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…sulle orme di Madre Giuseppina e Padre Tezza

Il pellegrinaggio parte da Piazza Spagna. Proprio da quella scalinata così ambita dai turisti è iniziato per noi un susseguirsi di emozioni che ci hanno accompagnato lungo il nostro percorso spirituale. Sì, perché da questa Piazza si apre via di Propaganda dove al primo piano del numero 6 nasce nel 1859 Madre Giuseppina. Pochi passi più in là ci immergiamo in Maria, nella Chiesa dove Lei è apparsa nel 1842 e dove la sua presenza e le suavissime sue grazie si esperimentano in modo tutto speciale.

 

Camminiamo per le stesse viuzze che Madre Giuseppina percorse andando dalle Suore del Cenacolo dove apri il suo cuore a Padre Luigi Tezza trovando in Lui comprensione e guida. Ci siamo lasciate compenetrare dalla trepidazione con cui avrà varcato quella soglia con il cuore in ricerca del disegno di amore di Dio. E abbiamo ascoltato la rumorata della caduta dell’acqua della vicinissima Fontana di Trevi mentre si effondeva su di loro il carisma fondazionale. Per me la tappa più toccante del pellegrinaggio è entrare nella Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio dove risiedeva il Padre Tezza e pensare che lì Lui ha celebrato la Santa Messa, lì Lui ha confessato…

 

Attraversando Via del Corso giungemmo a Piazza della rotonda per una scappatina dentro il Pantheon e finalmente, ai piedi di San Camillo nella Chiesa della Maddalena accolte dalla guida di P. Eugenio.

Una mattinata tutta camilliana che riserva sempre sorprese e grazie nuove…

Primo intervento del Camillian Disaster Service International nella zona di Bihar

“Una tragedia annunciata, l’alluvione che ha colpito in particolare la regione di Bihar al confine con Nepal. Al momento ci sono pochi dati certi e tutti tragici”. Ne parla all’Agenzia Fides Marco Iazzolino, vice coordinatore internazionale della Camillian task force, organismo dell’Ordine dei Ministri degli Infermi – Camilliani, attiva dal 2001. “Sarebbero oltre 2 milioni le persone colpite, centinaia di migliaia gli sfollati e almeno un centinaio di morti. Di certo l’inondazione è stata causata dalle intense piogge nell’area del Terai (Nepal) che ha fatto tracimare i fiumi a valle in India.” “Tutto questo non basta a descrivere la drammaticità delle richieste di aiuto che arrivano ai religiosi Camilliani in India”, continua Iazzolino.floods-in-bihar-l-reuters

“Come Camilliani abbiamo appena terminato il processo formale di riconoscimento di una Fondazione chiamata Camillian Disaster Service International (Cadis) che ha dato forma e continuità al lavoro della Ctf. Per portare la nostro solidarietà, Cadis India insieme a Caritas hanno in poche ore deciso di creare un team di primo intervento sanitario che aiuti nella prima fase di emergenza e accompagni in una seconda fase di sostegno. Il team di Cadis India si è ritrovato a Bangalore per fare il punto sulla logistica oltre ad una azione di orientamento in vista della partenza per Patna, capitale del Bihar ed epicentro dei danni provocati dalle inondazioni di questi giorni. Il team è composto da 7 persone guidate da padre Shju e Joji del Cadis India e da suor Stepheena, medico. Sono previste anche 4 infermiere che avranno il compito di curare la prima fase dell’intervento a cui seguiranno azioni strutturate. Dopo un primo momento a Patna nel centro diocesano in cui si raccoglieranno medicinali, il team si sposterà nel distretto di Supaul dove sarà ospitato dalla comunità locale e con la gente creerà la prima piattaforma logistica per gli aiuti nella zona”, conclude il team manager.

Papież Franciszek: Kościół dziś na was patrzy i chce się od was uczyć…

La Chiesa oggi guarda a voi e desidera imparare da voi (Papa Francesco)

“Miłosierdzie: most, który łączy Boga i ludzi,otwierając nasze serca nadzieją jest kochany na zawsze,mimo naszego grzechu.”

“Misericordia: il ponte che collega Dio e gli uomini,
aprendo il cuore alla speranza di essere amati per sempre,
nonostante nostro peccato.”

“Immaginare e realizzare un mondo diverso da quello attuale”. Una “convinzione”, spiega, confermata dall’“entusiasmo” visto in questi giorni a Cracovia, durante la Giornata mondiale della gioventù, e in modo particolare sabato sera alla Veglia di preghiera, presieduta da Papa Francesco, al Campus Misericordiae.

“Con la presenza di Francesco, il fascino della misericordia ha attratto il cuore delle centinaia di migliaia di giovani qui presenti.”

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Pellegrinaggio alle sorgenti primigenie dei tratti camilliani

Fra quelle aspre rocce che spaccate nel momento in cui Gesù si è offerto per noi sulla croce, secondo una mistica percezione di S. Francesco, e sulle quelli lui amava ritirarsi da quanti lo cercavano per immergersi in un incontro a Tu per Tu con il Suo Signore… che è la Roccia, abbiamo anche noi toccato con mano la carezza di Dio, gustato la bellezza di così alta povertà e silenzio dell’essere…

 

“…Francesco, rifulse nella provincia di Rieti per una speciale predilezione e per lo splendore dei molti miracoli.” Abbiamo potuto sostare ai Santuari di Greccio, La Foresta, Poggio Bustone e Fontecolombo, incastonati sulle pareti rocciose fra il verde dei boschi.”

Fontecolombo

Uscendo dalla chiesa, oltrepassando un cancello a sinistra, scendiamo. A destra incontriamo il romitorio abitato da s. Francesco e dai suoi primi compagni, il luogo dove il Santo subì l’operazione agli occhi, e l’antico Convento del XV sec.

Di fronte, subito dopo, la Cappella della Madonna detta comunemente della Madda­le­na, già esistente al tempo di s. Francesco. Nell’angolo della finestra di sinistra il Tau segnato da s. Francesco. Il Tau, già segno biblico di redenzione, è ri­preso da s. Francesco come suo sigillo. Vi ve­deva la croce di Cristo.

Il Sacro Speco
Per una ripida scalinata si giunge al Sacro Speco, dove s. Francesco ricevette, se­condo la tradizione, la Regola dei Frati Minori.
Ci si trova davanti alla Cappella di s. Mi­chele, l’Arcangelo tanto venerato dal Santo. Continuando la discesa, si entra in una fenditura della roccia dove s. Francesco si im­mergeva nella intimità con Dio. Risalendo, arriviamo al luogo del leccio do­ve, secondo la tradizione, apparve Nostro Si­gnore per confermare la Regola.

Greccio

Incassato nella roccia, come un nido d’aquila, l’eremo di Greccio è una straordinaria fusione di spirito e natura.

La povertà di Betlemme

Gli ultimi anni della vita di Francesco sono dolorosi; malattia e situazione del suo Ordine lo forgiano. Sono anche gli anni in cui un’intima gioia, un senso di pienezza che tutto pervade, sembra impadronirsi di lui.

Di questi sentimenti è testimone il singolare Natale nella montagna, che Francesco vuole celebrare a Greccio – luogo a lui tanto caro – il 25 dicembre 1223.

 

Appena entrati nel Santuario, ci incontriamo con la Cappella del Presepio, edificata nell’anno 1228, sul luogo dove avvenne la rie­vo­cazione. Nella Grotta si conserva un af­fresco di scuola Giottesca del XIV sec. che rappresenta il Natale di Betlemme e il Natale di Greccio. Percorrendo uno stretto corridoio si arriva ai luoghi abitati dal Santo e dai primi frati: in fondo la celletta che conserva la roccia su cui dormiva s. Francesco. Salendo al piano superiore si visita il Dormitorio ligneo del XIII secolo del tempo di s. Bonaventura. Si incontra quindi un coro del XVII sec. Con­serva un leggio con antico corale. Dal coro entriamo quindi nella prima chiesa dedicata a s. Francesco dopo la sua canonizzazione avvenuta nel 1228.  Nella cappella laterale a fianco della piccola chiesa si conserva in copia moderna un ritratto di s. Francesco sofferente che si asciuga gli occhi. Uscendo si incontra sul piazzale la nuova chiesa costruita nel 1959.

Tutto ricorda l’umiltà dell’Incarnazione e della Natività di Gesù, che sembra quasi prendere forma plastica da tanti piccoli particolari.

Poggio Bustone

Una chiesetta incassata sotto una massa rocciosa e nascosta dal bosco.Francesco sostò in questi luoghi, raccogliendosi in preghiera in una grotta solitaria tra i boschi. Qui ebbe la visione che gli confermò il perdono per i peccati giovanili. Qui gli fu predetta un’espansione prodigiosa per il suo Ordine ed ebbe la predizione in base alla quale da Poggio Bustone sarebbe partita la sua missione di pace.

 

La Foresta

Immerso in una vallata tutto circondato di boschi di castagni e di roveri, ci appare il santuario di s. Maria de La Foresta. S. Francesco vi viene portato nell’estate del 1225. Le condizioni di salute del Santo si fanno sempre più precarie. Pressato da Frate Elia, Francesco si convince a lasciarsi operare agli occhi. Si ri­fugia a s. Ma­ria della Foresta in attesa dell’operazione, ospite del prete che custodiva la chiesina di s. Fabiano.

Uscendo si incontra la Domus, il luogo dove venne ospitato s. Francesco con i suoi compagni, nel quale si conservano i resti della vasca per pigiare l’uva, dove avvenne il miracolo del vino. Uscendo dalla Domus si accede ad un chiostro piccolo e accogliente, e ci si avvia scendendo alcuni gradini verso il luogo dove s. Fran­cesco si ritirava a pregare, infilandosi in una stretta fessura su una grande masso roccioso come se si introducesse dentro la ferita del Cuore di Gesù. In questo Santuario, secondo l’opinione di alcuni studiosi avrebbe scritto parti del Cantico delle Creature.

Le prime esperienze della GMG – Pierwsze doświadczenia ze ŚDM

Ecco le prime esperienze della GMG nella diocesi di Opole, oggi le sorelle partono per Cracovia…

 

Niech nasze serca będą gotowe do uwielbienia!                                                                                                       Possano i nostri cuori essere pronti a lodare!

 

Głosić miłosierdzieProclamare la misericordia

To właśnie na Górze Ufnej Modlitwy na zakończenie Mszy św. ks. biskup Andrzej Czaja przekazał duszpasterstwu młodzieży diecezji opolskiej krzyż ze specjalnym, towarzyszącym mu przesłaniem dla młodych: “Śmierć Pana głoście! To znaczy miłość Jezusa, Jego bliskość i obecność pośród nas, i nowe życie dla nas. Dlatego, że On życie dał, żyje z nami i dla nas, i tak okazuje nam swoje miłosierdzie. Zatem miłosierdzie Pana głoście! Trwajcie przed Jezusem i Jemu służcie! Astare coram Iesu et Ei ministrare!”

Si è svolta sul monte la preghiera fiduciosa alla fine della S. Messa nella quale S. E. Mons Andrzej Czaja ha consegnato ai giovani della diocesi di Opole uno speciale messaggio: “Questo è l’amore di Gesù, Egli è presente in mezzo a noi, è vicino a ciascuno di noi, è morto per noi, ha dato la sua vita per noi e dona una nuova vita a ciascuno di noi, perché vive con noi e per noi, e così ci mostra la sua misericordia. Per questo noi possiamo proclamare la misericordia del Signore! Stare davanti a Gesù nella persona del povero e del malato e servirlo con l’amore con il quale Lui ci ha amato! Astara coram Jesu et Ei ministrare!”

Przez Marię w ŚDMDa Maria alla GMG  

Grota Lurdzka na Górze Świętej Anny często wypełniała się wiernymi. Ale dziś było tu wyjątkowo barwnie, wyjątkowo różnorodnie za sprawą pielgrzymów z kilkudziesięciu krajów, z odległych zakątków świata, którzy przez Opolszczyznę zdążają do Krakowa, by spotkać się z papieżem Franciszkiem.

La Grotta di Lourdes a monte S. Anna, è normalmente piena di fedeli. Ma oggi era eccezionalmente colorata, eccezionalmente variegata da gruppi di pellegrini provenienti da decine di paesi, da angoli lontani del mondo, che da Opole si stanno dirigendo a Cracovia per incontrare Papa Francesco.

Jest pięknie!E’ bello!

Jest pięknie. Trwają Dni w Diecezji. Zobaczcie co się działo w Opolu podczas Dnia Poznania

E’ bello cosa succede a Opole durante la Giornata di Poznan!

Guarda il Video

La gioia vera!

Sr Laura, Sr Gemma, i giovani di Roma e un grazie a mille voci per un anno pastorale incredibile!!!

Essere tutta di Dio

Quando fin da giovanissime ci si consacra al Signore, si innesca una lode di gloria che si irraggia a tutte le sorelle e diventa canto di misericordia nella più limpida gioia!

Sr Ivon si è consacrata a Dio questa mattina, Solenità di San Camillo de Lellis, fra l’emozione e l’esultanza delle sorelle della comunità della casa generalizia di Grottaferrata.

DSC_0187Naturalità e apertura di cuore

La semplice spontaneità di questa giovanissima sorella che si dona totalmente a Dio nella naturalità dei gesti e la fraternità delle parole P. Massimo Angelelli che venivano dal cuore, dalla sua esperienza personale vissuta nella maturità del cuore. “Noi non sappiamo esattamente quali siano i disegni di Dio su di te, – ha detto P. Massimo rivolgendosi a Sr Ivon prima della sua consacrazione a Dio – tu hai visto solo una parte, hai visto che il Signore ti ha chiesto una disponibilità, hai fatto un cammino di preparazione, e hai detto: ok, accetto!”

“Noi non siamo migliori degli altri, – ha chiarito P. Massimo – siamo solo persone che hanno ricevuto una richiesta e ci siamo messi a disposizione, non abbiamo capito tutto fin dall’inizio, abbiamo scoperto il disegno di Dio un po’ alla volta, e mano a mano che il Signore ce lo svelava abbiamo continuato a dire: Sì! Anche quando non capivamo, anche quando le idee erano un confuse, anche quando sembrava che il Signore addirittura fosse un po’ in contraddizione, non capivamo bene che cosa ci volesse dire… e questo forse è il vero modo per vivere realmente una risposta alla vocazione. Capisco, ma non capisco fino in fondo, accetto con spirito di disponibilità, non perché sono in grado, non perché sono all’altezza della situazione. Quando ci accingiamo a dire di Sì al Signore ci prepariamo ad un cammino di scoperta, di ricerca insieme a Lui… non dobbiamo mai smarrirci, non dobbiamo avere l’impressione di essere abbandonati, perché il Signore è veramente fedele alla chiamata, mai e poi mai abbandona un fratello o una sorella a cui ha chiesto una disponibilità…”

DSC_0279“E allora alla fedeltà si risponde con la fedeltà, così il rapporto di amore con Dio cresce giorno per giorno, ma non perché abbiamo raggiunti dei risultati (nella vita consacrata non ci sono risultati, non ci sono obbiettivi da raggiungere…),  l’unico risultato che dobbiamo ottenere è che quell’amicizia che abbiamo ricevuto con il dono del battessimo, che abbiamo confermato con questa disponibilità, cresca ogni giorno. E’ questo rapporto profondo fra noi e Lui…! e questo fugga ogni paura, questo allontana ogni dubbio, …io non sono all’altezza della vocazione a cui sono chiamato, ma il Signore mi attira a sé e crea le condizioni perché io sia fedele.”

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Madre andiamo!

L’Avana, ore 15, tutto ottimo!!! Inizia una nuova fiamma di misericordia, questa volta in centro America!

La capitale di Cuba ha una popolazione di 2.500.000 abitanti e si estende sulla costa settentrionale proprio di fronte alla Florida. E’ una delle città più antiche del Nuovo Mondo e nel contempo una città moderna costellata di grattacieli.

Suor Mariangela e Sr Francesca sono quCardenal de Cubai ospiti del Nunzio Mons. Giorgio Lingua (vedi foto), il quale oltre a ospitarle, le fece accompagnare con il suo autista fino a Camagüey, dove il Vescovo ci ha chiesto di venire a prenderci cura degli anziani in una nuova struttura in fase avanzata di costruzione.

“Il viaggio è stato ottimo, tutto verde, piantagioni, canne da zucchero, tanti alberi grandissimi di mango e palme di cocco, tante mucche – racconta Suor Mariangela – la casa ha tre piani, bella, con l’appartamento per le suore, l’ingegnere accoglie i suggerimenti con molta attenzione e prende nota.”

La gente è molto povera ma anche accogliente e semplice, abbiamo distribuito immagini della Madre Vannini e tutti le ricevevano con grande venerazione e ci chiedevano la benedizione… Sì la cosa più bella di Cuba è camminare tra la gente, fermarsi a parlare, perché questa gente così simpatica, piena di colori e di ritmi tropicali, ha tante cose da raccontare…

Camagüey fu battezzata nel 1515 con il nome di Santa Maria del Puerto Principe, successivamente prese il nome che le diedero gli aborigeni.

Rientrate a L’Avana visitano l’ospedale dei padri domenicani, “questo è tenuto bene, pulito, ordinato” osserva Suor Mariangela.

Incontrano anche il Vescovo (che era quello di Camaguey) che le desidera anche a L’Avana… C’è una struttura curata da alcune suore che essendo già maggiori devono lasciare, “un ambiente favorevole, giardini non mancano, sono vari padiglioni piccoli, tutti a pian terreno.” In occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo venne il Cardinale e… “appena ci ha visto, a voce alta ci disse: ecco, vedo le suore che io ho cercato a Roma! felice, beato”.

“Madre, andiamo presto, Gesù ci vuole! Un popolo che ha sete delle Figlie di San Camillo!” conclude Suor Mariangela nella sua relazione.

Il 24 sera le suore rientrano a casa in Lima ma già il 1 luglio Sr Mariangela richiama la Madre: “questa mattina mi ha scritto il Nunzio. Mi chiede che è bene mandare per 2 comunità!” E’ chiaro che le nostre care sorelle hanno fatto buona impressione!!! Tutte le ringraziamo di cuore!!!! Il cuore della Madre si inclina naturalmente verso i poveri, adesso servono solo cuori pieni di Gesù, facciamo a gara per essere scelte a questa missione di carità!

Beato il cuore che perdona

GMG.jpg“Ho letto queste parole mentre invocavo la protezione di Dio e il Suo sostegno per realizzare i miei sogni, compreso quello di scrivere l’inno della GMG di Cracovia 2016. Ed ho capito: il Signore mi ha fatto una promessa. La conferma è stata un’altra frase tratta dalla Bibbia, con la quale Dio ha assicurato a Mosè: “Inoltre nel cuore di ogni artista ho infuso saggezza, perché possano eseguire quanto ti ho comandato” (Es 31, 6b). Fiducioso in questa motivazione, ho preso in mano la chitarra e… il ritornello era pronto in poco tempo”.                       (Jakub Blycharz, autore dell’inno)

Jakub Blycharz, compositore e autore dell’inno della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia 2016, subito dopo aver vinto il concorso per l’inno ha raccontato che, prima di mettersi all’opera, aveva cercato ispirazione nella Bibbia. È così che ha avuto inizio il lavoro per l’inno che si apre con un estratto del Salmo 121 (120).  Il bridge dell’inno contiene un incoraggiamento a vivere nel segno della speranza e della fiducia, che scaturiscono dalla Risurrezione di Gesù Cristo.

Questa che pubblichiamo è la versione corale che ci è stata preparata dal Coro della Pastorale Giovanile di Milano “Shekinah”. La traduzione italiana dell’inno, dopo un passaggio più letterale, è stata elaborata in una versione più libera e poetica da Valerio Ciprì che per il Gen Rosso ha scritto moltissimi testi di canzoni ormai molto diffuse e popolari. Siamo grati al Coro Shekinah e a Valerio Ciprì per il servizio prezioso che ci hanno offerto. Speriamo che anche il canto possa servire a tenerci uniti nella preghiera e nel cammino che insieme stiamo percorrendo.

 Non Ti perdere il video!!!

INNO GMG 2016
(Adattamento testo in italiano di Valerio Ciprì)

Sei sceso dalla tua immensità
in nostro aiuto.
Misericordia scorre da te
sopra tutti noi.

Persi in un mondo d’oscurità
lì Tu ci trovi.
Nelle tue braccia ci stringi e poi
dai la vita per noi.

Beato è il cuore che perdona!
Misericordia riceverà da Dio in cielo!

Solo il perdono riporterà
pace nel mondo.
Solo il perdono ci svelerà
come figli tuoi.

Beato è il cuore che perdona!
Misericordia riceverà da Dio in cielo!

Col sangue in croce hai pagato Tu
le nostre povertà.
Se noi ci amiamo e restiamo in te
il mondo crederà!

Beato è il cuore che perdona!
Misericordia riceverà da Dio in cielo!

Le nostre angosce ed ansietà
gettiamo ogni attimo in te.
Amore che non abbandona mai,
vivi in mezzo a noi!

Beato è il cuore che perdona!
Misericordia riceverà da Dio in cielo!

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La casa delle nostre prime sorelle

Avanzano i lavori di restauro alla casa delle nostre prime sorelle a Roma. Questa specialissima casa dove la Madre Giuseppina ha effuso tutta se stessa fino all’ultimo respiro, e dove il Padre Tezza non poteva varcare quei primi cinque gradini mentre ora ci aspetta nella piccola cappellina con le braccia aperte…

E’ stata per me una meravigliosa sorpresa poter visitare questa amata casa durante i lavori e scoprire come si sta impregnando dello stile delle Figlie di San Camillo nella sua diafana essenzialità, nell’attenzione alle sorelle e alla vita di comunione, nella bellezza della semplicità e linearità, nel silenzio e nella luminosità.

Nulla è piccolo nella casa del Signore – diceva Madre Vannini – quando si opera con grande amore a Lui. Sì una casa che già parla di piccolezza, di amore e di consacrazione a Dio e ai fratelli più bisognosi sulle strade di Roma.

Senza titolo-1“Figlie di San Camillo”

La rivista delle Figlie di San Camillo, diventa una rivista digitale! ora è possibile leggerla semplicemente collegandosi al sito camillianefsc.org. Così tutti possono ricevere un messaggio di misericordia, anche attraverso una visione più riuscita delle fotografie, effetti grafici e filmati…  E’ già on-line il nuovo numero ispirato alle parole di Papa Francesco: “Essere carezza vivente di Dio che guarisce le ferite del cuore”. Le nostre sorelle in ogni parte del mondo attuano questo invito donandosi ai fratelli più bisognosi come carezze di misericordia.

 

Vai alla rivista
Vedi i numeri precedenti nella pagina del Sito

Progetto “Health Points”

“Health Points”  per il Giubileo Straordinario della Misericordia a favore dei più bisognosi e degli emarginati della città di Roma, dove offrire gratuitamente un servizio di visite mediche specialistiche nelle aree terapeutiche selezionate in base alle necessità di cura tipiche della salute, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Gli Health Points offriranno una efficace assistenza medica specialistica, integrata con i servizi sanitari d’urgenza delle strutture ospedaliere romane, erogate da personale specializzato medico, infermieristico, tecnico e di sicurezza, nonché relazionale/amministrativo, che ruoterà in due turni giornalieri (09:00 – 14:30, 14:30 – 20:00) per un totale di 11 ore consecutive per ciascuna delle 3 giornate operative delle strutture. Collaborano anche col servizio infermieristico le sorelle dell’Ospedale “Madre Giuseppina Vannini” di Roma.

70 anni in Brasile!                                                                                                                                                                 Le Figlie di San Camillo festeggiano 70 anni con una Celebrazione Eucaristica al Santuario di Nostra Signora Aparecida.

Il 15 giugno è stato un giorno speciale per le Figlie di San Camillo, perchè ha celebrato 70 anni di arrivo della Congregazione in Brasile. Hanno partecipato alla celebrazione presieduta dal vescovo Célio de Oliveira Goulart, Vescovo di Sao Joao del Rei, 35 religiose, novizie e postulanti provenienti da vari stati del Brasile, tra cui Minas Gerais e San Paolo. Durante l’omelia Don Celio ha parlato del carisma delle Figlie di San Camillo: testimoniare con la vita e con le opere di misericordia spirituali e corporali l’amore di Cristo per i malati impegnandosi anche con un quarto voto di servire i malati anche con il rischio della loro vita. La Congregazione delle Figlie di San Camillo ha più di 92 case in tutto il mondo, 12 si trova in Brasile, 7 ospedali di medie dimensioni, 4 case di cura per gli anziani e 1 scuola con scuola materna, corso medio per gli assistenti di anziani e corso tecnico di cura.

Filhas de São Camilo comemoram os 70 anos com missa em Aparecida

A última quarta-feira, 15 de junho, foi um dia especial para as Irmãs Filhas de São Camilo, pois comemoraram os 70 anos de chegada da congregação no Brasil. As religiosas celebraram essa data na missa das 9h em Aparecida/SP.

Participaram da celebração que foi presidida por Dom Célio de Oliveira Goulart, bispo da diocese de São João Del Rei,  35 religiosas, além de noviças e postulantes, de vários estados brasileiros, entre eles, Minas Gerais e São Paulo.

Durante a homilia Dom Célio falou sobre o carisma das Filhas de São Camilo, de testemunhar com vida e com obras espirituais e corporais o amor de Cristo para com os enfermos e também sobre o 4ª voto feito por elas, que é de servir aos doentes mesmo com risco da própria vida.

A Congregação das Filhas de São Camilo possui mais de 92 casas espalhadas pelo mundo, sendo 12 localizadas no Brasil, 07 hospitais de médio porte, 04 casas de longa permanência para idosos e 01 colégio, com ensino infantil ao médio, curso para cuidador de idosos e curso técnico de enfermagem.

Maria sa ascoltare

A conclusione del mese mariano, le sorelle dell’ospedale “Madre Giuseppina Vannini” di Roma hanno organizzato una celebrazione mariana con la recita del Santo Rosario. Nel corso della celebrazione la statua della Madonna è portata in processione attraverso i vari reparti dell’ospedale, accanto al letto di ogni malato ricoverato che lo desiderava.

Maria sa ascoltare , un ascolto fatto di attenzione e disponibilità. Maria è la madre dell’ascolto, ascolto attento di Dio e ascolto altrettanto attento degli avvenimenti della vita. Papa Francesco ha dedicato a Maria una preghiera particolare al termine di questo messe mariano: “Maria, donna dell’ascolto, rendi aperti i nostri orecchi; fa’ che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù; fa’ che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo, ogni persona che incontriamo, specialmente quella che è povera, bisognosa, in difficoltà. Maria, donna dell’azione, fa’ che le nostre mani e i nostri piedi si muovano “in fretta” verso gli altri, per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo. Amen”.

Curare andando oltre la cura                                                                                                                                      Dalle corde a perdersi nello sguardo di un bambino oltre il mare

Iniziava il concerto quando Stefano dischiudeva sensazioni celate nello spirito delle suore con la tromba, voce dell’essere, e Marta si trasportava fuori di sé con le sue interpretazioni sul sassofono mentre Stefano solo con la sinistra (a causa della rottura di un dito della mano destra) tesseva la trama della melodia sulla tastiera e Lorenzo colorava di figurazioni ritmiche ricche di complessità e di tratti contrappuntistici che dialogavano con gli altri musicisti e con la platea.

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Ma ciò che più mi ha colpito, fu vedere come Alex mentre stava suonando venne strappato dalle corde del contrabbasso per immedesimarsi nella sofferenza di un bambino che veniva proiettato sullo sfondo, è stato troppo significativo!!! E’ stato fortissimo questo prendersi cura dell’altro, anzi essere presi dalla sofferenza dei fratelli più piccoli, fra le modulazioni dell’esecuzione. Una integrazione di vibrazioni dell’essere, fra il gemito lancinante di un bambino durante una medicazione dolorosissima e quello della tromba che traduceva il dolore dell’essere…   “Sicuramente più del dono in un’unica direzione è importante uno scambio reale che non sia solo materiale, uno scambio culturale che va oltre la ricchezza e le cose… e la musica è uno dei mezzi migliori per farlo” aveva detto il gruppo “Quarto nome” prima di iniziare. Stefano Palmisano, Alex Marino (contrabbasso), Iacopo Teolis (tromba), Lorenzo Mastropietro (batteria) e Marta Fratini. Non è stato certamente il solito concerto… e ci è rimasto nei trafori dello spirito un no so chè di nobile che ci dimora…

Una straorinaria apertura dell’O.N.L.U.S. “Oltralpi”! Un’iniziativa per andare incontro a ciò che la Chiesa e il Papa ci propone: aprirci sempre più ai fratelli nelle loro fragilità e vulnerabilità migliorando la vita di quelle persone che accorrono alle nostre missioni in America Latina, in Asia, in Europa dell’Est e nel continente Africano dove le nostre sorelle si prendono a cuore le sofferenze dei fratelli assicurando servizi di emergenza, assistenza sanitaria e prevenzione delle malattie. Un sentito grazie alla dottoressa Antonella che ci ha presentato l’operato dei medici volontari nelle nostre missioni con la sua personale testimonianza e cuore!

Il backstage del Concerto

GMG 2016 – Cracovia!!!

Rispondere ad una chiamata, approfondire il nostro essere di Cristo, confermare i fratelli nella fede, liberare la gioia di essere insieme tutti Suoi, celebrare la festa!!! Vieni anche Tu a Cracovia!!!

Guarda come si stanno preparando i giovani alla GMG 2016

ŚDM 2016 – Krakòw!

Odpowiedzieć na wezwanie, pogłębić naszą zażyłość z Chrystusem, utwierdzać w wierze braci, wyzwolić radość z przynależności do Niego, świętować!!! Przyjedź także Ty do Krakowa!!!

Zobacz jak młodzi przygotowują się na ŚDM 2016

Concerto Dono Oltralpi

La musica può essere un messaggio di misericordia, che ci invita ad aprire il cuore agl’altri, a venire incontro a quanti si trovano nel bisogno o nella difficoltà. Un concerto per donare amore, per essere fratelli degli ultimi, per vivere la lode nella solidarietà.

Auditorium dell’Ospedale Madre Giuseppina Vannini, 28 giugno, ore 18. Venite alla solidarietà, venite alla lode.

Misericordia e gioia

Le sorelle della “Mother Vannini School of Nursing” di Andhra Pradesh hanno organizzato una campagna medica per poter arrivare ai fratelli più bisognosi: visite mediche, misurazione della pressione arteriosa, somministrazione di farmaci, tanto amore e certamente …un pensiero per la gioia dei bambini!

Molte le famiglie raggiunte nelle loro abitazioni per portare una carezza di misericordia ed un aiuto concreto grazie anche a tante persone che hanno collaborato per preparare questa iniziativa.

Il Signore Gesù, passa in mezzo a noi, operando prodigi d’amore attraverso questi gesti di misericordia… e noi siamo consolate di servirlo nella persona dei nostri fratelli, grazie Signore!

 

Ha già la sua cappella la nuova comunità del Togo!

4…e in essa il cuor, il fulcro della sua vita spessa totalmente al servizio dei poveri con un cuore di madre! Ringraziamo con fraterno affetto Sr Lina e Sr Rosa per la concretezza del loro amore missionario, auguri di cuore care sorelle!

Casa di Cura Villa Lucia

Un gioiello di silenzio e di esiguità per amare il Signore presente negli ospiti della Casa di cura Villa Lucia. La nuova comunità alloggia nella semplicità e inizia il suo servizio di amore e misericordia il 1 giugno, proprio nel mese del Sacro Cuore e nell’anno giubilare della misericordia. Madre Zelia affida questa nuova e bella realtà della carità alla protezione del Cuore Misericordioso di Gesù.

Con una sentita celebrazione eucaristica nella cappellina  delle sorelle Gesù viene a dimorare in mezzo a loro. Padre Modesto accompagna con fraterne parole il nascere di questo servizio: “avete la professionalità, avete il campo della carità e avete soprattutto un cuore di madre.”

Fraternità e festa

Le risonanze di questi giorni di fraternità si sono dischiuse in una festa dove l’amore fraterno e la gratitudine si sono fatte danze, scenette e canti. Nella semplicità e nella gioia una serata di comunione prima del congedo.

Una Pentecoste anticipata

Un incontro di intensa preghiera insieme al Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, una Pentecoste anticipata intorno all’altare della cappella della casa generalizia delle Figlie di San Camillo, una Eucaristia accompagnata da gesti significativi, come l’accensione delle lampade della misericordia che saranno portate dalle sorelle a tutte le nostre comunità sparse nel mondo e la processione finale alle cappelle degli amati Fondatori per un affidamento pieno di emozione.

“Lo Spirito Santo è Colui che ci fa camminare in questo momento attuale della Chiesa” ha esordito il Cardinale. “I discepoli avevano ricevuto la grazia di aspettare la luce dello Spirito. Questo a noi dà tanta sicurezza.” “Anche Paolo nei momenti di difficoltà, di prigionia, trova questa voce dello Spirito del Signore Gesù che lo guida” ha continuato confidando che “mi è piaciuto molto venire da voi giusto nel giorno in cui si legge il capitolo 17 di Giovanni dove si legge questa affermazione: «perché tutti siano una sola cosa, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.» Questo è il programma che Gesù ha lasciato per tutta la Chiesa per tutti noi: cercare l’unità della Chiesa come il Padre e il Figlio sono uniti”.

“Quello che il Vangelo ha nel suo cuore è l’amore e la misericordia”  ha detto il Cardinale “due realtà che sono una cosa sola. Dio è amore, Dio è misericordia e noi siamo chiamate ad essere amore e misericordia e questa realtà, questa esperienza sarà quella che farà capire a molti altri il Vangelo. «Da questo sapranno che siete miei discepoli se vi amerete gli uni gli altri.»” per cui “l’altro è colui che mi dà la possibilità di amare.”

Il Cardinale ha poi assicurato che: “dove c’è molto cammino insieme nell’amore fraterno, nell’aiuto reciproco, dove c’è molto avvicinarsi all’altro con spirito aperto, c’è vita, lì lo Spirito di Dio si mostra e fa quella comunità viva.”

Concludendo il Cardinale ha trasmesso quello che dice Papa Francesco “Coltivare il rapporto con Gesù, che ci ha guardato con amore e rispondere con amore a questo sguardo, non solo per alcuni anni, perché la nostra consacrazione non è una consacrazione per un giorno, per un mese, per un anno ma è una consacrazione che cresce fino all’eternità.”

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Il Carisma nel cambiamento

DSC_0130“Sentire che il Vangelo oggi è vita” ha asserito Mons. Lauro “per vivere il presente con la certezza  che Dio è la mia terra promessa, che mi ricolma del Suo amore, perché Dio dispensa regali agli uomini dal mattino alla sera”. “Tornare al passato per fare memoria delle opere meravigliose di Dio, ma sempre con il cuore pronto al cambiamento”. Il neo-Vescovo della diocesi di Trento ha confidato che noi dobbiamo essere “perennemente al lavoro per cambiare e che il cambiamento richiede la capacità di rischiare perché amare è un rischio! DSC_0152DSC_0154Il cambiamento è anche ferirsi” ha aggiunto “perché non è possibile amare senza ferirsi, senza avere momenti in cui non si è capiti, ma questo è proprio il bello, è tempo di salvezza, è kairos, è tempo che tramanda novità di vita.”

Uno spazio di scambio e di riflessione tra sorelle

La comunità della Casa generalizia ha il piacere di ospitare il primo incontro internazionale delle superiore, formatrici e sorelle econome della Congregazione Figlie di San Camillo, tante le sorelle pervenute da diverse comunità. L’occasione ci ha concesso la gioia di rivedere sorelle che da molto tempo servono i fratelli in ogni parte del mondo!

Fra i relatori, il dott. Claudio Puerari che ha tenuto la prolusione dell’incontro sulla: “Gestione del patrimonio istituzionale e gestione delle opere”, mentre p. Angelo Brusco MI, ha approfondito il tema: “Come vivere il carisma”. Nella mattinata del giorno successivo Maria Campatelli ha parlato sullo “Stato della vita religiosa oggi, sentieri verso nuovi orizzonti” e nel pomeriggio si è tenuta la lezione magistrale di Mons José Rodríguez Carballo, Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, sul tema “Formazione e Vita consacrata”. DSC_0146Inoltre hanno parlato: suor Alessandra Smerilli sulla “Fedeltà creativa al Carisma e le esigenze dell’economia”e p. Pierluigi Nava sul “Rapporto superiora ed economa nell’amministrazione dei beni dell’Istituto”. Questa mattina le sorelle si sono intrattenute con p. Amedeo Cencini che ha parlato loro sul “Ruolo della Superiora.ed altri.

L’incontro rappresenta uno spazio di scambio e di riflessione tra le sorelle e si sta svolgendo in un clima di cordialità e fraterna serenità. Questa sera la Solenne Celebrazione Eucaristica di chiusura presieduta dal Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Pellegrinaggio di misericordia e perdono

Incontro internazionale  a Grottaferrata, tanti i superiori, le formatrici e le sorelle dedite all’amministrazione e all’economia pervenute per l’occasione. Un percorso di formazione che è iniziato con un pellegrinaggio verso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, dando una testimonianza di fede camminando tra gli altri pellegrini e pregando a voce alta, un tratto breve ma intenso di spiritualità e di immersione nel lavaggio di rigenerazione della misericordia. Sperimentare la misericordia per poter essere strumenti di misericordia, guidate da Madre Zelia che portava la croce del Giubileo, il segno dell’amore e del perdono, che porta la pace.

Che cosa ti resta di questa esperienza?

La libertà di chi si sente amato anche se imperfetto. Sono andata lì per ascoltare il Signore. L’essenza dell’esperienza è aver sperimentato il perdono di Dio. Dobbiamo saperci e sentirci amati con tutti i nostri difetti e quando ti senti amata poi riesci a perdonare e il perdono ti rende libera.

 

Apertura del plicoNews

Questa mattina, alle ore 9:30, presso l’ufficio di Cancelleria della Congregazione per le Cause dei Santi, è avvenuta l’apertura formale degli Atti processuali riguardante un presunto miracolo attribuito all’intercessione della Beata Giuseppina Vannini.

Mons. Giacomo Pappalardo, Cancelliere della Congregazione per le Cause dei Santi, in presenza della Vicaria generale Sr. Rosanna Priore, della Consigliera generale Sr. Sabine Zida, di Sr. Afra Marcolongo, di Sr. Fernanda Bongianino, nonché della Postulatrice Sr. Bernadete Rossoni, ha formalmente aperto i sigilli dei suddetti Atti, che il 15 dicembre 2015 erano stati consegnati alla Cancelleria dalla Vice Postulatrice Sr. Angela Schafaschek che ha seguito il Processo presso la Diocesi di Sinop in Brasile.News2