Padre Luigi Tezza

Padre Luigi Tezza nacque a Conegliano Veneto (Treviso) il 1° novembre 1841 da Augusto,
medico apprezzato per la sensibilità sociale, e da Caterina Nedwiedt, donna nobile e di grande pietà. A quindici anni entrò nell’Ordine dei Ministri degli Infermi, a Verona. La madre, dopo aver ceduto tutti i beni ai poveri, professò nel Monastero della Visitazione di S. Maria a Padova, dove morì nel 1880 in concetto di santità.
Il giovane Luigi emise la prima professione religiosa l’8 dicembre 1858.
Fin da giovanissimo fu stimato per la sua maturità umana, distinguendosi per spirito di pietà, di obbedienza, di diligenza nei suoi doveri, tale da essere considerato “eminentissimo”. Fu ordinato sacerdote il 21 maggio 1864 dal vescovo di Verona.

prova8 (2)La legge civile di soppressione delle corporazioni religiose del 1866 a Verona, gli permise di assecondare il suo anelito missionario, ma vi rinunciò in virtù dell’obbedienza e per restare fedele alla sua vocazione camilliana. Il 10 agosto 1871 fu inviato in Francia, dove ricoprì diversi uffici con varie responsabilità: Maestro dei novizi, fondatore della casa di Lille, Vice Provinciale, Superiore Provinciale. 
Il 18 settembre 1889 il Capitolo dell’Ordine lo elesse Consultore, Procuratore e Vicario generale e per tale motivo ritornò a Roma, dove il 17 dicembre 1891 incontrò la Beata Giuseppina Vannini: con lei poté realizzare la missione alla quale si sentiva ispirato
da tempo e che fu la sua opera maggiore: la fondazione della Congregazione delle Figlie di San Camillo. Il 3 maggio 1900 ricevette l’ordine di partire per il Perù  con il compito di riformare la comunità camilliana di Lima, staccata dall’ordine fin dal 1832.
A Lima per 23 anni svolse un apostolato intenso: si dedicò all’assistenza di malati poveri
e bisognosi nelle case private, negli ospedali, nel lazzaretto e nelle carceri, fu confessore e direttore spirituale in diverse Congregazioni religiose, e il suo confessionale fu cattedra di misericordia e spiritualità. Fu Consultore nell’assemblea Episcopale di Lima e consigliere del Delegato Apostolico Mons, Pietro Gasparri, futuro Segretario di Stato.
I Nunzi apostolici che gli succedettero e le persone più autorevoli lo ebbero come padre spirituale. La sua azione discreta ma continua, intelligente,  carica di amore e di compassione, accompagnata da autorevolezza, da dolcezza e pazienza, finì per farne un personaggio conosciuto e amato.
Si spense serenamente il 23 settembre 1923, mentre tutta la città lo proclamava: «L’apostolo e il santo di Lima».

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