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Zaino e giovani

Perché la gioia di essere conquistate dall’Amore Misericordioso, incendi altre giovani, Sr Marifè e Sr Susanna sono andate insieme a loro fino alla GMG di Polonia!!! Sì, perché la dedizione piena al servizio dei fratelli più poveri ed emarginati veramente vale la pena!!!

 

Laurea e Padre Tezza

I giovani, sanno andare oltre la loro fragilità per rendersi disponibili a mettere la propria esistenza a servizio degli altri. Scommettere su di loro è il naturale e continuo imperativo delle Figlie di San Camillo, compagne nel loro cammino di crescita, soffrendo insieme a loro, certe che la fiducia loro offerta non verrà delusa… Si cura nella loro formazione una particolare capacità di apertura e una dimensione di accoglienza attraverso molteplici esperienze nello scorrere di un percorso denso di svolte significative, fra cui le fraterne e coinvolgenti liturgie insieme alle simpaticissime suorine… come quella della festa del Beato Luigi Tezza, un padre che forma con amorevolezza e soavità, con serietà e pazienza a…

vivere per amore dei fratelli

 

Essere infermiere

In questa società in cui nella vita quotidiana,  ed ancora di più nel mondo del lavoro,  il consumismo,  i soldi , il materialismo hanno ormai prevaricato lo spiritualismo,  l’etica e la morale,  appare sempre più raro che qualcuno apprezzi il lavoro svolto con dedizione e spirito di abnegazione a prescindere dalla retribuzione economica percepita.

Per quanto concerne il lavoro del personale infermieristico del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Figlie di San Camillo, è doveroso ringraziare quei pazienti che hanno saputo cogliere il lato umano dell’assistenza sanitaria prestata loro durante  la degenza ospedaliera. Infatti, non bisogna mai dimenticare che chi sceglie questa professione deve curare il corpo ma deve prestare attenzione anche al lato psicologico e deve avere attenzioni ed  amore verso i pazienti . Purtroppo non tutti percepiscono quanto sia importante questo lavoro, ma l’intelligenza nel farlo prescinde da ogni riconoscimento; perciò quando alcuni pazienti sono riconoscenti a livello morale , si è appagati perché si è ottenuto il raggiungimento dell’obiettivo di tale professione.

Sono passati ormai tre anni dal primo giorno di lavoro all’interno di questa struttura, quasi tutti svolti nella U.O.C di Ortopedia, anni che mi hanno permesso di relazionarmi con moltissime persone; da una parte i pazienti, che arrivano in ospedale con la necessità di risolvere un problema, di debellare una patologia dalla quale sono affetti; dall’altra i colleghi, che tutti i giorni arrivano a lavoro con l’intento di portare al termine il proprio compito nel modo più professionale possibile. Entrambe le figure ( pazienti ed infermieri) seppur con ruoli opposti all’interno di un reparto, hanno in comune “l’essere persona”, ognuna con le proprie sfumature caratteriali, con i propri modi di essere,  con i propri problemi extra ospedalieri, indi per cui  nel processo di nursing  deve svolgere un ruolo chiave  il “Saper ESSERE” di noi professionisti, il saper approcciarsi in modo olistico alle persone che si hanno intorno qualunque sia il proprio ruolo sociale in quel momento. Tutti siamo nervosi, tutti abbiamo problemi che portiamo con noi e spesso capita di avere incomprensioni tra colleghi dettate, a volte, solamente dal modo di esprimersi o di porci nei confronti del prossimo, ed è proprio in quel momento che ci dobbiamo ricordare che potrebbe capitare anche a noi di imbatterci in una giornata storta, dobbiamo quindi dare poco peso a ciò, rimanendo su quello che è il nostro obiettivo principale ovvero il bene del paziente.

La bravura e la professionalità delle persone che compongono l’equipe infermieristica di cui faccio parte è proprio quella di approcciarsi al paziente come farebbe una famiglia nei confronti di un proprio componente in difficoltà, cercando di capire il problema, pianificando il modo in cui affrontarlo, senza mai perdere di vista il suo lato psicologico, quindi personalizzando l’aiuto.  A testimonianza di quanto sopra esposto allego alcuni dei biglietti di ringraziamento pervenuteci in reparto, esposti in bacheca nella nostra medicheria.

Andrea

DSE Mobile al Tg2

 

Neolaureate e Formazione

Condividere la conoscenza attraverso la presentazione degli studi effettuati alle sorelle della comunità di Grottaferrata. Una bellissima giornata di approfondimento in un clima di comunione fraterna e di pace… tantissimi gli applausi e le ripercussioni, ammirate le sorelle di tali studi e competenze, interessantissimi gli argomenti trattati, animatissima la tavola per confrontarsi tutte insieme gustando gioie e piatti appetitosi. Grazie carissime sorelle per il vostro impegno durante questi anni di formazione, non solo nello studio ma soprattutto nella carità ai servizi dei nostri fratelli ammalati!

Prima della Laurea tutte le emozioni insieme a Gesù

Le emozioni non si possono “catturare”… ma quello che spero è riuscire a farvi ricordare quanto c’è di bello in questa scuola…

Monia

Laureandi che parlano con il cuore

Laureandi in Scienze infermieristiche motivati e pieni di umanità, convinti e sicuri di quanto proponevano. Argomenti interessantissimi per i professionisti dell’assistenza affrontati con passione e competenza metodologica. Partendo da “Un emergenza silenziosa, il flagello dell’ulcera di Buruli” l’esposizione delle diverse tematiche ha spaziato a “La valutazione della fatigue nel Caregiver” con scala multidisciplinare o al self-care precoce nella cura delle stomie; dal Counseling nell’emergenza a “La qualità di vita nelle cure terminali”; a argomenti di massima attualità come “L’infermiere e la maxi-emergenza” nel contesto del fenomeno immigratorio, la formazione dei laici al BLS-D con esperienze sul territorio e il trapianto di organi nel nursing transculturale, considerando il bagaglio culturale della persona nella fase della malattia.

Con attenzione ad aspetti particolari come i disturbi del comportamento in infermieri che lavorano in emergenza immigratoria o i linguaggi del corpo, i comitati ospedalieri per il buon uso del sangue e i bloodless coordinator care o l’indicazione di link in rete e programmi di sostegno online per il self-care, dalla dimensione spirituale della qualità di vita in fase terminale, al mettere in gioco i sensi interiori e l’espressione del sé, fino alla scala del benessere spirituale, l’approccio centrico al paziente e la trascendenza.

dsc_0327Tesi che nascono dal desiderio di mettere in evidenza problematiche incontrate che hanno coinvolto gli studenti, esperienze personali che hanno colpito affiancando i colleghi nell’assistenza e che esponevano con uno spessore umano nel disertare che costituiva un plus nel trasmettere la pregnanza dell’argomento, coinvolgendo nelle vibrazioni e motivando la condivisione degli obiettivi e strategie proposte.

Ottimi elaborati! Gradevolezza grafica e chiarezza espositiva delle slide che accompagnavano la dissertazione per supportare la comprensione dell’udienza. Metodologia della revisione della letteratura con metodo PICO (popolazione, interventi, comparazione, outcome), consultando banche date come PUBMED E CINAHL, fra le più citate. All’interno dell’esperienza vissuta da una teorica del Nursing come punto di riferimento, senza ovviare gli aspetti legislativi.

Eccellevano le Tesi di ricerca, con studio qualitativo attraverso intervista, griglia di osservazione o questionari già validati, la documentazione fotografica del coinvolgimento personale sul campo e l’apertura verso la qualità dell’assistenza infermieristica. Di grande impatto quelle sulla facilitazione della comunicazione nei pazienti con gravi patologie neuromotorie seguite personalmente con un’esperienza di tirocinio al Centro di Riferimento per la SLA del Policlinico Gemelli di Roma; così come quella suoi pazienti tracheostomizzati e quella sul corpo e la corporeità, imparando a considerare il corpo non come corpo malato ma come abitazione della persona.

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Sì, veramente, come bene ha esposto un laureanda                                                          “l’assistenza infermieristica è l’arte di dare la via”

I particolari di una giornata ad alto livello!

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Prendersi cura delle mamme…

Prendersi cura dei piccoli …prendendosi cura delle mamme, creando spazi e concedendo tutto il tempo necessario perché possano esprimere le loro perplessità, paure e dubbi. Accogliere, chiarire, illustrare… Non solo, ma anche fare vedere, lasciarsi incontrare e conoscere, comprendere, accompagnare sostenendo e incoraggiando… Una giornata piena di tenerezza e di vita col sorriso della Beata Giuseppina Vannini!!!

Dalle porte a “La Porta”

La Porta Santa, le indulgenze e il pellegrinaggio sono i segni che caratterizzano ogni Giubileo. In quest’anno straordinario della misericordia, coloro che sono strumenti di misericordia insieme a noi servendo i malati nell’Ospedale Madre Giuseppina Vannini hanno gradito di partecipare a un singolare pellegrinaggio da Santa Croce in Gerusalemme a San Giovanni in Laterano, con la possibilità di celebrare il Sacramento della Riconciliazione e di guadagnare l’indulgenza giubilare attraversando insieme la Porta Santa.

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Così dalle porte dell’Ospedale abbiamo camminato verso Cristo, la Porta, e rigenerati da questa esperienza d’amore misericordioso ritorniamo a varcare le porte dei fratelli per essere testimoni della Sua compassione e misericordia nella quotidianità del nostro servizio straordinario!!!

Il tutto nel ambito della settimana in onore della Beata Giuseppina Vannini, piccola luce di misericordia in mezzo ai poveri e ai malati. Per questo siamo venuti al Santuario dei Beati Fondatori, Padre Luigi Tezza e Madre Giuseppina Vannini con una immensa gioia!!! Non sapevamo che si poteva gioire così in questi posti!!!

 

Techno-Medicina

La medicina si sta sempre più modernizzando trovando soluzioni sempre nuove per la salute del paziente. Una di esse è il DSE-mobile volta a migliorare l’efficienza del servizio sanitario attraverso un ulteriore sviluppo delle reti ed una più ampia gestione informatica e telematica di atti, documenti e procedure con l’obiettivo di fornire un supporto alla gestione informatizzata, uniforme, aggiornata e integrata dei dati anagrafici, clinici e sanitari del paziente lungo tutto il ciclo di assistenza sanitaria all’interno di una determinata struttura sanitaria. Grazie al DSE gli operatori sanitari coinvolti nei processi di cura possono condividere informazioni fondamentali a supporto della diagnosi e del percorso terapeutico, indipendentemente dalla localizzazione fisica del paziente. Le informazioni sono gestite nel totale rispetto dei dati sensibili del paziente e solo gli operatori sanitari coinvolti nella cura del paziente possono accedervi.

Tablet e smartphone nei reparti – La storia sanitaria dei pazienti a portata di mano

Il progetto DSE MOBILE ( Dossier Sanitario Elettronico) realizzato dall’Ospedale Vannini, con il contributo della Fondazione Roma,  potenzia ed ottimizza i servizi ospedalieri offerti, consentendo ai medici di visualizzare attraverso tablet e smartphone, le immagini radiologiche e tutti i precedenti clinici degli assistiti. Il sistema introdotto, che è aperto e adattabile a future evoluzioni, assicura ai medici la immediata disponibilità dei dati storici dei pazienti, identifica gli assistiti in modo univoco, consente l’integrazione di tutti i sistemi utilizzati nei vari reparti, garantendo al tempo stesso la sicurezza dei dati. Il medico può avere accesso in tempo reale, direttamente al letto del paziente, a tutti i dati presenti nell’archivio informatico, ai referti, alle radiografie, alle tac, alle risonanze magnetiche, alle analisi di laboratorio, a tutta la diagnostica strumentale e sarà quindi in grado di avere un quadro clinico esaustivo e completo del paziente.

Altro elemento di novità è rappresentato dalla dotazione anche nei reparti del Braccialetto Identificativo Unico dei pazienti. Si tratta di una striscia di carta plastificata sulla quale vengono impressi un codice a barre e  un numero identificativo, che individuano in modo univoco il paziente, evitando ogni possibilità di errore. Il medico, attraverso la telecamera del proprio dispositivo portatile, potrà identificare facilmente e con assoluta certezza il paziente.

In particolare il sistema consentirà: un più rapido inquadramento clinico-diagnostico dovuto alla possibilità per qualunque medico di accedere velocemente alle informazioni cliniche-storiche del paziente; certezza del percorso clinico individuale dei degenti con riduzione del rischio di errore nell’attribuzione dei referti, degli esami diagnostici e delle consulenze;

riduzione dei tempi di accesso alle informazioni cliniche e quindi maggiore dedizione alla  relazione con il paziente e con i familiari.

Inoltre la copertura WIFI, stesa a tutta la Struttura, consente ai ricoverati, al personale ed a tutte le persone che accedono all’Ospedale la fruizione di servizi informativi. Trattassi di rete WIFI di ultima generazione in grado di garantire la sicurezza dei datti nelle diversificate articolazioni ed esigenze della Struttura ospedaliera. L’impegno di spesa globale sostenuto dell’Ospedale nei ultimi 2 anni è stato di circa €. 800.000 di cui €. 264.526,16 per il progetto DSE MIBILE. Il contributo della Fondazione Roma è stato di  €. 215.000 .

Inaugurazione del DSE mobile

Nel prestigioso “Auditorium Madre Giuseppina Vannini” la presentazione di questa innovativa tecnologia.

Il progetto si è avvalso del supporto della IASI, che offre soluzioni informatiche e servizi di consulenza al fine di ricercare l’eccellenza nella realizzazione di progetti, prodotti e servizi ad alto valore aggiunto a supporto dell’attività delle Aziende operanti nella Sanità pubblica e privata. Il Dott. dsc_0055Luigi Ambrosini, Amministratore Delegato della IASI, ci ha accompagnato in questo cammino e ci ha onorato della sua presenza in questo evento di eccezione per la nostra struttura ospedaliera.

Strumenti di assistenza multietnica all’avanguardia

Dopo il saluto del Direttore generale, Madre Zelia Andrighetti, il Direttore sanitario dell’Ospedale Madre Giuseppina Vannini di Roma, Dott.ssa Maura Moreschini ha illustrato come i medici dei reparti attraverso un Tablet avranno ora accesso agli esami di laboratori, ai risultati della diagnostica per immagini e radiologia con notevoli benefici nella rapidità dell’inquadramento diagnostico e miglioramento della relazione medico-paziente e medico-famigliari.

Insieme per un progetto innovativo che continua a mettere al centro la persona

La Fondazione Roma è una istituzione molto antica nel ambito del Non-Profit per questioni sociali, prevalentemente relative alla sanità, con un esordio umanitario di eccezione: una struttura oncologica all’avanguardia a Roma, un hospice dedicato all’assistenza medica e spirituale dei malati con breve aspettativa di vita. Attualmente l’hospice si prende cura anche dei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e da Alzheimer, con la missione di offrire cure eccellenti gratuitamente, garantendo la centralità della persona, nel rispetto della sua dignità. Un centro di alta diagnostica per i bambini con tecnologia non presenti in Italia totalmente gratuito.

La Fondazione Roma ha in programma, inoltre, di implementare in modo rivoluzionario anche i servizi in favore dei malati di Alzheimer, con la realizzazione di un progetto pionieristico per l’Italia, liberamente ispirato ad un’esperienza olandese. Il Direttore generale di questa eminente istituzione, il Prof. Franco Parasassi ha spiegato come “le risorse residuali sono devolute ad iniziative sanitarie pubbliche fra cui quella della tecnologia al letto del malato. Un’idea, un progetto d’intervento che l’Ospedale Madre Giuseppina Vannini ha portato a termine” ha concluso evidenziando la stima e la soddisfazione per questa collaborazione.

Fondazione Roma

Un investimento in dignità ancor prima del riscontro economico.

Prima della benedizione della targa che illustra ai pazienti la possibilità di disporre di questa tecnologia di avanguardia il sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale della salute, padre Augusto Chendi MI ha rilevato che questo è “un investimento in dignità ancor prima del riscontro economico.” Il servizio che oggi viene offerto nell’Ospedale Madre Giuseppina Vannini è di una risultanza positiva sia termini economici che di eccellenza nella relazione di presa in carico della persona ricoverata.

Siamo una famiglia, tutti collaboriamo

Ha conclusione della serata le domande scottanti del moderatore… al Commissario straordinario della Asl di Roma, Dott.ssa Flori De Grassi: “Questo Ospedale rappresenta un punto di riferimento nel territorio che con questa tecnologia non può che migliorare il prestigio.” Insieme, dunque, per puntare su una sanità di vicinanza!!!

Essere figlie di una Madre piena di amore

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Le sorelle sono venute dalle diverse comunità per festeggiare nel Santuario dei Beati Fondatori, la festa della Madre Giuseppina Vannini… Padre Roberto ci ha guidato a comprendere sempre meglio la bellezza di questa festa: “L’intuizione della vostra fondatrice, la Beata Giuseppina Vannini, mostra in modo eloquente quanto la Parola del Signore possa cambiare la vita di chi diventa suo discepolo. Questa donna, sostenuta dalla preghiera e amicizia di padre Luigi Tezza, non ebbe paura di rispondere all’invito da lui fatto, dopo meditare nel suo cuore rispose: Eccomi a sua disposizione per il suo progetto. Non sono capace di nulla io. Confido però in Dio, io sono sicuro che lei si lasciò guidare dalle parole di Gesù: “Ero ammalato e mi avete assistito”. Per questo ci ha lasciato l’ammonizione: “Abbiate cura dei poveri infermi con lo stesso amore, come suole un’amorevole madre curare il suo unico figlio infermo. Lo Spirito Santo mise nel cuore dei vostri fondatori il desiderio e la responsabilità di stare sempre vicini a quanti soffrono, per portare ad essi consolazione, conforto e amicizia. Quindi la vostra vita oggi è il riflesso di questo carisma, soprattutto al servizio dei fratelli e delle sorelle che sono ricoverati negli ospedali. La presenza di una sorella o di un fratello camilliano accanto ad un malato, fa’ con che la sofferenza sia mitigata, diminuita, si sentano sostenuti perché vedono in voi, sentono in voi le mani misericordiosa di Gesù. Voi siete un segno concreto di come si esprime la misericordia del Padre.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare riguarda la vostra professionalità. Prepararsi per prendere cura delle persone malate è ed esige un grande impegno. No scoraggiatevi mai. La preparazione medica e infermieristica sono assai importante per i malati, ma è importante il sorriso, una carezza, un bacio, stare vicino, stare accanto in silenzio e in preghiera. Queste cose così umane, guariscono ogni tipo di malattia. Il modo più nobile e bello di celebrare la fondatrice e seguire il suo esempio. Coraggio! Non arrendetevi mai in questo servizio così prezioso, nonostante tutte le difficoltà che potete incontrare. Coraggio! Oggi abbiamo sentito nella pericope del Vangelo la insistenza della vedova che volle giustizia. L’insistenza nella preghiera, no!? “La preghiera sia sempre la linfa che sostiene la vostra missione evangelizzatrice. Pregare sempre, senza stancarsi mai!” (Papa Francesco)

Ricordatevi che per la Beata Giuseppina come per San Camillo, i malati sono “la pupilla e il cuore di Dio”. Vorrei dirvi un pensiero di Papa Francesco che afferma: “Su quel letto di ospedale giace sempre Gesù, presente in quella persona che soffre, ed è Lui che chiede aiuto a ciascuna di voi. È Gesù. Alle volte uno può pensare: “Alcuni ammalati danno fastidio”. Ma anche noi diamo fastidio al Signore con i nostri acciacchi, con i nostri peccati, e Gesù ci sopporta e Gesù ci accompagna!” Care suore Camilliane, oggi ricordiamo la vostra amata Madre fondatrice, è molto bello ricordare, ma il più bello è vivere non soltanto a parole, ma mettere in pratica quello che lei vi ha insegnato. Buona festa!”

Nella cornice dell’anno di preparazione al 125° anniversario di Fondazione del nostro amato Istituto, le giovani di Grottaferrata hanno preparato un musical mariano camilliano!

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Una giornata speciale dedicata a tutte le mamme!

Le Ostetriche e i Medici del reparto di Ginecologia e ostetricia i Neonatologi e gli Anestesisti saranno a disposizione delle future mamme e papà gratuitamente!

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Incontro di giovani adolescenti

Trenta giovani nella casa di Padre Luigi Tezza per un incontro di Evangelizzazione! Momenti di riflessione, di animazione e di preghiera… Un’esperienza meravigliosa con Gesù pieno di Misericordia…

Al termine dell’incontro la Celebrazione Eucaristica con la partecipazione dei genitori dei ragazzi.

Una settimana con Giuseppina

Una settimana in onore della Beata Giuseppina Vannini nella cornice dell’Anno Giubilare della misericordia e in preparazione ai 125 anni di fondazione dell’Istituto delle Figlie di San Camillo.

Una gradita iniziativa delle sorelle della comunità che offrono il loro servizio nell’ospedale “Madre Giuseppina Vannini” di Roma.

Un approccio eclettico a questa amorevole Madre dal grande cuore! locLe giornate si aprono il 24 ottobre con l’inaugurazione del DSE mobile: Presso l’auditorium dell’ospedale il saluto della Carissima Madre, la presentazione del Direttore sanitario Dott. Maura Moreschini, il filmato di presentazione del progetto, il discorso del rappresentante della Fondazione Roma, l’intervento di Padre Augusto Chendi, Sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, la benedizione della Targa commemorativa e a seguire la Conferenza stampa e il Buffet, in chiusura il musical “Bellezza e armonia – Bimbi in danza”.

Il 25 e il 26 ottobre la possibilità di partecipare al pellegrinaggio giubilare dell’Ospedale, con il passaggio della Porta Santa e l’acquisto dell’indulgenza nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Ritrovo e incontro alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, processione verso San Giovanni in Laterano, passaggio della Porta Santa,  visita al Santuario della Beata Giuseppina Vannini!

Open Day Mamma

Il 28 ottobre la giornata Per Te che vuoi essere mamma! senza-titolo-1Ostetriche e medici del reparto di Ginecologia e Ostetricia, neonatologi e anestesisti saranno a disposizione delle future mamme e papà gratuitamente per: Consulenzie ostetriche, indirizzo suoi percorsi diagnostici e terapeutici in gravidanza, counseling ostetrico – neonatologico, informazioni su modalità di conservazione autologa cellule staminali. Le ostetriche illustreranno i corsi di accompagnamento alla nascita e visita guidata negli ambulatori, sala parto, reparto e nido.

Alle ore 10.15 la Solenne celebrazione eucaristica presieduta da Padre Gianfranco Lunardon, Consultore e Segretario generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi.

Il fuoco dell’amore misericordioso

Una celebrazione liturgica solenne e molto toccante quella vissuta all’”Hogar San Camilo” di Medellín (Colombia) in occasione della Festa del Beato Luigi Tezza. Un invito a ringraziare il Signore e a gioire, un canto di misericordia con il cuore ricolmo di emozione perché il Signore continua a chiamare e a suscitare misteriosamente nel cuore di molte giovani, questo ardore e questo fuoco d’amore per vivere in pienezza la novità interiore nello Spirito che solo effonde l’amore compassionavo e misericordioso verso le persone che soffrono e genera la comunione nella semplicità della vita di ogni giorno.

La carissima Madre in Argentina

Finalmente anche in Argentina dove le nostre prime sorelle sono arrivate ai tempi della Madre Fondatrice portando il carisma della misericordia in terre americane. La presenza oggi della nostra carissima Madre porta ancora in mezzo a noi il genuino spirito dei nostri amati Fondatori, e i nostri cuori si aprono all’ascolto e alla figliale confidenza. Ringraziamo la carissima Sr Rosanna Priore che è venuta ad accompagnare la Madre, a conoscere le nostre comunità e a condividere con noi la gioia della comunione fraterna. E un grazie di cuore alla nostra amata Madre Zelia che è venuta “ai confini del mondo” per prendersi cura di ognuna di noi!

Coaching e formazione nell’ambito del carisma della misericordia

Dal 1 al 5 di settembre si è tenuto nel “Hogar San Camilo” di Vagues (Argentina) il XX Incontro Panamericano di Formatori e animatori vocazionali con la partecipazione di Religiosi Camilliani, Ministre degli Infermi e Figlie di San Camillo.

Il corso era tenuto da José Carlos Bermejo Delegato Generale, e dalla Dottoressa Rosa María Belda, professori del Centro de Umanizzazione  della Salute della Provincia Spagnola dei padri camilliani.

Gli interventi miravano ad approfondire tematiche di rilievo nel campo dell’accompagnamento vocazionale quali il discernimento, la salute relazionale ed emozionale, e le nuove tecniche di coaching nell’umanizzazione delle relazioni di formazione e di vita comunitaria.

Rincontrarsi nella gioia! E’ Colombia!!!

L’indescrivibile gioia delle sorelle colombiane all’arrivo della nostra carissima Madre, e la gioia della Madre e della Superiora Sr Rosanna nel ritrovare le care sorelle colombiane. Essere tutte di Gesù dischiude ad ogni passo la gioia che sgorga dal Vangelo, dall’amarci come vere sorelle, dall’emozione di rincontrarci. Orchidee, sorrisi, palloncini colorati, le nostre bellissime ospite e la pace della preghiera…

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Il cuore di San Camillo a Trento

Come un vento nuovo di amore…

Appena arrivata a Córdoba la carissima Madre vola verso le sue amate figlie… chinandosi su di loro per abbracciarle, per ognuna una gesto di affetto, nella dedizione dell’attento ascolto con la semplicità di un cuore che ama d’avvero!!! anche le nostre care ospite sono state oggetto delle sue premure e del suo contagioso amore, che non si fermava un attimo pur di andare incontro a tutte!!!

Il dono libero e trasparente di tutto se stesse

dsc_0096Sr Jocelyne e Sr Justine si aprono nella gioia ad un sereno sì per sempre. Essere tutte di Dio è come un luogo di ascolto nuovo dello Spirito e dei fratelli, è come il luogo di un dono nuovo col cuore libero, dove si capisce il valore della vita, delle relazioni con gli altri; una esperienza che non ha eguali, un dialogo nel quale si mette sempre più a fuoco l’essenziale, il dono libero e trasparente di tutto se stesse.

Guarda il video

“La consacrazione a Dio per sempre non è un momento, è l momento in cui tutta la vita prende il volo come testimone della carità – ha spiegato durante l’omelia Pere Medrad – la carità evangelica è la missione che Dio vi affida e che vi rende persone belle nel cuore, non con le parole ma con le espressioni di una vita donata.”

Le sorelle della comunità di Grottaferrata, insieme a quelle venute per la celebrazione si sono strette a loro nella gratitudine e nell’esultanza.

Celebriamo la fedeltà

Grande festa a Grottaferrata grazie a Sr Alfreda, Sr Claudia, Sr Valeria, Sr Bernarda, Sr Lorenza e Sr Benedetta che ci hanno portato una ventata di fedeltà, ci hanno fatto gustare lo spessore dell’amore, sono arrivate ai piedi dell’altare dopo cinquant’anni di vita consacrata con le mani colme di amore, di perdono e di gratitudine. Qualcosa di indescrivibilmente bello… le giovani di Grotta si sono sbizzarrite in gesti di ammirazione e riconoscenza: di lodi animate all’organo e di rispettoso silenzio, di fiori e di arredi, di corone di lampade e di giubilo, di buonissimi cannelloni e di innumerevoli particolari d’amore…

Una celebrazione così sentita non si era vista da tempo… ““Protendersi verso l’altro, essere questo arco che congiunge – sono le parole che don Tarcisio ci ha regalato durante la sua sentita omelia – questa è la pienezza della vita consacrata, impastata di sudore e di impegno generoso, di dedizione senza riserve. Come gli angeli il cui ministero è quello di essere davanti a Dio e assistere gli uomini.” E poi ha spiegato: “Assistere, vuol dire: essere accanto, questa presenza così importante, che esprime la tenerezza, la delicata premura dell’amore di Dio. Tanto più siamo di Dio tanto più siamo dei fratelli.” Concludeva allora asserendo che “A voi il Signore può dire: «Voi siete quelle che avete perseverato con me, nelle mie fatiche». Spose del Signore, donne consacrate di un amore maturo, fatto sapiente dalle prove con il cuore nelle mani che un giorno splenderanno.”

Una lettera piena di Dio

dsc02483L’anima nostra magnifica il Signore e il nostro spirito esulta in Dio nostro Salvatore.

 Oggi, più che mai, vogliamo far nostro questo canto, elevato da Maria al Signore, per le opere compiute in Lei, con Lei, a cui chiediamo di accogliere questo affidamento che oggi dopo 50 anni rinnoviamo con fiducia, chiediamo di unirsi a noi e ringraziare Suo Figlio.

Ognuna di noi è preziosa agli occhi del Signore e Lui conosce ciò che abita oggi nei nostri cuori. Ci lasciamo raggiungere dal suo sguardo e ricevere la consolante carezza del suo sorriso. Al Signore che in questi 50 anni ci ha aiutato e sostenute, chiediamo di spargere con perseveranza il seme della sua grazia che produce le buone opere e ci rende costruttrici, con la forza dello Spirito Santo, del suo regno d’amore; fa, Ti preghiamo, che in questo tempo che ci resta cooperiamo con il Divino Paraclito, alla crescita di esso ed elargisce a noi la costanza di espanderlo sempre di più, con la nostra assidua testimonianza, lievito di crescita spirituale per noi e il nostro prossimo.

dsc_0110Chiediamo perdono al Signore se non sempre siamo state così pronte a rispondere ai suoi richiami, perdoni le nostre imperfezioni e le nostre colpe, e le bruci con la sua grande misericordia. Sappiamo che Dio non fotografa gli sbagli ma li mette sui passi della santità.

In questo anno della misericordia gli chiediamo che voglia benedire quanti, sacerdoti e non, ci hanno sostenuto nella formazione e doni l’eterno riposo a quanti già dormono il sonno della pace: prima fra tutte, la nostra Maestra Suor Vittorina. A Lei, che quale madre amorosa, ha saputo coltivare il germe della nostra vocazione, vogliamo dire grazie, per quanto ci ha donato e per l’amore che ha saputo suscitare in noi, verso il Papa, la Chiesa, l’Istituto, affidandoci sempre al Cuore di Gesù e i nostri Fondatori.

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Momenti bui e di sofferenza non sono mancati, rappresentati da lutti e sofferenze varie, ma sempre abbiamo sentito vicino il Signore, e non ci siamo lasciate sopraffare dell’abbattimento, perché essendoci date al Signore, Lui doveva prendersi cura di noi, e Lui quale Buon Pastore ci ha accolte nel Suo Cuore misericordioso e ci ha fatto capire che il suo Amore non ha confini, non si stanca e non si arrende mai, perché è misericordioso e nel suo donarsi senza limiti, abbiamo trovato la sorgente dell’Amore fedele e mite, che lascia liberi e rende liberi perché ci ama così come siamo.

Grazie alla Vergine Santissima che si è presa cura di noi. Grazie ai Superiori tutti, passati e presenti, che ci hanno sostenute. Grazie a don Tarcisio e agli altri sacerdoti concelebranti. Grazie a don Tarcisio anche perché in questi giorni ha saputo risvegliare in noi la gioia della donazione. Grazie alle sorelle tutte, ai nostri genitori, ai nostri famigliari, a quelli presenti che sono venuti a festeggiare con noi questo giorno. A tutti il nostro grazie riconoscente e preghiamo che i santi Arcangeli, San Camillo e i beati Fondatori, ottengano tutte le grazie che desiderate e al nostro Istituto sante vocazioni che possano continuare la nostra opera tra le Figlie di San Camillo.

Grazie a tutti di cuore da Sr Valeria, Sr Benedetta, Sr Claudia, Sr Bernarda, Sr Alfreda e Sr Lorenza

Celebravano insieme a loro anche Sr Josia, Sr Merlina e Sr Flora dopo 25 anni di vita consacrata e la loro gioia si diffondeva nella liturgia come una fragranza di interiore letizia.

A tutte loro il nostro grazie per questa bellissima festa.

Il silenzio è la forza dell’amore

Nel cuore degli esercizi spirituali predicati da don Tarcisio, in un clima di preghiera e di amorevole gratitudine verso il padre Luigi Tezza nostro Fondatore, ci siamo radunate nella Chiesa Santuario dei Beati Fondatori per una celebrazione eucaristica che splendeva di figliale affetto e fraterna comunione. Guidate da fra Patrizio, in una gioiosa processione introitale siamo entrate cantando tutte intorno all’altare per lodare il Signore e giubilare per il dono del nostro amato Fondatore.

Dobbiamo volerci bene!

“Padre Tezza è stato un formatore  che ha formato se stesso al valore dell’amore – ha esordito Fra Patrizio nella sua omilia – dell’amore a Dio, dell’amore agli altri e anche a sapere dimenticare se stesso. Padre Tezza aveva una grande umanità, un uomo libero, della libertà dell’amore, che ha formato le nostre prime sorelle e ciascuna di noi ad avere un cuore umano, ad essere persone che sanno dare un bicchiere d’acqua con tenerezza e bontà, proprio con il cuore.”

Le sue parole ci toccavano dentro, perché sgorgavano dal cuore di un fratello. Concludendo ha detto che: Il silenzio è la forza della verità, il silenzio è la forza dell’amore. Il Padre Tezza ha saputo vivere il momento della prova come una sofferenza che nell’amore si apre alla gioia e alla speranza.”

La preghiera comune

Le risonanze di queste riflessioni si sono aperte ad una preghiera spontanea al Signore per intercessione del Beato Padre Luigi Tezza, secondo la particolare mozione dello Spirito Santo in ciascuna di noi. Cordialissima la partecipazione dei famigliari del Padre Tezza alla processione offertoriale, ci sembrava in qualche modo di vederlo presente in mezzo a noi.

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