Recensioni

Gianfranco Grieco1a
Beata Giuseppina Vannini. L’amore dà la vita
Editrice Velar – 1994
pagg. 221

Non esisteva ancora nella Chiesa un Istituto femminile che oltre ai tre voti facesse professione di un quarto voto: totale donazione all’ammalato e all’infermo. La camilliana deva saper morire per l’infermo e con l’infermo. Madre Vannini ha compreso più di un secolo fa l’urgenza di donarsi all’ammalato, di servirlo, di non lasciarlo solo, di sacrificarsi con lui. Ha valorizzato la presenza del «genio femminile» accanto al mondo della sofferenza. Una giovane grande anima rapita dall’amore di Dio che per prima ha sposato fino all’eroismo questa causa: prima a Roma a due passi dal Laterano e poi a Cremona, a Mesagne, a Lille in Francia, a Bonsecour in Belgio, a Buenos Aires in Argentina. L’azione lungimirante della Vannini non ha confini.

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Massimiliano Taroni – Beata Giuseppina Vannini. Fondatrice delle Suore Figlie di San Camillo – Editrice Velar 2012 – pagg. 48

Una manciata di pagine totalmente illustrate per trasmettere in maniera agile e avvincente il percorso di questa giovane semplice, amorevole, piena di gioia e tutta di Dio. In non più di due ore un messaggio che vale la pena leggere.

 

 

 

BrunoDSC_0200 Brazzarola edd  Scritti della Madre Giuseppina Vannini -Grottaferrata 1985 – pagg. 341

Lettere sgorgate dal cuore semplice, puro, trasparente, ma anche forte al momento giusto, di Madre Vannini. A leggere si ha l’impressione di sentire la viva voce della Madre. Sembra che lei veda le figlie una ad una, eppure scriveva fortunosamente, rubando tempo alle ore del giorno e della notte, fino a l’esaurimento del foglio di carta; con l’assillo d’arrivare in tempo alla impostazione; nonostante i dolori e le malattie ricorrenti; con l’ansima di trovarsi presente là dove non poteva esserlo di persona. Gli scritti ne guadagnano in spontaneità, in freschezza.

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Gaetano Meaolo – Cuore di Madre – Grottaferrata 1992 – pagg. 100

Per ascoltare il cuore di una giovane amorevole che riconosceva costantemente di essere uno strumento nelle mani del Signore in cui riponeva ogni fiducia e confidenza. Per incontrare una madre premurosa che serviva in ginocchio. Per commuoversi di fronte alla bontà di Dio che opera meraviglie in chi è piccolo e si lascia guidare. Una elegante veste grafica, con illustrazioni originali delle vetrate del  Santuario dei Beati Padre Luigi Tezza e Madre Giuseppina Vannini e accluso un raffinato opuscolo divulgativo.

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Bruno Brazzarola – Madre Giuseppina Vannini. Piccola cronaca nella grande storia della chiesa romana – Grottaferrata 1990 – pagg. 322

E’ una biografia costruita con documenti di prima mano, esibiti spesso nella loro veste originale, specchio fedele e immediato del loro contenuto storico. I successi, gli insuccessi, i momenti felici, quelli meno, le difficoltà, le opposizioni, i progetti, le realizzazioni; la somma del lavoro di un’umile donna illuminata da un grande ideale di carità; di semplici comprimarie attorno a lei, spese, tutte, nel servizio del fratello infermo secondo lo spirito del vangelo, nel magistero di Camillo de Lellis. Piccola storia di una fanciulla romana.

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Gianfranco Grieco – Beato Luigi Tezza. Apostolo di due mondi – Editrice Velar 2001 – pagg. 266

Coniugare storia e cronaca, documenti di vecchia data con eventi ecclesiali recenti, storia di ieri con quella di oggi, fondendo in un solo discorso, notizie e cifre, personaggi e situazioni, presente e futuro. Questo stile piacevole di fare biografia rende amico di tutti il compagno di viaggio, cercando di rendere presente il passato ed individuabile il futuro.

E’ attualissima questa biografia di Padre Grieco, perché ribadisce, tra le righe, che solo l’amore è creativo e solo il donarsi senza ritorno si trasforma in testimonianza credibile ed efficace.

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Francesco Gioia – Il dono di servire gli infermi – Roma 1993 – pagg. 166

Siamo persuasi che il modo migliore per entrare nella conoscenza della mente e del cuore di un individuo sia l’esame della sua corrispondenza epistolare familiare. Proprio lì, nelle lettere, le convinzioni sincere e le motivazioni fondamentali più gelose affiorano con insistenza prioritaria.

Mons. Gioia ha studiato con diligenza e competenza le lettere del Tezza; ne coglie la sostanza fondamentale e ne descrive nella logica del discorso totale le idee essenziali, le concatenazioni principali, le derivazioni comportamentali. Originale in lui l’inserimento della Figlia di San Camillo nel mistero della Chiesa, argomento che rimane in filigrana, a livello di geniale intuizione, negli scritti dei fondatori.

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Angelo Brusco –Beato Luigi Tezza. L’amore non conosce confini – Roma 2001 – pagg. 260

L’Autore descrive la vita del p. Tezza ricorrendo all’immagine del viaggio, così come lo interpretano i libri della Sacra Scrittura: un camminare passo passo avendo accanto Dio, fino a quando , terminato il pellegrinaggio terreno, l’uomo incontra faccia a faccia il suo Signore. “L’uomo – scrive l’Autore – va incontro a Lui, con Lui”.

Le varie tappe secondo cui questo viaggio si snoda nella vita del beato sono armoniosamente collegate fra loro dall’unico vero grande Protagonista: Dio e il suo amore. Molto opportunamente, infatti, il libro ha per titolo “l’Amore non conosce confini”, dove i confini sono non tanto intesi in senso spaziale, quanto in senso interiore e spirituale.

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Bruno Brazzarola – Padre Luigi Tezza. Camilliano (1841 – 1923) – Roma 1996 – pagg. 631

La storia di un uomo figlio di un’idea: donare se stesso a Dio-Amore e all’uomo fratello, povero e infermo. Un curriculum vitae intenso, protratto negli anni, un gotha di eccellenti comprimari, un itinerario di strade, di paesi, un accavallarsi di eventi nazionali e internazionali esplosivi, mentre le guerre e le rivoluzioni preparavano l’era nuova.

Una storia le cui tappe sono segnate da una mole di lettere, quasi giornale di bordo, per coinvolgere il lettore nella propria avventura con la puntualità di un giornalista – del quale ebbe, probabilmente, il genio, e forse, la passione. Una prosa accattivante, al limite, quasi, di un romanzo… il tutto riferito in lettere a corrispondenti da Verona, da Roma, dalla Francia, dall’America, messaggi che arrivano fino a noi per farci conoscere tutta la verità, anche nei sottintesi del silenzio.

DSC_0200Bruno Brazzarola edd –  Scritti del Padre Luigi Tezza – Grottaferrata 1988 – pagg. 349

Per necessità, o pure per genio, il Tezza scrisse molto: lettere – soprattutto –, promemoria, appunti, ecc. conservati oggi negli archivi. Qui vengono pubblicati le lettere inviate alle Figlie di S. Camillo. In questi scritti, buttati giù currenti calamo, il Tezza esprime una prosa essenziale, confidenziale, a volte con una sintassi spontaneizzata e in un italiano tipico della regione d’origine. Tutto ciò concorre a rendere la scrittura simpatica, colloquiale, comunicativa al massimo.

Vi è un messaggio per le figlie e per tutti coloro che intendono entrare in un curriculum vitae all’insegna del coraggio, per rispondere alla voce dello Spirito.