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4.500 giovani – cientos de chicos (Salta – Argentina)

I giovani stanno vivendo a pieno il loro Miracolo in un sabato sera ideale per dimostrare ancora una volta la loro fede incrollabile. Sono partiti in processione da Plaza España e arrivarono alla Cattedrale per la Messa presieduta da Monsignor Mario Cargnello.
La nona edizione Milagro Juvenil “Creelo, vivilo y compartilo” è iniziata alle ore 14 circa  in Plaza España con la celebrazione di apertura e canti. Tra i partecipanti c’era Leandro Flocco che infiammò i giovani con una esortazione su: “L’impegno sociale”, spiegando che anche dal nostro posto possiamo modificare le realtà.
Anche le Figlie di San Camillo della nuova comunità di Salta hanno partecipato, testimoniando il loro amore tra i giovani!
Dalla sala stampa della cattedrale è stato riferito che hanno partecipato circa 4.500 giovani provenienti da diversi gruppi della capitale e dalla provincia.

Los jóvenes viven a pleno su Milagro en una noche de sábado ideal para demostrar, una vez más, su inquebrantable fe. Arrancaron en procesión desde Plaza España y llegaron a la Catedral para la misa presidida por el Monseñor Mario Cargnello. La novena edición Milagro Juvenil “Creelo, vivilo y compartilo” inició alrededor de las 14 en Plaza España con una apertura y cantos. Entre los disertantes se encotraba Leandro Flocco con la charla “El compromiso social”, spiegando come desde nuestro lugar podemos modificar las realidades. También las Hijas de San Camilo de la nueva comunidad de Salta participaron, testimoniando su amor entregado entre los jovenes! Desde el área de prensa de la catedral informaron que participaron alrededor de 4.500 jóvenes de diferentes grupos de capital e interior.

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La processione il giorno della festa

Concerto per Pianoforte – Treviso

Una interessante iniziativa culturale viene offerta nell’Ospedale San Camillo di Treviso, il giorno 22 Settembre 2017 alle ore 16:00, presso la chiesa dell’Ospedale

Concerto per Pianoforte promosso dall’ UO di Medicina Fisica e Riabilitativa

Artista: Dinetto Pietro

Programma:

L. V. Beethoven: sonata n. 17 op. 31 n. 2 “La tempesta”

F. Liszt: Vallée d’Obermann

V. Rachmaninov: preludio op. 3 n. 2; preludio op. 32 n. 12

 

Una figura affascinante

Pochi santi della Chiesa cattolica godono della popolarità dell’agostiniana Rita da Cascia. Una santa in carne ed ossa, vicina a noi, che ha vissuto la fragilità della nostra condizione umana. Il suo atteggiamento interiore nell’affrontare la sofferenza costituisce un’autentica scuola di vita. Questa fecondità spirituale che nasce da questo silenzio amante dentro la vita reale, questo suo essere uno strumento di pace che nasce dalla piccolezza e dal perdono rendono questo nostro pellegrinaggio una esperienza straordinaria.

Abbiamo visto l’essenziale

La sinfonia dei vivaci colori all’interno del santuario contrasta fortemente con il bianco totale della facciata, provocando uno stupore che prende fortissimo dentro… e il nostro pellegrinaggio diventa incontro, occhi, anzi cuore che vede l’essenziale. Ed in questo ci è maestra Santa Rita che ci guida all’ascolto, a vivere con amore la Parola di Dio nella pace del perdono e della misericordia. Santa Rita non ha scritti, ma ci insegna come una amica che parla con la sua vita a vivere il perdono che sgorga dal silenzio orante e dall’umiltà. Perché la sua santità passa dentro la nostra vita quotidiana… ecco: poche cose, ma abbiamo visto l’essenziale! E ci siamo innamorate di più della semplicità, della docilità allo Spirito che ci guida nella nostra vita, dell’umiltà e del silenzio…

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Per onorare s. Rita nel VI centenario della nascita, nel 1981 il grande scultore Giacomo Manzù (Bergamo, 1908-1991) realizzò in bronzo i principali elementi liturgici del presbiterio: altare, ambone, croce, tabernacolo, cero pasquale, lampada votiva.

Con la pace e il perdono entra a porte chiuse

Il chiostro dove Santa Rita, nel maggiore ardore delle sue preghiere sulla mezzanotte, fu deposta in modo a lei incomprensibile dai suoi santi protettori S. Giovani Battista, S. Agostino e S. Nicolò da Tolentino. Rita non entrava in un luogo, varcando il portone del monastero; entrava in una condizione di vita nuova che le permetteva di gustare fino all’ultima sillaba le parole dello Sposo: “Ti farò mia sposa per sempre”.

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La vite di S. Rita

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Il primo documento iconografico è costituito da due immagini della santa dipinte sulla cassa solenne in cui nel 1462 fu deposto il suo corpo. Sulla cassa solenne la più antica raffigurazione della Santa, vestita da monaca agostiniana, con la ferita sulla fronte e la spina.

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Roccaporena, il luogo natale di S. Rita.

Il cammino della preghiera

Fin da bambina, guardando dalle finestre della sua casa, Rita cominciò a familiarizzarsi con l’imponente Scoglio. Sulla cima del picco il silenzio totale favorisce la solitudine dello spirito. Lassù, in cima allo Scoglio, la giovane Rita poteva cercare un dialogo più intenso con il Signore, poteva imparare ad immergersi in quella preghiera profonda che più tardi, nel monastero di s. Maria Maddalena, avrebbe costituito l’occupazione più nobile della sua vita monastica.

Salire su questo Scoglio, entrando nel sentire e nel silenzio di S. Rita, nel suo amore appassionato per Cristo crocifisso e vivere dentro di lei questa esperienza unica di preghiera e contemplazione, ha lasciato un segno inciso nella roccia del nostro cuore e ravvivato il desiderio di essere tutte di Dio solo…

Accanto ai giovani – Buenos Aires

Aiutando le giovani a trovare con gioia la propria strada siamo andate anche alla Parrocchia di Nostra Signora di Caacupe nella provincia di Buenos Aires.

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A Lourdes per essere tutte di Maria

Sempre sì, per amare le sorelle

Dall’Argentina a Treviso, sempre attorniata dalle sorelle. Una superiora che ha saputo farsi amare da per tutto!!! Partita per l’America per fondare il Messico, passa poi all’Argentina conquistando le sorelle con il suo cuore di madre. Un punto di riferimento sicuro, sia per le sorelle come anche per le superiore, una guida avvezzata alla sofferenza, una generatrice di fraternità! Suor Bianca De Luca torna in Italia per guidare la comunità di Treviso, che felice, l’accoglie come un dono del cielo!

Giovani coraggiose

Abbiamo veramente bisogno di giovani coraggiosi che offrano a tutti una limpida e gioiosa testimonianza della loro «specifica accoglienza del mistero di Cristo»143 e della peculiare spiritualità del proprio Istituto.144 Sull’immediatezza di questa loro fede, sulle attitudini che hanno gioiosamente rivelato e su quanto lo Spirito vorrà dire loro, poggia in buona parte, il futuro della vita consacrata e della sua missione. (Ripartire da Cristo, 46)

Seguendo la luce del Vangelo e gli orientamenti della Congregazione dei religiosi, la nostra carissima Madre ha chiesto a Sr Melanie Bonou Yehouenou di prendersi cura della comunità di Sant’Alfio. Sr Melanie ha conseguito il Master Universitario di I livello in Management e funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie con una tesi dal titolo: “Il coordinatore e l’analisi dei bisogni formativi del personale sanitario” con un lavoro di ricerca sperimentale sul campo nell’Ospedale San Camillo di Trento.Con trepidazione e grande disponibilità, Sr Melanie ha accolto questa missione chiedendo a tutte noi di pregare per Lei! La accompagniamo con gioia e amore in questa sua nuova occasione di manifestare i suoi doni, nella serena certezza che sulle nostre giovani poggia il futuro della vita del nostro amato Istituto… Auguri di cuore cara Sr Melanie!!!

ENJUSANCA – Medellín (Colombia)

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Nella cornice delle celebrazioni del 125° anniversario della Congregazione delle Figlie di San Camillo si è realizzato il primo ENJUSANCA (Encuentro Juvenil San Camilo = Incontro Giovanile San Camillo) con lo slogan “Chiamati a servire”. Era il 21 maggio, nella città di Medellin-Colombia. L’incontro è stato organizzato dalla comunità delle Figlie di San Camillo in “mi casa padre Luis Tezza” in collaborazione con il gruppo giovanili Angeli Custodi (della parrocchia di San Francesco di Sales affidata ai Salesiani di Don Bosco, che si trova nel quartiere di Robledo Aures) e la Comunità Inum Anawin.

I giovani sono state guidati da Suor Luz Miryam Pérez Osorio responsabile della pastorale giovanile e vocazionale e da Luis Fernando Londoño coordinatore del gruppo giovanile. L’invito è stato rivolto principalmente a gruppi di giovani, ministranti, comunità e giovani che sono già stati chiamati e toccati da Dio e prestano il loro servizio di volontariato in diverse parrocchie, i quali hanno risposto entusiasti.

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En el marco de la celebración de los 125 años de la Congregación de las Hijas de San Camilo se celebró el pasado 21 de mayo en la ciudad de Medellín-Colombia el primer ENJUSANCA (encuentro juvenil San Camilo) con el lema “llamados a servir”, dicho encuentro fue organizado por la comunidad de las Hijas de San Camilo en el hogar “mi casa padre Luis Tezza” a cargo de la superiora delegada Carmela Esposito y de la superiora de la casa “San José” Imelda Londoño, en la alianza con el grupo juvenil Ángeles Guardianes (de la parroquia San Francisco de Sales, confiada a los Salesianos de Don Bosco, ubicada en el barrio Robledo Aures) y la Comunidad Inum Anawin.
El encuentro fue liderado por Sor Luz Miryam Pérez Osorio encargada de la pastoral vocacional y juvenil y Luis Fernando Londoño coordinador del grupo juvenil.
La invitación fue dirigida principalmente a grupos juveniles, ministerios, comunidades y jóvenes que ya han sido llamados y tocados por Dios y prestan su servicio voluntario en diferentes parroquias y han respondido afirmativamente.

Eravamo circa 150 persone per lo più giovani e comunità giovanili provenienti da diverse parrocchie, tra cui anche il gruppo organizzatore formato da tutto il gruppo giovanile Angeli Custodi, 4 Missionarie della Comunità Inum Anawin, 6 sorelle camilliane (La Superiora Sr. Imelda Londoño, Sr. Aurora Vargas, Sr. Orfa Ramírez, Sr. Nubia Muriel Pozo, Sr. Elvia Aguirre, Sr. Luz Miryam Pérez); il diacono camilliano Samir Lozano Valencia e il sacerdote diocesano Hernando Ramírez. La giornata è stata vissuta totalmente nella spiritualità dei giovani. Le porte si aprirono alle 9:00 per accogliere tutti coloro che hanno accettato l’invito. Musica, fischietti, grida di esultanza e la gioia ha pervaso tutto il luogo, i giovani hanno partecipato ai diversi momenti che sono stati preparati, la conversazione iniziale su San Camilo, l’Eucaristia, lavoro tematico (catechesi), l’Adorazione Eucaristica, un momento mariano e in chiusura la consegna dei premi ai gruppi più vivaci e partecipativi!

Luis Fernando Londoño Noreña (coordinador del grupo juvenil Ángeles Guardianes)

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A la cita acudieron alrededor de 150 personas en su mayoría jóvenes de grupos y comunidades juveniles de diferentes parroquias, también entre ellas el grupo organizador formados por todo el grupo juvenil Ángeles Guardianes, 4 misioneras de la Comunidad Inum Anawin, 6 religiosas Camilas (la Superiora Hna Imelda Londoño, Hna Aurora Vargas, Hna Orfa Ramírez, Hna Nubia Muriel Pozo, Hna Elvia Aguirre, Hna Luz Miryam Pérez); el diácono Camiliano Samir Lozano Valencia y el sacerdote diocesano Hernando Ramírez.

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La jornada se vivió en total espiritualidad juvenil, desde el día anterior y desde muy temprano el domingo se preparó el espacio, las puertas se abrieron a las 9:00 am para dar la bienvenida a todos aquellos que aceptaron la invitación. La música, los pitos, los gritos y la alegría se apoderaron de todo el lugar, los jóvenes participaron en los diferentes momentos que fueron preparados, como fue la converzación inicial sobre San Camilo, la Eucaristía, el trabajo temático (catequesis), la Adoración Eucarística, un momento Mariano y se cerró con las premiaciones correspondientes a los grupos más animados y participativos.

(293)Prima di tutto voglio dare gloria a Dio per questa esperienza che ci ha permesso di condividere con tanti altri giovani il carisma della Misericordia, sconquassare i loro cuori sommerso da un mondo pieno di novità lontane da Dio, per presentare il nostro dono: “servire Signore presente negli ammalati e nei poveri, il carisma della Misericordia”. Un grazie di cuore al giovane Luis Fernando Londoño per la sua animazione per il loro appoggio incondizionato a questo lavoro giovanile e vocazionale nella congregazione qui, nella città di Medellin; nonostante la sua disabilità fisica (distrofia muscolare) non è stato un impedimento per lottare e molto meno per servire Dio che lo ha toccato nel cuore per fare di lui uno strumento della Sua opera che raggiunge molte persone, soprattutto giovani.Luis Fernando Londoño é un giovane che è per noi un grande esempio di incoraggiamento che ci sprona ad andare avanti lottando per testimoniare l’amore di Dio, amare la Chiesa, lavorando nelle proprie Chiese particolari e vedere che la disabilità fisica non è un ostacolo per compiacere il Signore che porterà avanti i piani di Dio e la santificazione personale.Di tutto cuore un grazie a Luis Fernando per il sostegno nella pastorale vocazionale delle Figlie di San Camillo.

Sr. Miryam Pérez

Ante todo quiero dar gloria a Dios por esta experiencia que nos ha permitido compartir con muchos otros jóvenes y mostrar el carisma de la Misericordia, inquietar sus corazones en un mundo que presenta muchas más novedades a veces alejadas de Dios, nosotras presentamos un carisma “servir al Señor a través de los pobres enfermos” el carisma de la Misericordia. Un sincero agradecimiento al joven Luis Fernando Londoño por su animación por su apoyo incondicional con este trabajo de la pastoral juvenil y vocacional de la congregación, aquí en la ciudad de Medellín; a pesar de su discapacidad física (distrofia muscular) no ha sido un impedimento para luchar por el deseo y mucho menos para servir a Dios que lo ha tocado haciéndolo un instrumento para hacer que la obra que Dios que ha iniciado en él llegue a muchas personas, especialmente los jóvenes.
Luis Fernando Londoño ha sido un joven de gran ejemplo de estímulo para muchos jóvenes que quieren salir adelante luchando por dar testimonio del amor a Dios, amen a la iglesia, trabajen en sus iglesias particulares y que vean que la discapacidad física no es un obstáculo para cumplir la voluntad del Señor llevar los planes de Dios adelante y para la santificación personal. De todo corazón, muchísimas gracias Luis Fernando por el apoyo que hace en la pastoral vocacional de las hijas de San Camilo.

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Donare un sorriso ai malati ricoverati

Una bella iniziativa all’ospedale camilliano “Santa Maria della Pietà” di Casoria! L’uomo ha sempre riso, e anche di cuore, senza mai porsi tanti problemi e ha sempre visto tale sua prerogativa come un’energia creatrice e rinnovatrice. Le più recenti scoperte evidenziano che le persone con più alto senso dell’umorismo sembrano disporre di una più alta difesa immunitaria. E’ stato Rod A. Marin, psicologo all’università dell’Ontario orientale (Canada) a scoprire nel 1988 che il senso dell’umorismo modera il calo delle difese immunitarie che si verificano sotto stress. Dopo uno scoppio di riso si ha un rilascio di endorfina, detta anche oppioide endogeno. La “comico terapia” sta riscuotendo oggi risultati sempre più ragguardevoli nel campo delle terapie alternative e viene oggi applicata negli ospedali, soprattutto nei reparti di pediatria dove si sono riscontrati netti miglioramenti nei piccoli pazienti affetti da qualunque tipo di patologia.

L’infermiere come esperto della cura della persona in senso olistico ha il dovere di elargire a tutti senza riserve, questo analgesico endogeno. Un sorriso dice di più che tante parole in certe situazioni, si rivela una comunicazione non verbale, un linguaggio universale che tutti gli uomini capiscono. Quindi l’infermiere che sorride a un paziente o ride con il suo paziente gli trasmette fiducia e sicurezza. È apodittico, infatti, che non si può sorridere a qualcuno o ridere con lui ed essere contro di lui. Sorridere a qualcuno è dirle: “Ti capisco, sto con Te!”.Un grazie di cuore a Francesca Patriciello e Alessio, infermieri promotori dell’iniziativa.

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Con il Cuore nelle mani…

Stare insieme, tenersi per mano, vivere la dolcezza dell’accoglienza, celebrare la misericordia e soprattutto fare festa a San Camillo, siamo a Bucchianico!!!

San Camillo e i Suoi poveri – Arequipa (Perù)

Fra i giovani col cuore scalzo – Cordoba (Argentina)

Con il Cuore di Gesù misericordioso nelle mani!!! – Messico

Fra le nostre amate ospite per essere riflesso dell’amore misericordioso di Gesù come voleva San Camillo, il Santo della carità e della misericordia, che oggi continua ad amare i più bisognosi attraverso le mani e i cuori delle sorelle…

Misericordiando per Arequipa – Perù

Andare in contro ai fratelli più bisognosi con il cuore aperto e la mani pronte a dare e a prendersi cura! Ascolto, aiuto, vestiti nuovi, professionalità, medicine, ma anche celebrazione, gioia e condivisione!!! Sr Nelly, Sr Beatriz e Sr Matiaza celebrano la misericordia e se la godono alla grande!!! E tutte noi con loro!!! Che bello!!!

Il pellegrinaggio delle sorelle maggiore alla Casa dei Fondatori – Via Giusti

La nuova Superiora di Via Giusti

Preghiere e gesti dell’anima che lentamente si insinuano in noi donandoci emozioni che dischiudono la nostra vita sui sentieri nuovi dello Spirito… Tutte noi abbracciamo virtualmente la cara Superiora Sr Eliani Köhler, nella gioia di sapere la casa dei nostri amati Fondatori in così amorevoli e sollecite mani… Auguri di cuore a Lei e a tutta la Sua cara comunità!!!

Dalla Colombia a Grottaferrata con un cuore tutto napoletano

C’è un profumo particolare nella nostra Chiesa, sono i gigli di Grotta che noi chiamiamo i “gigli dell’Assunta”. Vestono di festa l’altare maggiore e l’altare della Madonna perché oggi, raccolta ai Suoi piedi prega la nostra amata Superiora Sr Carmela Esposito, e chiede le grazie e i doni celesti per guidare questa singolare comunità che la accoglie con il cuore aperto.

Carissima Superiora, grazie per il Suo Sì, grazie per aver accolto l’invito della nostra Madre di venire a prendersi cura di noi!

Grotta in festa!

La perla preziosa della misericordia! – Polonia

Un gruppo che cerca il Signore e desidera stare con Lui, hai piedi di San Camillo durante una giornata di spiritualità insieme alle nostre sorelle della comunità di Sławice in Polonia. Per vivere la gioia di trasmettere il Tesoro nascosto del nostro Carisma, la perla preziosa della misericordia!!!

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Skrutacja – Strzał w dziesiątkę

W Niedziele 25 czerwca w Klasztorze Sióstr Kamilianek odbył się dzień skupienia (zwany skrutacją) uczestników Strzału w Dziesiątkę

Piccola Cronaca della Casa Madre di Via Giusti – Perchè adesso questa storia diventa viva dentro di noi!

«Col 6 di Aprile 1892 – scrive il Padre Luigi Tezza nella Cronaca della Casa – le sorelle vennero a stabilirsi nella casa appartenuta alla famiglia Stampais, situata in via Giusti n° 15, Parrocchia di S. Marino ai Monti»[1]. Cinque erano le figlie di san Camillo al momento del trasloco da via Merulana, fra cui la Madre Fondatrice che aveva appena fatta la vestizione (il 19 marzo nella Capella delle Suore del Cenacolo). Avvenuto il trasloco, il 17 aprile, giorno di Pasqua, le prime quattro postulanti ricevono l’abito religioso nella «Camera del n.s.p. Camillo alla Maddalena» prendendo il nome di Suor Maria Vincenza (Emanuela Eliseo), di suor Maria Antonietta (Enrichetta Elisei), di suor Maria Vittoria (Vittorina Panetta), di suor Maria Francesca (Celia Rocchi).[2] Il 22 ottobre veniva inaugurato l’oratorio domestico; «Fino al giorno 22 ottobre [scrive il padre] dopo essersi definitivamente consacrato ad uso di oratorio un primo salone di ricevimento, si incominciò a celebrarvi la santa messa coll’autorizzazione di mons. Vice-Gerente, sua eminenza il cardinale Vicario essendo assente»[3]. In quell’oratorio (cioè qui, dove stiamo adesso) «il giorno 13 novembre sacro al Patrocinio di Maria SS.ma e di s. Stanislao Kostka aveva luogo [informa sempre il padre Tezza] per la prima volta nell’oratorio della comunità la cerimonia della vestizione secondo il rito prescritto e con molta solennità, pelle cinque postulanti: Suor Maria Luisa (Carolina Natalini), Suor Maria Giovanna (Concetta Gabellieri), Suor Maria Gioacchina (Santa Rossetti), Suor M. Agnese (Clotilde Staderini), Suor Maria Anna (Carolina Tozzi)»[4].

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Con la stessa gioia, semplicità, amorevolezza e libertà degli origini per servire il povero oggi 1900 – 2017

Il 30 novembre «per la prima volta la casa delle Figlie di San Camillo fu onorata dalla presenza e permanenza di Gesùcristo Sacramentato»[5] scrive il padre. Nel dicembre di quell’anno, le Figlie di san Camillo erano in quattordici, il 2 febbraio del 1893, quattro postulati ricevevano l’abito religioso in quel oratorio diventando così diciotto; da quel giorno cerimonie analoghe dovevano susseguirsi senza interruzioni. Ad aprile erano venti e, alla fine del secondo anno di vita, ventitré!

Su quel nido caddero i due «non expedire» di papa Leone XIII che parvero svellere dal suolo di Roma il tenero virgulto appena sbocciato; ma su quella casa piovvero, pure, le benedizioni di Dio; le Figlie di San Camillo vi sperimentarono le gioie irrepetibili della prima infanzia del loro istituto: la professione, in privato, dei voti religiosi emessa dalla fondatrice il 19 marzo 1893; l’apertura delle case di Cremona e di Mesagne (agosto 1893, novembre 1894); la creazione di una dipendenza dalla casa madre in via dei Riari, in Roma (marzo 1894).

« Dal maggio al dicembre del 1892 furono ricoverate, in casa, tre inferme, nel 1893 dodici, nel 1894 otto. Notevole, inoltre, il numero delle assistenze prestate alle inferme nelle case private: dal maggio al dicembre del 1892, sessantadue, nel 1893, ottocentosettantasette; nel 1894, cinquecentonovantadue»[6]. «Il giornale la Voce, quotidiano di Roma, il 25 aprile 1894, pubblicava: “Una gemma preziosa si viene manifestando, è l’istituzione delle Figlie di San Camillo che vanno ad assistere le inferme affette da qualsiasi malattia, senza retribuzione di sorta, ricusando di ricevere nelle case delle malate anche un sorso d’acqua. Io mi auguro che le Figlie di S. Camillo, eroine di abnegazione, dall’umile dimora di via Giusti, dove al presente si trovano possano dilatare per tutto il mondo”»[7].

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Padre Luigi Tezza, Fondatore della Congregazione delle Figlie di San Camillo

In questa casa si scrissero a mano le nostre prime Regole: «Il Padre prima di compilare il testo delle Costituzioni vero e proprio (pubblicato nel 1893)[8] scrive di proprio pugno un fascicolo di 7 fogli che esprimono lo scopo della Congregazione. Questo manoscritto è suddiviso in 4 sezioni. I primi due articoli della prima sezione “Scopo e forma della Congregazione” sono di importanza particolare perché sono la base della nuova Istituzione. Così si esprimono: 1° La Congregazione delle Figlie di San Camillo ha per scopo quello di tendere alla perfezione per mezzo della pratica dei consigli evangelici e dell’esercizio delle opere di misericordia, soprattutto verso i poveri infermi, alla cui assistenza si obbligano per un quarto voto speciale e perpetuo.3.4 2° La Congregazione non ammette che una sola categoria di suore, viventi in vita comune perfetta, consacrate a Dio coi quattro Voti perpetui di 3.4Castità, Povertà, Obbedienza e Assistenza ai malati anche da male contagioso, sotto la medesima Regola e portanti lo stesso abito dei Ministri degli Infermi. Questo scritto, tradotto dal Fondatore anche in lingua francese, è successivamente inserito tale e quelle nella seconda parte delle regole»[9].

Madre Giuseppina Vannini con Sr Teresa Bevilacqua e la sua nipotina

L’8 dicembre 1895, madre Giuseppina e le suore Camilla Moggio, Alfonsina Ferrari e Luisa Natalini emettevano la professione dei voti “in perpetuo” e cinque altre Figlie di San Camillo la professione temporanea. La presenza del padre Tezza alla professione assume una connotazione particolare in quanto apre la via alla conoscenza del progressivo addensarsi della tempesta. E’ stata proprio questa la casa del dolorosissimo distacco a causa della gravità delle accuse e delle persecuzione messe in atto a suo danno.

E’ difficile immaginare quanto quella dimora, trovata per le figlie e perduta per sé, dev’esser costata al buon padre… quei tre gradini che a lui era vietato varcare.[10] Il Fondatore aveva un cuore molto buono, che sapeva tacere, perdonare, soffrire in silenzio. Madre Giuseppina aveva un cuore semplice, umile, plasmato dalla fiducia in Dio, si abbandonò con dolcezza, si fecce più vicina alle Figlie e si prese cura di loro con premure di madre. «Fatta l’esperienza come la salute delle nostre Suore deperiva per le molteplici scale che facevano nel servizio delle malate, si decise di mettere un ascensorino, il quale cominciò a funzionare il 19 marzo 1905»[11].

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Strumenti dell’amore misericordioso di Gesù nel mondo

In questa casa durante una festa cordiale ci fu un’emozione fortissima: «Oggi 7 luglio 1909, ebbe luogo qui in casa madre una festa intima, affettuosa, che non avrà più l’eguale nella storia della nostra carissima comunità. Si festeggiò il 50.mo compleanno della nostra reverenda madre, e si può dire che la festa venne fatta dal Buon Dio stesso, che nella sua infinita misericordia e bontà ci favorì proprio in questi giorni il Decreto della prima approvazione delle nostre S. Regole […] Nel pomeriggio radunate in sala comune tutte le sorelle di casa madre, parecchie superiore locali ivi convenute per la circostanza, nonché qualche sorella delle più anziane che videro nascere la congregazione, presente Madre Giuseppina e padre Andrioli, dopo letti auguri e poesie per il 50.mo compleanno della reverenda madre alzateci tutte in piedi, venne letto dal reverendo padre Andrioli il Decreto dell’approvazione. Quando udimmo quelle parole: “noi riconosciamo, erigiamo e pronunciamo canonicamente eretta come istituto religioso la pia società sotto il titolo di Figlie di S. Camillo e approviamo le costituzioni annesse a questo decreto” il nostro cuore era pieno di commozione perché il Signore ci assicurava ch’eravamo tutte sue, gradivo la nostra consacrazione a Lui, e per mezzo della Santa Chiesa ci voleva proteggere, tutelare e difendere da qualunque pericolo»[12].

In questa casa, nel cuore della notte, silenziosa e nascosta come sempre aveva vissuto, con solo un cambiamento del respiro che allertò Suor Camilla che premurosa la vegliava, Madre Giuseppina passò dalla terra al cielo.

[1] Cronaca fol. 7.

[2] Idem.

[3] Cronaca fol. 9.

[4] Cronaca fol. 10.

[5] Cronaca fol. 10.

[6] Brazzarola B., Fondazioni dal 1892 al 1909, pp. 44-45.

[7] Ibidem, pp. 45-46.

[8] Brazzarola B., Regole e Costituzioni della Congregazione delle Figlie di San Camillo, p. 18.

[9] Marzio G., La Congregazione Figlie di San Camillo. Origine e primi anni di vita, pp. 113-114.

[10] Cfr. Lettera della Madre Giuseppina Vannini, al Generale dei Ministri degli Infermi, p. Desideri. A F S C, 1 A 75.

[11] Cronaca fol. 63.

[12] Cronaca 1908-1925, ff. 19-20.

Accogliere la chiamata – riapertura della Casa Madre delle Figlie di San Camillo – Roma, via Giusti.

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Dio sta parlando e l’elaborazione della risposta comporta ascolto. Ascolto del fascino e della grandezza di questa casa, del suo sussurro carismatico. Questa casa presenta in maniera interessante e attuale il timbro forte e tenero della misericordia delle Figlie di San Camillo. Una casa, che nei segreti delle sue stanze racconta esperienze e diventa uno stimolo interiore che trasforma il percorso in ricerca… Lo straordinario è che lo spirito degli origini non cambia ma riceve la spinta di contenuti nuovi e di profonde motivazioni, nel rapporto orante di una nuova apertura con la gioia, la semplicità, l’amorevolezza e la libertà degli origini per servire il povero oggi.

Questa comunità non parte da zero, ma nasce con una eredità, con valori che debbono essere rivissuti nel “presente” di ognuna di noi. Una comunità di giovani consacrate che si distinguono per essere l’evolvere nuovo di quell’esperienza, di quel modo particolare di leggere il Vangelo dei nostri Fondatori e delle nostre prime sorelle. Leggere la Cronaca significa allora prendere nuovo slancio per camminare in modo più sicuro in avanti. Si intuisce, tra le righe dei documenti, la trepidazione di quelle mani giovani nel mettere gli ultimi punti sui loro abiti religiosi, il silenzio pieno di emozione, la gioia trapelare dai loro sguardi pieni di luci. In questa casa si forgiarono e palpitano ancora i battiti di quei primi cuori camilliani, che si spegneranno giovani, immolati nell’assistenza alle signore colpite dalla tubercolosi… come Suor Agnese Staderini.

Su quel nido caddero i due «non expedire» di papa Leone XIII che parvero svellere dal suolo di Roma il tenero virgulto appena sbocciato; ma su quella casa piovvero, pure, le benedizioni di Dio; le Figlie di San Camillo vi sperimentarono le gioie irrepetibili della prima infanzia del loro istituto: la professione, in privato, dei voti religiosi emessa dalla fondatrice il 19 marzo 1893; l’apertura delle case di Cremona e di Mesagne (agosto 1893, novembre 1894); la creazione di una dipendenza dalla casa madre in via dei Riari, in Roma (marzo 1894). Ed è possibile respirare dentro queste mura, ascoltare fra gli angoli, il riecheggiare di fatiche e risate, di abbracci e lacrime di gioia, del continuo fare i bagagli e accogliere nuove giovani. «Quelle giovani, possedute dall’amore, erano tutte dotate di uno spirito generoso ed intraprendente e la loro carità assumeva un ritmo incalzante. Dal maggio al dicembre del 1892 furono ricoverate, in casa, tre inferme, nel 1893 dodici, nel 1894 otto. Notevole, inoltre, il numero delle assistenze prestate alle inferme nelle case private: dal maggio al dicembre del 1892, sessantadue, nel 1893, ottocentosettantasette; nel 1894, cinquecentonovantadue»[1]. Quali eroine della carità, quelle giovani avvezzate alla schiettezza della povertà e alla semplicità della gioia vera che si effonde dal cuore di chi si regala senza riserve alla misericordia, partirono come un balsamo di tenerezza verso il nord ed il sud, oltre le alpi: a Lille e a Bonsecours, oltre l’oceano: a Buenos Aires in Argentina. Innescando l’andirivieni della Madre Giuseppina che le seguiva premurosa, che le andava a trovare e le lettere che il Padre scriveva proprio qui, da questa casa: «Scrivo in mezzo alle care figliuole e tutte e ciascuna vorrebbero essere nella mia penna»[2].

L’8 dicembre 1895, madre Giuseppina e le suore Camilla Moggio, Alfonsina Ferrari e Luisa Natalini emettevano la professione dei voti “in perpetuo” e cinque altre Figlie di San Camillo la professione temporanea. La presenza del padre Tezza alla professione assume una connotazione particolare in quanto apre la via alla conoscenza del progressivo addensarsi della tempesta. E’ stata proprio questa la casa del dolorosissimo distacco a causa della gravità delle accuse e delle persecuzione messe in atto a suo danno. E’ difficile immaginare quanto quella dimora, trovata per le figlie e perduta per sé, dev’esser costata al buon padre… quei tre gradini che a lui era vietato varcare.[3] Il Fondatore aveva un cuore molto buono, che sapeva tacere, perdonare, soffrire in silenzio. Madre Giuseppina aveva un cuore semplice, umile, plasmato dalla fiducia in Dio, si abbandonò con dolcezza, si fecce più vicina alle Figlie e si prese cura di loro con premure di madre.

L’amore delle figlie suscitò il desiderio di tornare in quel nido dove furono formate le nostre prime sorelle… E così oggi possiamo invocare una rinnovata effusione dello Spirito Santo sulla nuova comunità della Casa Madre a cui è concessa la consolazione di dimorare nella comunione fraterna in questa casa, perché siate strumenti dell’amore di Dio verso i fratelli, con gesti nuovi e con lo stesso spirito delle nostre care prime sorelle, sotto la protezione del beato Padre Luigi Tezza e della beata Madre Giuseppina Vannini, che qui ancora formano le loro amate figlie.

[1] Brazzarola B., Fondazioni dal 1892 al 1909, pp. 44-45.

[2] Lettera del Padre Luigi Tezza alla Madre Giuseppina Vannini, allora in Cremona, scritta da Roma il 21 settembre 1894,

A F S C, 1 A 012,

[3] Cfr. Lettera della Madre Giuseppina Vannini, al Generale dei Ministri degli Infermi, p. Desideri. A F S C, 1 A 75.

Essere di Gesù e vivere nella Sua misericordia per sempre – Lima

La consacrazione a Dio di Sr Magie e Sr Graciela nella cappella della Casa Provinciale al Sol de la Molina, in Lima (Perù). Tutte di Dio per sempre nella libertà del dono e nella gioia della misericordia.

Padre Bueno y Misericordioso, recibe la ofrenda de nuestras Hermanas que el 14 de julio dijero sí para siempre.

Vivere in stato di missione – Philippine

“La vita cristiana ci chiama a discernere come possiamo realizzare la volontà di Dio, e quindi a metterci al seguito di Cristo nel nostro vivere quotidiano. Il discernimento cristiano p un processo di ricerca in vista di una scelta e di una decisione, in cui viene coinvolta un’esperienza umana e spirituale. E’ un processo che impegna tanto l’affettività quanto l’intelligenza a servizio delle scelte per crescere umanamente e spiritualmente in comunione profonda con la volontà di Dio. Passando da una nostra interpretazione che imprigiona all’ascolto della parola dell’altro, fidandoci di lui… e sentendoci coinvolti nella missione affidata a ogni sorella della comunità…” Ed è per questo che le sorelle della comunità di Cebù nelle Filippine hanno accolto con gioia la scelta di Sr Adelfa come una sorella della comunità che ora è per loro una guida, un incontro nel dialogo per essere e vivere seguendo il disegno di Dio per ciascuna di loro.

La festa di S. Camillo a Brescia

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La comunità di Brescia – Via Milano

Una grande famiglia per celebrare i 25 anni di consacrazione a Dio nella festa di San Camillo – Brasile

Il 14 luglio, in cui la chiesa celebra la festa di San Camillo, patrono dei malati, degli ospedali e delgi infermieri, il vescovo di Campanha, Dom Pedro Cunha Cruz ha presieduto una Solenne Celebrazione Eucaristica nella chiesa di Cruzília per i 25 anni di vita consacrata delle Figlie di San Camillo, Suor Nilza Bessa, Suor Eliane Degasperi e Suor Agnes Gregoreck. Hanno concelebrato con lui Padre Dehon Vicente Ferreira, parroco di Cruzília, Padre Elberson della parrocchia di Alagoa, padre Ednaldo della parrocchia Três Pontas e Padre Eterno della parrocchia di Minduri nella diocesi di São João Del Rei. Hanno partecipato alla celebrazion la comunità di Cruzília, i dipendenti e i medici dell’Ospedale Dr. Cândido Junqueira, le Figlie di San Camillo delle comunità di Rezende Costa e di San Paolo e la famiglia di Suor Eliane Degasperi. Dopo la celebrazione religiosa è stato offerto un agape fraterno presso il Rotary Club di Cruzília.

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Missa dos 25 anos de vida Consagrada das Irmãs Filhas de São Camilo em Cruzília

No dia 14 de julho, data em que a igreja comemora o dia de São Camilo, padroeiro dos doentes, dos hospitais e dos que cuidam dos enfermos, foi celebrada na igreja matriz de Cruzília MG pelo Bispo da Campanha, Dom Pedro Cunha Cruz, uma missa em ação de graças pelos 25 anos de Vida Consagrada das Irmãs Filhas de São Camilo, Nilza Bessa, Eliane Degasperi e Inês Gregoreck.

Também auxiliaram na celebração Padre Dehon Vicente Ferreira, pároco de Cruzília, Padre Enderson Hebert de Souza também da paróquia de Cruzília, Padre Elberson da paróquia de Alagoa, Padre Ednaldo da paróquia de Três Pontas e Padre Javé da paróquia de Minduri, diocese de São João Del Rei.

Participaram da missa a comunidade de Cruzília, colaboradores e médicos do Hospital Dr. Cândido Junqueira, Irmãs Filhas de São Camilo das comunidades de Rezende Costa e de São Paulo e familiares da Ir. Eliane Degasperi.

Após a celebração religiosa aconteceu um almoço comemorativo no Rotary Clube de Cruzília.

f75f45065e491a3adc61e72a384867bb_L25 anni di consacrazione a Dio delle Figlie di San Camillo di San Paolo – Brasile

Sabato scorso, 15 luglio è stata celebrata una Messa di ringraziamento nella cappella di San Paolo per i 25 anni di vita consacrata di Suor Nilza Bessa, Suor Eliane Degasperi e Suor Agnes Gregoreck. La Solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Padre James Henrique da Silva Medeiros e hanno partecipato le Figlie di San Camillo, la comunità locale e le famiglie delle sorelle.

Bodas de prata das Filhas de São Camilo em São Paulo

No último sábado, 15 de julho, foi celebrada uma missa em ação de graças na capela da casa de São Paulo pelos 25 anos de Vida Consagrada das Irmãs Nilza Bessa, Eliane Degasperi e Inês Gregoreck.

A celebração eucarística presidida pelo padre Tiago Henrique da Silva Medeiros contou com a presença das Irmãs Filhas de São Camilo, da comunidade local e de familiares das irmãs.

50° della Casa Generalizia di Grottaferrata – la storia

La storia della presenza delle Figlie di San Camillo in Grottaferrata risale al 1896, agli albori della fondazione, quando erano ancora in vita i Beati Fondatori.[1] Sappiamo dalla Cronaca, che padre Tezza, onde trovare una idonea sistemazione alle giovani, venne a Grottaferrata dove, dal 1896 al 1901, fu trasferito il Noviziato. In seguito le giovani furono alloggiate a Rieti nella nuova sede della casa di formazione e da qui nel 1912 sono state trasferite a Torpignattara (Roma) fino agli anni ’60.

A seguito dell’espandersi dell’Istituto e della urgente necessità di ampliare la Clinica di Torpignattara, va prendendo corpo l’intenzione di aprire una nuova casa più idonea e funzionale per accogliere la Casa Generalizia, la Casa di Noviziato e la Casa per Esercizi Spirituali per le Figlie di San Camillo. Il progetto, forse rimasto nei sogni delle Figlie di San Camillo s’incomincia a delineare sulla carta fin dagli inizi degli anni ’60. Senza dubbio i tempi erano maturi! I motivi che spingevano a questa decisione erano vari:

la risposta positiva alle sollecitazioni del Concilio;
la riconosciuta esiguità degli spazi destinati a fronteggiare le esigenze degli sviluppi dell’Istituto nella formazione delle Novizie e Postulanti;
la necessità di garantire alle suore Figlie di S. Camillo una casa di accoglienza per gli esercizi spirituali;
l’urgente ampliamento della Clinica.

L’auspicato progetto è stato rivelato ufficialmente nel Capitolo Straordinario del 1963.[2] Ed in seguito si procede all’acquisto del terreno e all’inizio della costruzione con il contributo di tutto l’Istituto al quale era chiesto di accontentarsi non solo delle cose utili ma di quelle di stretta necessità per sopperire alle domande economiche della costruzione. L’appello otteneva i suoi effetti: la Cronaca della Casa di Roma segnala che il 23 giugno 1967 «Le novizie e le postulanti accompagnate dalla loro Maestra M. R. Sr Vittorina Torelli, Consigliera Generale, si recano per la prima volta e per rimanervi stabilite a Grottaferrata, per ripulire gli ambienti dopo la costruzione, in vista dell’inaugurazione della nuova Casa Generalizia e di noviziato che avrà luogo il 18 luglio p.v.»[3].

«Alle ore 5 di pomeriggio, Sua Ec.za Monsignor Luigi Liverzani, Ordinario di Frascati ha benedetto la Chiesa e Consacrato l’altare assistito dai Molti Rev.di Padri Camilliani e da Don Luigi Migioli. Sono stati presenti le maggiori autorità dell’Ordine, Mons. Casoria, nostro Deputato Ecclesiastico, l’Abate di S. Nilo, Padre Fortunato, Padre Giacomo, molte Suore di Grottaferrata: le Suore Barbantine, le Suore di S. Giovanni; tutti i realizzatori della costruzione, i nostri Professori e Dottori»[4]. In occasione dell’inaugurazione giunse molto gradita la benedizione di S. Santità Paolo VI, nonché gli auguri e gli apprezzamenti dell’Ordine Camilliano verso la Figlie di San Camillo tramite uno scritto firmato dal Vicario generale P. Enrico Dammig. In quell’occasione Madre Giuseppina Calvi, ringraziando Sua Santità offre in povertà e umiltà il tutto di sé e dell’Istituto in aiuto e conforto alla persona del Papa.

Fin da subito, il 9 luglio di quello stesso anno iniziano i Corsi di Esercizi, predicati dal M. R. Don Luigi Miglioli di Cremona, fratello di Sr Carla, e successivamente le entrate in noviziato e le consacrazioni a Dio delle giovani. In questa Casa generalizia si svolsero i Capitoli, da questa Casa si partiva per la Fondazione in terre di missione verso le Filippine e la Georgia, verso l’Ungheria, il Cile e il Messico, accolte, preparate e accompagnate con la preghiera dalla comunità, che le seguiva nella gioia e le sosteneva in tutto.

[1] Cfr., Brazzarola B., Madre Giuseppina Vannini, Fondatrice delle Figlie di San Camillo (1859-1911). Piccola cronaca nella grande storia della Chiesa Romana, Grottaferrata 1990, pp. 109-110.

[2] Cortese L., L’espansione missionaria delle Figlie di San Camillo durante il generalato di Madre Giuseppina Calvi, p. 31-32.

[3] Cronaca (1958-1973), quaderno manoscritto, di ff. 383, iniziata nella casa di Roma il 4 gennaio 1958 e conclusasi nella casa di Grottaferrata il 31 dicembre 1973, in AFSC primo di segnatura archivistica.

[4] Cronaca (1958-1973), p. 214.

50° della Casa Generalizia di Grottaferrata – la celebrazione

Siamo qui riuniti per celebrare con gratitudine il 50° anniversario della fondazione della Casa Generalizia di Grottaferrata, “Villa Immacolata”, Centro e Cuore del nostro caro Istituto. Questa Casa, infatti, è luogo di preghiera, di ascolto dei Fondatori, di formazione religiosa delle diverse generazioni, casa di esercizi spirituali e di forte esperienza di comunione tra le Sorelle delle varie nazioni, punto di partenza per la missione sotto lo sguardo di Maria Immacolata e degli amati Fondatori. Sono le parole della Madre Generale, Madre Zelia Andrighetti, all’inizio della Solenne Celebrazione Eucaristica nella Cappella dei Beati Fondatori che si trova nella Casa Generalizia di Grottaferrata.

Offriamo perciò un particolare ringraziamento a Dio per il dono di Madre Giuseppina Calvi e delle sue Consigliere: Sr Emiliana Cervati, Sr Stefania Brichetti, Sr Vittorina Torelli, Sr Giuditta Manfredini, che si sono prodigate senza riserve con saggezza e lungimiranza per la realizzazione di questa nostra Casa e per tutte le sorelle che hanno fatto parte di questa comunità lungo questi cinquant’anni amando nel nascondimento con cuore di madre.

Unite sotto la protezione dei nostri Fondatori e di Maria Immacolata, Protettrice di questa casa, possiamo continuare a rivelare al mondo il volto misericordioso dell’amore di Gesù che si china sulle sofferenze di coloro che troviamo nel nostro cammino.

50° di Grottaferrata – Il cuore dell’Istituto

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Signore, Ti ringraziamo per i 50 anni della fondazione di questa casa che è la “madre” di tutte le altre case.

Ti chiediamo che ciascuna delle sorelle sia una pietra viva di santità e di amore nella costruzione dell’Istituto sparso nel mondo.

Tutte unite sotto lo sguardo dei nostri amati Fondatori possiamo rivelare al mondo il volto misericordioso dell’amore di Gesù che si china sulle sofferenze di coloro che troviamo nel nostro cammino.

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