!! Ma che gioia!!! Per rispetto a loro non parlo delle loro domande, della comunione nel condividere esperienze forti e gioie vere… queste giovani le porto tutte nel cuore e ciò che loro mi hanno donato non mi lascerà mai…

50 anni vivendo la gioia della fede!!!

La Parrocchia era addobbata a festa, il comité d’accoglienza pronto ad indicare i posti ai fedeli che accorrevano numerosi: suore, catechisti, bambini, famiglie, membri dei gruppi pastorali, cresimandi ognuno aveva il suo posto a sedere ed eravamo quasi tremila persone, tutti esultanti per I 50 anni della Parrocchia San Camillo di Ouagagougou!!!  E gli scambi di saluti e auguri accendevano il clima di festa!!! La corale intona il canto di ingresso e la processione introitale avanza a passo cadenzato seguendo il ritmo, e dischiude le porte della liturgia che qui fra i burkinabé è una liturgia viva, una fede fresca e schietta, leale e profonda che fa vibrare!!! L’altissimo rispetto della Parola di Dio espresso con una veste apposita e molto indicata per i lettori e il silenzio inebriato di ascolto…

“Una parrocchia camilliana deve essere una parrocchia attenta ai malati, aperta alla misericordia, aperta ai poveri e ai più bisognosi, compressi i peccatori… – ha detto Mons. Prosper Kontiebo, durante la sua omelia, dopo aver ringraziato tutti gli operatori pastorali di questa grande Parrocchia di cui è stato curato. Giovanni Paolo II – ha rammentato il primo vescovo camilliano – diceva che lo spessore di una Parrocchia si evince dalla sua dedizione ai malati!”

Animata dalla danza la processione dei doni ci ha inserito nella Liturgia eucaristica fra armoniosi canti che rendevano ancora più solenne la celebrazione assembleare. Dopo la comunione è esplosa l’esultanza di lode e la danza nel giubilo. Ho visto i primi cristiani della comunità esultare con i loro bastoni nella gioia e i sacerdoti (più giovani di loro) venirle ad omaggiare specchiando i loro passi di danza mentre la corale accendeva l’euforia e illuminava la celebrazione coi loro visi raggianti. E la festa non voleva mai finire!!!

Il cielo a Ouagadougou

Una mattina che mi ha impregnato l’essere, un aroma che mi è rimasto nel cuore e m’inebria ancora nello Spirito. Sr Sabine mi ha invitato a venire insieme a Lei a portare l’Eucaristia agli anziani che non possono venire per la S. Messa. Entrare in preghiera insieme a questi fratelli, amare e accogliere Gesù con loro e immergermi nella loro profondità, in quelli sguardi densi di interiorità, di saggezza e di pace, in quei volti che parlano di sofferenza e suoi quali trovi una gioia che disarma e si regala, in quella stretta di mano dentro la quale volevo dire tutta quella ammirazione e riconoscenza che il mio misero francese non sapeva dire e allora parlavo con i gesti e soprattutto con la preghiera, lì la mia piccolezza parlava nello Spirito e la comunione dei cuori risplendeva, sì ho trovato il cielo sulle strade di Ouagadougou.

E mi sono anche molto divertita sul motorino con Gesù, salutando tutti con la mano per le strade, in questa meravigliosa domenica mattina, perché meraviglioso è l’uomo che confida nel Signore, il Suo amore si rovescia senza misura sul cuore di chi si abbandona completamente a Lui. Sì, come aveva scritto un anziano nella sua casa: Je ne ses plus seul!

Una strada famosa

La strada che collega Ouagadougou a Nanorò è una strada della quale tutti mi dicevano essere bruttissima: “Non sarà una strada a impedirmi di andare dalle sorelle” mi dicevo fra me e me… Organizziamo il viaggio insieme a Sr Liliana e Sr Gisele che andavano a fare lo stage dell’ultimo tratto prima della laurea in ostetricia, e tutti mi dicevano: “Lei va a Nanorò? Uy!!!” e si mettevano le mani sulla testa mugugnando disapprovazione… Sarà stato che il fuoristrada ammortizzava bene i contraccolpi delle numerosissime buche, sarà stato che l’autista sapeva dove rallentare e dove schivare, sarà che la strada della mia casa di campagna non era migliore di questa, nonostante qualche passaggio vividamente danzato abbiamo potuto godere lungo il viaggio degli incantevoli specchi d’acqua dei numerosi barage che ci regalavano bianchi fiori di lotto, dei magnifici baobab che, spogliati di foglie in questo periodo, ci svelavano la bellezza della nudità dei suoi rami contorti e dei fattati villaggi che riuscivamo a intravedere fra gli alberi non lontani dalla strada. Ed io avrei voluto fermarmi ad ogni passo per fotografare tutto!

Un’oasi nell’arsura

A Burkina non piove da agosto, la terra è divorata dalla sete e nel cuore di tanta arsura sorprende questo centro medico che si snoda da una statua bianchissima di San Camillo che, stagliato sul ciclamino di un bugambì, tutto infiamma con il suo curvarsi nella dolcezza della sua carità.

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il Centro medico di Nanorò

Sr Agostina è qui un approdo sicuro per i fratelli malati e per i chirurgi che operano, vengono anche dall’Italia per interventi più delicati e affidano a Sr Agostina strumentale di ultima generazione che favorisce il confort dei pazienti certi di mettergli nelle migliori mani, custoditi con scrupolosa precisione negli armadi dove Sr Agostina senza risparmiare fatica sistema con meticolosità, ordina e organizza tutto il materiale sterile che arriva alla rinfusa nei container: fili si sutura, garze, teli, camici, guanti sterili, farmaci e disinfettanti. Una pulizia e un ordine che lasciano attoniti e invogliano ad una collaborazione senza ripensamenti.

A volte capita che quando una mamma partorisce il secondogenito, il primo ancora piccolo resta un po’ trascurato. Sr Clementina lo rileva subito e se ne prende cura, insieme ad altri piccoli le cui mamme a volte perché non possono, a volte perché non sanno non danno il sufficiente nutrimento. Sr Clementina prepara per loro una miscela di latte in polvere potenziato e di latte in polvere scremato; prepara anche una mistura di farina di soia, miglio, arachidi, zucchero e vitamine con cui prepara la papa e insegna alle mamme come prepararla e cuocerla, come tenere pulita la cucina e i recipiente, come lavarsi le mani… Insegna alle mamme colpite di HIV fino a quando possono dare il latte al seno e quando incomincia ad esserci pericolo di trasmissione dell’infezione e bisogna subentrare con il latte artificiale e iniziare con la papa… Periodicamente controlla il peso e la misura dei bambini e di tutto conserva precisa registrazione nelle apposite cartelle. Si prendeva cura anche di due gemelli prematuri, purtroppo la piccola è morta e la mamma con il suo dolore rinserrato nel cuore dava il latte a quella creaturina minuscola in cui ancora batteva un cuoricino, un miracolo della vita… …così piccino, così già tutto perfetto, avvolto di dolore e di speranza.

Sr Caterina segue le mamme in gravidanza che qui sono numerosissime, e si meraviglia del miracolo della vita in seno alle donne quando fa le ecografie… a qualunque ora del giorno o della notte la chiamano e lei accorre premurosa e indirizza, quando è necessario, al taglio cesareo, provvede tutto il necessario per la sala parto insieme al suo equipe di ostetriche e segue le mamme nel post-parto con gioia e delicatezza.

In questo Centro Medico San Camillo, ci sono tutti i servizi. Ha un laboratorio attrezzatissimo in grado di fare esami di base e esami speciali, una banca di sangue “ad hoc”, un servizio di radiologia e ecografia, la farmacia e perfino l’oculistica. Nella lavanderia usano un sapone liquido fatto da loro e hanno una macchina che produce candeggina. Con un complesso macchinario producono l’ossigeno che poi viene distribuito nelle camere con un sistema centralizzato. Il presidio ospita inoltre un centro di ricerca… Un Centro Medico che tende all’eccellenza, con personale professionale qualificato e un alto indice di gradimento dei numerosi pazienti ricoverati che ho visto e sentito gioiosi e riconoscenti dopo delicati interventi ortopedici.

La casa delle sorelle

I manghi in fiore schierati avvolgono la casa di verde, di bianche farfalle e di trini. C’è un passerotto piccolissimo con la testina e il dorso rosso ocra, uno levigato di giallo come un “jilguero”, uno nero con una coda elegantissima che in volo scopri che è azzurro, i piccoli colombi che nascondono riflessi turchese sotto le ali e incantano in volo. Al centro della casa, l’aiuola dei fiori, nonostante l’arsura, allieta con il suo giallo, roso e arancione, mentre sulla veranda si arrampica una specie di gelsomino profumatissimo che dà continuamente e contemporaneamente fiori e frutti.

DSC_0013Questo perché il frutto richiede sei mesi per maturare. Con esso le sorelle preparano uno sciroppo squisito! Mi ha fatto riflettere questa silenziosa bellezza: di quanto tempo abbiamo bisogna anche noi per maturare, allora dobbiamo continuamente donare fiori e frutti…! Dietro la lavanderia c’è il recinto per le caprette madri e i loro graziosi e vivaci cinque agnellini e le tettoie bucate dei numerosi polli e pulcini… ma quando si è alzato l’apatán la natura ha stretto i denti e ha affrontato la crudele realtà.

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A Nanoro ti ritrovi dentro la carezza delle sorelle che guarisce con il loro amore e libera la gioia. Sr Caterina si industria a rallegrare le sorelle a tavola con le sue pensate: pasta all’italiana, patate al forno, liquore di latte, bisap, costole arrosto… Sr Clementina si prende cura delle caprette e del pollaio e regala la gioia del suo altruismo, Sr Agostina cura l’altare con impeccabili tovaglie finemente ricamate e pensa a tutto il resto con innumerevoli premure per le sorelle e il giorno del mio anniversario fiori e candeline, torta e regalo! E in tutto vedi queste sorelle collaborare e aiutarsi senza increspature, comunicare nella pace del rispetto e della tenerezza e regalare i propri doni gratuitamente e nella cordialità. Lo sa anche Rex, che stilizzato e coccolone è guardiano e beato in questa oasi di pace.

La casa madre del Burkina Faso

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Quando le prime quattro Figlie di San Camillo sono arrivate in Burkina Faso, 50 anni fa, sono state accolte dai padri camilliani che prepararono per loro una casa. Così le sorelle iniziarono a lavorare insieme ai padri in un centro medico che oggi è un rinomato ospedale ad alta specializzazione, con sale operatorie e tutti i servizi necessari, dal laboratorio con ematologia e microbiologia frequentato da moltissimi specializzandi e stagisti, alla radiologia dotata anche di Tomografia assiale computerizzata, dalla farmacia al blocco per i prematuri, che dormono nelle incubatrici assistiti da personale qualificato, che riesce a salvare la vita a queste creaturine innocenti con la delicatezza e la professionalità delle cure.

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Immagine della Madonna intagliata sul legno da un fratello musulmano…

Sr Rosine segue le mamme in gravidanza, mentre Sr Justine segue il parto e il post parto. Le ostetriche sono bravissime e tutti i bambini che nascono al San Camillo sono incantevoli… Nella neonatologia si fanno corsi di formazione per le mamme che accorrono numerosissime, c’è poi l’equipe per le vaccinazioni. Sr Marie Jean segue la pediatria che accogli i bambini malati fino a 14 anni. Sr Maddalena segue il nuovo reparto chirurgico e l’imminente apertura di 5 nuove sale operatorie una delle quali dedicata all’oculistica. Sr Clementina si occupa dei bambini denutriti, s’interessa di trovare il latte quando lo Stato lo dà e va anche al mercato. La sua equipe prende il peso e misura il bambino osservando le sue condizioni fisiche, se rileva che il bambino e sottopeso o denutrito la mamma e accompagnata da una dottoressa che con tutta delicatezza nell’intimità della privacy cerca di capire perché il bambino non mangia, se perché la mamma non conosce i prodotti da dare a un piccolo bebè, se non sa come fare, se non ha la possibilità di comprare il necessario per il suo bebè. Lì si ascolta, si comprende, si insegna, si consiglia… poi la mamma è invitata a preparare la papa per il piccolo con una farina preparata da un’altra equipe appositamente per i bambini denutriti.

I chicchi di miglio vengono lavati e asciugati al sole, gli arachidi vengono tostati con cura e miscelati con il miglio (e il profumo e appetitoso…), si confezionano dei sacchetti che vengono dati alle mamme che possono preparare la papa anche in una cucina apposita per loro.

Nell’ospedale c’è anche un ottimo servizio di oculistica dotato di laboratorio e un eccellente servizio odontoiatrico con proprio laboratorio per le protesi. Insieme alle sorelle e ai padri, opera una gran numero di personale qualificato: medici, radiologi, tecnici di laboratorio, ostetriche e infermiere, tutti ad alto livello di preparazione professionale ma soprattutto animati di quelle virtù umane e relazionali che rendono l’ospedale San Camillo un centro di eccellenza per la cura dei malati con un altissimo indice di gradimento da parte della popolazione che lo predilige fra altri centri della capitale.

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Le sorelle vivono continuamente l’accoglienza e le sfumature della delicatezza verso l’altro, sono un continuo dono di sé con la gioia nel cuore e la profondità spirituale che emana dalla preghiera e spandono il profumo di San Camillo fra i malati servendo con cuore di mamma. La mia visita alla comunità che serve i fratelli all’ospedale San Camillo di Ouagadougou è stata un’immersione nel dono di sé senza soste, nella grazia e soavità di chi vive alla presenza di Dio ed è serena di donarsi continuamente a Lui nella persona dei fratelli…

Giubileo d’oro

I padri camilliani celebrano i 50 anni di presenza come cappellani all’ospedale universitario Yalagdo Ouedraogo. Quando i primi missionari camilliani: P. Lino del Zingaro, P. Gaetano De Santis e P. FernanDSC_0282do Urbano, sono arrivati a Ouagadougou, chiamati dal Cardinale Paul Zoungrana, dopo sei mesi di stage nella lingua locale, il moré, si sono presi cura della Paroisse Saint Camille e della Cappellania dell’Ospedale Yalagdo attraverso il servizio spirituale (celebrazione dei sacramenti, confessione, battesimi e unzione degli infermi) e attraverso il servizio sociale con la fondazione di un bollettino camilliano “Le dimanche” molto apprezzato dai malati e dal personale anche non cattolico dell’ospedale e di altri centri medici di Ouagadougou. La costruzione della cappella dell’ospedale benedetta dal Cardinale Paul Zoungrana che vi celebra la prima Messa. La fondazione della farmacia della fraternità che ritrova e prepara confezioni di farmaci a prezzi accessibili per i fratelli più bisognosi evitando il commerciale gonfiare dei prezzi delle farmacie del luogo. L’apertura del postulantato e dello studentato dei padri camilliani per unire alla formazione l’esercizio della carità misericordiosa verso i malati. Da questa realtà sono partiti poi le missioni camilliane “che il mio piede sia pronto a correre dove hanno bisogno di me e che il mio cuore sia aperto ai sofferenti”.

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Ho visto gli angeli – Koupela

Ho visto gli angeli prendersi cura dei fratelli sofferenti. Ho visto il ministero angelico delle sorelle. Sì, il Signore è l’autore della bellezza e la bellezza è l’amore. Per questo il Signore è il più bello fra i figli dell’uomo offrendosi sulla croce per amore di noi peccatori. Per questo noi contempliamo Dio nei fratelli sofferenti e servendogli con cuore di mamma le sorelle servono Dio come gli angeli. Sono angeli di misericordia su questa terra.

Ho visto gli angeli tornare dal dispensario quando era già notte col passo cadenzato e le loro piccole lucette che facevano risplendere il loro candore sopranaturale in un buio senza sconti. Ho visto gli angeli sfiniti in un sussurro di preghiera dolcissima e si respirava Dio… Molto prima dell’alba aprono la cappella sotto un verde albero grande con l’altare immacolato fra tovaglie stiratissime e finemente ricamate e cantano insieme alle api la dolcezza di Dio. Sono entrata nella casa della preghiera, in Italia ci sono tante cose ma per incontrare Dio devi morire, ti devi lasciare spezzare, maltrattare e disprezzare allora nella preghiera personale incontri Dio, a Koupela le sorelle sono autentiche e genuine, non c’è niente che impedisce a Dio di regalarsi e Lui ha la gioia di darsi, di stare con il suo popolo che canta e danza il suo abbandono sereno in Lui con la confidenza dei piccoli. A Koupela, Dio si tocca con mano!

Barca a Wende – Kanougou

A15 Kilometri da Koupela su una strada alberata da manghi, eucalipti, e karité si arriva a Kanougou. Sr Bartolomea mi ha portato con la sua Jeep a trovare i suoi piccoli e grandi amici. Sulla strada tutti ci salutavano, i bambini correvano incontro a noi e al dispensario ci attendevano i malati. Mentre Sr Bartolomea si prendeva cura dei fratelli, il Signor Roger dava loro le medicine prescritte e spiegava con dolcezza e pazienza come dovevano prendere la terapia. Una signora è venuta a chiederci si potevamo andare da un’anziana che stava male, così siamo andate nella sua casa, poco distante. Dopo la visita Sr Bartolomea diede la terapia allora la signora alzando lo sguardo si accorse della mia presenza e nel suo volto ho visto il cielo che mi accoglieva, ciò che ho provato è indescrivibile, me la sarei portata con me, ho trovato un Tesoro in mezzo alla sabana…

Siamo andate a trovare anche un’altra signora anziana a cui Sr Bartolomea aveva salvato la vita. Riconoscente per la nostra visita disse anche a me: “Barca” ed io segnalando il cielo “Barca a Wende” allora anche lei piena di gioia segnalando il cielo “Barca a Wende”. Nella cappella del villaggio, tutta affrescata, c’è Gesù presente nell’Eucaristia, abbiamo salutato la catechista con la sua bellissima figliolina e passando per la scuola chiesi a Sr Bartolomea se potevo salutare i bambini, non avevo niente, neanche una caramella, ma ho cominciato a fare loro una carezza sul volto e tutti mi porgevano le loro testoline e quelli più lontani correvano per prendere una carezza… La natura è uno spettacolo mozzafiato e ciò che sperimenti ti riempie l’essere assetato di genuina nobiltà…

Je tressaille de joie dans le Seigneur – Koupela

Per ringraziare il Signore per i 25 anni di presenza delle Figlie di San Camillo a Koupela siamo andate a piedi al Santuario di Binna Tenga cantando e recitando il rosario… con le litanie cantate in morè (la lingua locale). Camminando le donne cantavano: “Maria preparaci un posto che stiamo arrivando, un posto di pace e di gioia, un posto bello”. E così è stato! Arrivando ci attendeva uno stuolo di bambini e tutto era gioia e pace, e tutto era bello. Nella cappellina della Madonna il silenzio e il raccoglimento, e la preghiera accorata di tante donne con i loro bambini, continuamente arrivano le donne a prostrarsi ai piedi di Maria e ad abbandonarsi alla preghiera, e tutto fuori della capellina le donne sostano in preghiera…

Alle ore 10 la conferenza sul tema: “Come annunciare il Vangelo attraverso il servizio agli ammalati”. “La sofferenza provoca l’uomo a interpellare Dio: Come può Dio infliggere la sofferenza alle creature che Lui ha creato? Se Dio ha vinto il male, perché la sofferenza? C’è una contradizione” ha esordito l’abbè Jean Battiste, responsabile della pastorale giovanile diocesana. “Ma anche Gesù è arrivato a dire: Mio Dio, mio Dio, perchè mi hai abbandonato”. “Dobbiamo accettare la croce – ci ha esortato il padre – perché il cuore della sofferenza è un passaggio alla vita, non un passaggio fisico, non un passaggio psicologico, ma un passaggio spirituale, allora la gioia dei malati rivela questo passaggio. E’ il mistero della sofferenza visto attraverso la luce della croce di Cristo, perché il Signore è risorto”. La sofferenza ci permette di scoprire il valore della vita – ha spiegato il Padre – e la sofferenza realizza il miracolo di trasformare l’uomo, aprendolo alla pienezza. Cristo non è venuto per spiegare la sofferenza, non è venuto per sopprimere la sofferenza, è venuto per riempire la sofferenza della sua presenza. Come Cristo ha detto a Marta: se tu credi, vedrai la gloria di Dio. Si tratta di scoprire la presenza di Dio e in Lui la pienezza.”

“L’accompagnatore dei malati deve essere paziente e dolce, con comprensione e misericordia – ha concluso P. Jean Battiste – guidandogli ad accostarsi ai sacramenti attraverso gesti semplici (aiutare i malati nella toilette, invitandogli a lavarsi le mani prima di mangiare, vegliandogli la notte), questi gesti arrivano profondamente e dobbiamo chiedere a Dio la grazia di saper accompagnare i malati e annunciare loro la gioia del Vangelo pregando per i malati, perché loro abbiano conforto e invitando loro a pregare con il rosario, con qualche immagine per sollevarle a Dio, perché loro possano trasformare la loro sofferenza in offerta e in preghiera per la consolazione e la gioia dei fratelli.”

Il piacere di offrire tutto per riuscire insieme

Il Centro di Formazione Professionale Figlie di San Camillo a Ouagadougou

Fin da subito le prime sorelle individuarono l’opportunità di promuovere la dignità della donna insegnando alle ragazze diversi lavori manuali e preparandole ad essere ottime signore della casa. Oltre al ricamo e al lavoro a maglia presto sono arrivati i telai e le macchine da cucire. Oggi il centro accoglie ragazze che vengono dai villaggi e che non hanno potuto frequentare la scuola e la capacita professionalmente per fare le sarte o le ricamatrici, per potersi stabilire in proprio o associandosi fra loro. Il precorso di apprendistato di taglio e cucito dura tre anni, con insegnamento teorico e lezioni pratiche, ugualmente l’apprendistato di tessitura e ricamo. Inoltre la scuola offre un corso di 2 anni di parrucchiere e manicure che capacita professionalmente. Per questo il centro conta con un equipe di insegnanti che si dedicano con pazienza amore a queste ragazze.

Nella sala di esposizione si possono ammirare e acquistare le loro esclusive creazioni: camice e vestiti, completi per bambini, lavori a maglia, tovaglie ricamate e prodotti di bellezza confezionati dalle stesse studentesse come shampoo e saponette a base di miele, argilla e diverse erbe aromatiche e fiori profumati. Grazie all’eleganza e gentilezza di Madame Pascou la sala espositiva è un vero centro di attrazione.

Sr Cler segue con assidua dedizione queste giovani e offre loro incontri per la formazione umana e relazionale con approfondimenti sul rapporto di coppia, sui comportamenti seri di una donna saggia e matura, coinvolgendo le studentesse che l’ascoltano attente e interessate, ridono, capiscono, domandano. Sr Cler con la sua persona affettuosa, vera, comprensiva e saggia è un punto di riferimento e una giuda sicura per le giovani che imparano dal suo esempio le buone maniere e la disciplina necessaria per prendersi cura un giorno della propria famiglia.

Il centro di formazione professionale ha quasi 50 anni di esperienza nella formazione umana e professionale delle giovani in taglio e cucito, lavoro a maglia, tintura e tessitura, broderie, parrucchiere e manicure e arti culinarie. Inolte la formazione informatica con moduli per l’utilizzo di WORD, EXCEL, POWER POINT, PUBLISHER e internet.

Un vero centro di eccellenza per la formazione professionale della donna.

La celebrazione

La cappella dello Juvenat a Ouagadougou è ottagonale come i battisteri bizantini, che sono segno dell’ottavo giorno, il giorno della Risurrezione! La accuratezza della preparazione nella cappella, dei fiori (che qui sono meravigliosi e rari, e sono segno di un squisito amore), dell’altare con il bordo ricamato a mano dalle novizie specialmente per questa occasione… la premurosa preparazione della liturgia, delle preghiere e dei canti… Tutto era pronto per giubilare!!! Ma ciò che ti eleva qui è il canto… entri nell’interiorità dell’anima attraverso i ritmi dei tamburi e delle calebasse che innescano questo elegante dondolare ritmico di tutta l’assemblea che canta battendo il tempo con le mani, e gusti la libertà e la consolazione di questa comunità che esterna così la gioia di essere di Dio… e non puoi non restare incantata…

“Rendiamo grazie a Dio per la testimonianza di fede e di carità delle prime quattro sorelle missionarie che sono venute 50 anni fa in Burkina Faso” ha esordito P. Benjamín Zoungrana M.I. che presiedeva la Solenne Celebrazione Eucaristica Giubilare. “La carità è gratuita, e Sr Camilla, Sr Carmelina, Sr Giovina e Sr Damiana hanno percorso la via nuova della carità. La carità è la più grande virtù e l’amore il più grande comandamento, l’amore di Dio e l’amore del prossimo”. Le omelie qui a Burkina sono molto incisive, e P. Benjamín ha puntualizzato “l’amore del mio cuore deve arrivare all’amore fraterno, all’amore che perdona, perché è l’amore di Dio nel mio cuore e l’amore di Dio è arrivato fino all’estremo, fino a morire d’amore per noi.”

Quando è stata letta la benedizione del Santo Padre, l’ovazione di esultanza è stata travolgente e la lode e le danze si sono protratte fino a che la superiora impose di andare a riposare, che avrebbero ballato tutta la notte saltando nel giubilo, talmente era incontenibile la gioia!

50 anni di presenza delle Figlie di San Camillo in Burkina Faso

Come è stato possibile essere presenti per 50 anni in Africa? Solo quattro sorelle, come hanno potuto fare tutto questo? Perché queste quattro prime sorelle, avevano fatto esperienza dell’amore di Dio e, forse a loro insaputa, così come opera lo Spirito, erano state trasformate in strumenti straordinari di misericordia. La loro gestualità piena di premurosità e solerti attenzioni verso i bambini malati, la loro dedizione alla prevenzione e alla cura delle mamme, la loro fede operosa e la loro carità senza riserve ha suscitato nel cuore di alcune giovani burkinabé, desiderose di essere tutte di Dio come le sorelle, quell’apertura del cuore necessaria per poter fare anche loro l’esperienza straordinaria dell’amore del Signore Gesù e per lasciarsi trasformare in altrettanti strumenti di misericordia. Giovani consacrate a Cristo misericordioso per essere una carezza del Suo Amore fra i fratelli del Burkina Faso con le sfumature che distinguono questa affascinante cultura che non finisce di lasciarmi incantata: l’intelligenza nell’ascolto rispettoso, la riverenza verso l’altro che si manifesta attraverso un approccio calmo, umile e delicato; la naturalità e squisita finezza nel servire l’altro.

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Così il carisma della carità misericordiosa verso i più bisognosi si colora dei tratti burkinabè eccellendo in bellezza nuova e genuina. Da 50 anni questa fiamma si estende dove trova cuori aperti a lasciarsi amare e a diventare strumenti dell’amore del Signore Gesù… moltiplicando le iniziative e stendendo il campo della carità per servire i fratelli, per prendersi cura dei bambini e seguire le mamme con cuore di mamma!

Nelle nostre comunità in Burkina tutto prende avvio dalla preghiera, e che preghiera!!! Che interiorità nel canto!!! Che genuinità nella lode!!! Che profondità nel silenzio!!! Che riverenza nell’adorazione!!! Che mistica nel dono di sé!!!

Oui, ses volontés sont accomplies quand tout devient Eucharistie!

Cento braccia e molte di più! Il pellegrinaggio dei giovani a Bucchianico

Bucchianico (Ch), città natale di San Camillo de Lellis (1550-1614), è stata scelta come meta dell’annuale pellegrinaggio organizzato dalla Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Circa 600 giovani, accompagnati dai loro parroci e catechisti, si sono così ritrovati domenica 29 ottobre ’17, nella cittadina abruzzese che ha dato i natali al santo Fondatore dei Ministri degli Infermi (Camilliani) e riformatore della servizio infermieristico ai malati, vivendo una giornata di incontro fraterno, gioia grande e toccante spiritualità. San Camillo, come è stato ricordato, è legato profondamente al Gargano: qui, tra Manfredonia e San Giovanni Rotondo, nel lontano 1575 quando aveva appena 25 anni d’età, avvenne la sua straordinaria conversione che lo condusse ad abbandonare la vita dissoluta del soldato di ventura e del giocatore d’azzardo, per abbracciare Cristo presente anzitutto nelle sue personali “ piaghe”, e quindi nelle infermità dei malati che da lì a poco ebbe modo di incontrare negli ospedali romani. Un messaggio, quello di Camillo, eloquente e forte anche per i giovani: l’amore si vive “quando si esce da sé”, dalla commiserazione delle proprie miserie ed insuccessi, verso le altrui necessità e bisogni. E così la concreta constatazione che più si dà, più sorprendentemente si riceve, secondo il messaggio che ci viene dal Vangelo.
La Santa Messa presieduta da don Stefano Mazzone – vicario generale- che a nome dell’Arcivescovo mons. Michele Castoro, ha incoraggiato i giovani a continuare il cammino ecclesiale con forza e convinzione; il momento di fraternità del pranzo a sacco e della visita ai luoghi di san Camillo; e infine, la gioiosa testimonianza dei giovani di Roma impegnati nel “servizio ai malati a domicilio” insieme alle Suore Figlie di San Camillo, hanno reso la giornata un vero evento da ricordare.
San Camillo era solito dire: “Vorrei avere cento braccia per servire tutti i poveri e i malati del mondo”:  un’espressione, questa,  che rivela il desiderio di poter fare molto di più! Da questa frase è stato ricavato un canto dal titolo Cento braccia, le cui note – in un vero momento di festa – hanno accompagnato la fine della Giornata dei Giovani a Bucchianico, con il rientro serale nei vari comuni dell’Arcidiocesi.
La speranza è che le “cento braccia” d’amore desiderate da San Camillo – e molte altre ancora! –  siano quelle dei nostri giovani che scoprendo in sé la capacità grande d’amare, si diano con generosità al servizio e alla cura delle nostre comunità cittadine ed ecclesiali!
di p. Alfredo M. Tortorella

J’éclate de joie

I cuori cantano al Signore e coinvolgono in una trascendenza tangibile, l’interiorità si scatena nella verità della gioia e l’emozione erompe nelle lacrime.

Oui, servez le Seigneur dans l’allégresse…

Le sorelle burkinabè, sono qui il canto della misericordia, nella tenerezza verso i fratelli e nella gioia! E sono, ciascuna di loro, le cento braccia di S. Camillo che si moltiplicano per servire nella calma del silenzio, senza appariscenza… La carissima Madre mi ha concesso un dono indescrivibile e la mia gratitudine è immensa come la mia piccolezza. Sì, sto imparando l’amore come il Signore mi aveva promesso…

Oui, le Seigneur est bon, eternel est son amour…

Un convegno di eccellenza a Koupela

Si è tenuto al Poliambulatorio San Camillo di Koupela un convegno di eccellenza su “L’importanza della diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero” che è stato onorato dalla presenza della Prèmiere Dame, Madame  Sika Kaboré, del Rappresentante del Ministro della Sanità e del presidente dell’Associazione “Jhpiego” in Burkina Faso, Dott. Nebie Paul Stanislas, che ha promosso l’evento su richiesta di Sr Monique, presidente del comitato di organizzazione del convegno. Sono accorse per partecipare all’evento la Delegata per il Burkina Faso Sr Marguerite Ouedraogo, le sorelle della comunità dello Juvenat, le sorelle della comunità di Nanorò, la Superiora Sr Justine e le sorelle della comunità della Paroisse di Ouagadougou, nonché le novizie accompagnate dalla loro maestra Sr Sabine. Questo Convegno si viene a trovare nella cornice degli eventi celebrativi dei 25 anni di presenza delle Figlie di San Camillo a Koupela!

La riunione preliminare

In prima serata, la riunione con i responsabili dell’organizzazione per mettere a puntino gli ultimi dettagli… nell’attento e rispettoso ascolto e nella seria condivisione delle diverse iniziative per raggiungere un ottimo risultato avec la finezza in tutto! Al contempo le donne preparavano i box per le presentazioni pratiche sul tema e su altri temi affini d’interesse per i congressisti con creatività espositiva, professionalità e squisitezza.

L’apertura del Convegno

Nella mattina, l’arrivo della Prèmiere Dame con il suo seguito accolta dalla Delegata per il Burkina Faso Sr Margherite Ouedraogo, dalla Superiora della comunità di Koupela Sr Edwige, dalle sorelle presenti, del personale abbigliato con la veste tradizionale schierato ai due lati e delle numerosissime persone convenute per il singolare evento fra il linguaggio dei tamburi e l’esultanza.

In seguito all’omaggio floreale di due candidi bambini, i saluti e i discordi di ouverture intervallati dalle esecuzioni canore eseguite dal coro delle novizie, dall’animazione di P. George M.I. e dall’orchestra tradizionale di tamburi.

Dopo la premiazione del presidente dell’Associazione “Jhpiego” in Burkina Faso, Dott. Nebie Paul Stanislas, abbiamo avuto la gioia di poter fare una foto di gruppo insieme alla Prèmiere Dame Madame Sika Kaborè, la quale ha successivamente visitato insieme a Sr Monique l’esposizione e ha gradito moltissimo la presentazione di ogni tematica espositiva. La Premier Dame ci ha onorato della sua presenza anche durante l’agape fraterno che si è svolto nella maison per tutti i partecipanti al Convegno.

Le conferenze

Ha aperto il ciclo di conferenze il Dott. Henry Tiemtoré, che ha partecipato a moltissime campagne di sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero, che è attualmente la prima causa di mortalità femminile nel Burkina Faso. Il Dott. Tiemtoré ha presentato fotografie del cancro, estimazione dell’incidenza e della mortalità per zone geografiche, epidemiologia, analisi prospettica nel tempo (evidenziando che mentre diminuisce la mortalità per maternità sta aumentando la mortalità per tumore del collo dell’utero). Presentando i fattori di rischio ha portato gli uditori a comprendere l’importanza della prevenzione!  La prevenzione e la diagnosi precoce si realizza attraverso la sensibilizzazione della popolazione femminile, la formazione e la partecipazione ai test diagnostici. Tutto questo, con l’obiettivo di raggiungere una migliore speranza di vita, un miglioramento della salute sociale e non ultimo una convenienza economica per la società. Senza la prevenzione ci sarebbero 560 nuovi casi di morte per tumore del collo dell’utero ogni anno. Finendo la sua prolusione, il Dott. Tiemtoré ha illustrato le problematiche della prevenzione e diagnosi precoce non omettendo gli obiettivi ancora da raggiungere come quello di un migliore controllo di qualità nella diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero.

A continuazione il Presidente dell’Associazione “Stop al Tumore del collo dell’Utero” ha illustrato, attraverso filmati e power point, le strategie di mobilizzazione per attuare una diagnosi precoce fra le donne che non possono accedere ai centri diagnostici. Per arrivare alle donne che si trovano nei villaggi lontani, la diagnosi precoce si mobilita con un apposito bus climatizzato all’interno del quale c’è la zona per effettuare il test diagnostico ed eventualmente la crioterapia che distrugge le cellule cancerogene nel suo primo apparire, evitando la formazione del tumore e salvando di conseguenza la vita di queste Signore.

Tutto questo richiede la ricerca di sussidi per la formazione dell’equipe che si mobilita per i villaggi lontani, la sensibilizzazione della popolazione privilegiando le zone rurali, il coinvolgimento dei canali di comunicazione sociale e la partecipazione di associazioni e organi amministrativi.

A Koupela, grazie alle suore, c’è una forte sensibilizzazione sulla diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero. Le sorelle si sono recate anche in altre zone per portare questa sensibilizzazione. La popolazione aderisce. La strategia di mobilizzazione permette a molte donne di accedere e i risultati ottenuti sono soddisfacenti. La contribuzione della sensibilizzazione è inestimabile: essa porta a modificare i comportamenti e a capire che le donne non sono vittime di questo morbo ma esiste una cura, e dunque si cerca di ottenere la simpatia della popolazione femminile attraverso il coinvolgimento delle associazioni femminili, della pianificazione di sanità delle organizzazioni sanitarie, e dell’opinione dei leader, per poter aver disponibilità di strumentale e presidi per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero.

L’intervento di Sr Monique

Sr Monique ha parlato su “La mobilitazione e sensibilizzazione sulla diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero” presentando i risultati di ricerca della campagna di sensibilizzazione. Sr Monique ha seguito in questi due anni più di 2000 donne. Tutte vogliono fare la diagnosi precoce con Sr Monique, Lei le manda all’ospedale, ma loro dicono che preferiscono aspettare ma fare l’indagine diagnostica con la suora, perché si fidano di Lei. Ed è vero! Le Signore vengono da Lei e in quell’ambiente di serenità e di delicatezza confidano tutto… Fra queste 2000 Signore, in un centinaio sono state trovate cellule cancerogene attraverso la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero, e così si è potuto applicare la crioterapia riuscendo ad evitare la formazione del tumore e salvando queste Signore dalla morte.

Sr Monique ha frequentato il Corso di Specializzazione in Diagnosi precoce del Tumore del collo dell’Utero a Côte d’Ivoire e svolge questo prezioso servizio al Poliambulatorio San Camillo di Koupela, dove ha ricevuto il riconoscimento della presidente del Jhpiego internazionale per l’eccellente lavoro svolto. Sono 5 i centri che a Burkina Faso sono all’altezza di offrire questo servizio e Sr Monique, in occasione di questo Convegno all’avanguardia su “L’importanza della Diagnosi precoce del Tumore del collo dell’Utero” è stata la prima a ricevere  un cistoscopio in miniatura per favorir la compliance e migliorare la qualità delle prestazione di questo prestigioso servizio per il quale Sr Monique è riconosciuta fin negli ospitali della Capitale.

Apertura verso il futuro

Ulteriori obiettivi da raggiungere sono: la formazione di un maggior numero di professionsti specializati in quest’ambito; migliorare le apparechiature nei presidi esistenti e stendere la diagnosi precoce a tutte le regioni; introdurre un sistema di raccolta di fondi attraverso donazioni.

I congresisti hanno reagito positivamente attraverso un ascolto attento e si sono comlimentate con il comité d’organizzazione per l’eccellenza dell’evento. Il Presidente dell’Associazione Jhpiego, Dott. Nebie Paul Stanislas, ha ringraziato tutte le Figlie di San Camillo per questo impegno e per l’ottima riuscita del Convegno. “Oggi è un gran successo, coraggio per la continuazione!

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Il Convegno su “L’importanza della diagnosi precoce del Tumore del collo dell’utero”

Chantez au Seigneur un chant nouveau

Quando il sole volgeva al tramonto, abbiamo lasciato la costa della Spagna e in men che non si dica, con mia stupita gioia, la costa dell’Africa ci accoglieva vestita di luci fra le nuvole e gli ultimi colori di un tramonto spettacolare!!! Nel aereo si respirava un charme di gentile calma, eravamo già in Africa, tutto era andato bene!

Allora la terra si è vestita di stelle, sì! Era Ouagadougou! Siamo arrivate!E la luna festosa splendeva piena, così vicina, nel cielo…

La première impression: un militare ci apre una porta laterale e ci evita la fila, come un angelo di delicatezza, e l’accoglienza del popolo burkinabé diventa gradita concretezza. A casa ci attendevano le giovani insieme alle suore e fu un grande abbraccio! Emozionata di tante delicatezze, premure e attenzioni ho dormito serenamente…

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Il silenzio dell’alba echeggia di l’intensità spirituale e della voce della preghiera dei nostri fratelli musulmani e subito ti senti avvolta della profondità di questo popolo nobile… L’incontro col Signore, nella cappella si immerge nella densità interiore delle giovani, nella preghiera canora che incanta e nella pace… Sì, “Venez, montons à la montagne du Seigneur à la maison du Dieu” canta oggi il Salmo, e la casa di Dio è la carità!

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Les mamans

Subito l’incontro con la maternità. Con la bellezza della donna africana intorno al suo figlio, con la fierezza e la riservata gioia che si tradisce quando Ti avvicini al suo bambino, in miracolo di perfezione…, ed ella sorride e incontri somiglianze ed è gioia! …e cogli la dignità della donna africana, la sua compostezza nella naturalità, il suo valore nel dare la vita.

Sono rimasta incantata dalla eleganza delle donne burkinabè sul motorino, della bellezza essenziale dei loro profili al volante, e della trasparenza dei loro sorrisi che disarma… e tutto mi parla di genuinità e valore… Ho bisogno di tempo interiore per poter esternare le sensazioni che sto provando dentro per tutte le meraviglie che mi vengono donate in ogni istante da questa nuova realtà che sto vivendo… e penso che tutto il mondo mi invidia per questo dono che mi è stato concesso…

Oui, chantez au Seigneur un chant nouveau!!!

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